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Istituto professionale di stato per il commercio e per i servizi

Alberghieri, turistici e della pubblicità

“Velso Mucci”

Via Craveri, 8

- Bra -

Peccati di gola

Candidato: Mattia Bertero

Anno scolastico 2008/2009

Indice

1. Introduzione pag. 3

2. Il peccato di gola pag. 4

2.1 Il problema falso pag. 5

2.2 Il problema vero pag. 6

3. Il peccato di gola nella storia pag. 7

4. La coscienza di Zeno pag. 10

4.1 Italo Svevo pag. 10

4.2 La coscienza di Zeno pag. 13

4.3 Stile di scrittura pag. 15

5. Catering pag. 17

5.1.1 Significato di catering pag. 17

5.1.2 Origine ed evoluzione del catering pag. 18

5.1.3 Evoluzione moderna del catering pag. 18

5.1.4 La distribuzione pag. 20

5.1.5 I ticket restaurant o buoni pasto pag. 21

5.2 Adempimenti fiscali, marketing e bilancio economico pag. 23

5.2.1 Aliquota IVA pag. 23

5.2.2 Certificazione dei corrispettivi pag. 23

5.2.3 Marketing pag. 23

5.2.4 Il bilancio economico pag. 24 1

5.2.5 Cremonini S.p.a pag. 25

5.3 La struttura giuridica dei contratti di servizio pag. 28

6. Anoressia e bulimia pag. 31

7. Anorexie et boulimie pag. 36

7.1 Traitements de l’anorexie mentale pag. 37

7.2 Traitement de la boulimie pag. 37

8. James Augustine Joyce pag. 39

Conclusione pag. 42

Bibliografia pag. 43

Allegato pag. 44 2

1. Introduzione

Il peccato di gola è il sesto dei sette peccati capitali, si tratta di un problema che ha afflitto la società del passato, ma che ora è presente più che mai anche ai giorni nostri.

Ho scelto di analizzare questo argomento perché ho sentito la necessità di approfondire le mie conoscenze in merito alla stretta associazione con l’ambiente lavorativo a cui mi accingo entrare.

La mia ricerca sarà suddivisa in capitoli, ognuno dedicato ad una diversa materia scolastica che sono riuscito ad includere nell’elaborato.

Per portare a termine questo lavoro sono state usate diverse fonti quali libri di testo, enciclopedie varie (sia cartacee che ipertestuali), dispense, testimonianze di professori, di esperti nel campo economico-aziendale e materiale multimediale.

Dopo aver letto, analizzato e sintetizzato i contenuti di questi documenti, ho redatto la mia ricerca.

È un argomento variegato che include più ambiti che in questa ricerca saranno classificati e sviluppati. 3

2. Il peccato di gola

Il peccato di gola è uno dei sette peccati capitali che sono stati introdotti per la prima volta da Gregorio I nel VII sec.

Il peccato di gola è sinonimo dell'ingordigia verso differenti vizi, non tutti legati al cibo. È l’incapacità di trovare un freno alla propria ingordigia sia verso gli alimenti, che verso il fumo nel caso dei fumatori e verso l'alcool nel caso degli alcolisti. Chi ne soffre, non può far a meno di una determinata cosa e ne sente un bisogno frequente.

A prima vista, questo peccato può sembrare il più insignificante dei peccati capitali, soprattutto in una società ed in una cultura spiritualmente grossolana e superficiale come quella attuale. Il peccato di gola, a dispetto di questa credenza collettiva, è ritenuto l'ultimo dei peccati dal quale l'uomo riesce a liberarsi, infatti, provoca nel soggetto che ne è affetto, un certo disordine, che si manifesta quando il piacere viene ricercato “per se stesso” e viene considerato come fine e non come mezzo, secondo il ben noto detto: “Vivere per mangiare e non mangiare per vivere”. 4

Il discorso della golosità si inserisce facilmente in quello più vasto e più grave del consumismo e del materialismo contemporanei, che stanno letteralmente soffocando i valori dello spirito nella società moderna.

Molti sono convinti che mangiare bene equivalga a mangiare genuino, con ricette e prodotti tradizionali. Se si va a fondo di questa convinzione si scopre che scientificamente non ha molto pregio: i cibi genuini e tradizionali spesso, sotto alcuni punti di vista, sono dei veri e propri attentati alimentari.

2.1 Il problema falso

Basta elencare alcuni prodotti per rendersene conto: vini scadenti, salumi e dolci con percentuali notevoli di grassi animali (burro).

Ben poche sono le specialità che possono vantare leggerezza e ottime qualità alimentari. Certo basta assumere tutto con moderazione e anche i cibi ipercalorici possono diventare perfettamente accettabili.

Se il “genuino” è poco attento ai valori nutrizionali perché demonizzare i cibi del fast-food? Probabilmente per eccesso di nazionalismo, per motivazioni politiche, per interessi economici o anche solo per ignoranza.

È vero che gli americani hanno una percentuale elevata di obesi, ma anche i tedeschi e gli italiani detengono una grande quantità di persone grasse: se si mangia molto non vi è dieta che tenga. L'obesità non è sicuramente frutto di uno stile di cucina.

Prima di demonizzare le preferenze altrui si deve considerare che anche la tradizionale pizza italiana è un alimento estremamente pericoloso, ipercalorico e spesso di dubbia qualità. In pizzeria se ci si limita ad una pizza normale, si avrebbe 5

un apporto calorico corretto e, probabilmente, anche una buona ripartizione dei macronutrienti. Ma se la pizza è solo il nucleo del pasto, preceduto da antipasti e poi seguito da un dolce, difficilmente si può sostenere di aver fatto una scelta nutrizionalmente corretta.

Da quanto sopracitato dovrebbe essere chiaro che è errato demonizzare i fast-food per i cibi grassi e ipercalorici. Se questa è la causa della condanna, occorre allora condannare anche buona parte della cucina italiana tradizionale per lo stesso motivo.

2.2 Il problema vero

Parlando della qualità in cucina, occorre prendere in considerazione anche i tipi di grassi che vengono utilizzati per le salse, per i fritti e per le altre preparazioni: anziché utilizzare l'olio extravergine d'oliva spremuto a freddo, che sarebbe il meglio, si tende ad impiegare l'olio di colza, di girasole o addirittura il grasso di palma che sono molto nocivi all'organismo umano.

Non basta quindi citare solamente la percentuale di grassi impiegati ma, per offrire al cliente un servizio impeccabile, occorre evidenziare sempre e ovunque di quali grassi si tratta. In tal modo il consumatore, informato, può operare opportune scelte alimentari. 6

3. Il peccato di gola nella storia

“Ah! Voi lo chiamate il bue muto! Io vi dico, quando questo bue muggirà, i suoi muggiti si udranno da una all’altra estremità della terra!”

“Alberto Magno”

S. Tommaso d'Aquino

I sette peccati capitali nascono tra la fine degli anni cinquecento dal pensiero di Papa “Gregorio I” chiamato Gregorio Magno, in seguito furono poi ripresi nel XIII sec. dal filosofo e teologo della scuola scolastica (filosofia cristiana medioevale), Tommaso d'Aquino.

Egli nasce nel 1225 da famiglia nobile nel castello di Roccasecca, in provincia di Caserta, al confine tra il regno di Sicilia e il papato.

Inizia i suoi studi presso l’abbazia di Montecassino per poi passare allo studium di Napoli, fondato dall’imperatore Federico II, la prima università nata nell'Italia del meridione.

Tommaso, nel 1244, decide di intraprendere studi Tommaso durante gli studi

domenicani e di trasferirsi a Parigi, ma i familiari, contrari a questa sua scelta, lo fanno rapire prima che lui parta. L’estate dell’anno successivo, lasciato libero dalla famiglia, si reca a Roma e poi a Parigi, dove è inviato dall’ordine dei domenicani per terminare gli studi. Qui conduce vita di convento e di studio, fino a quando, nel 7

1248, accompagna a Colonia Alberto Magno, suo maestro, incaricato di dirigere il primo studium generale dei domenicani in Germania.

Nel 1252 viene inviato da Alberto a Parigi per studiare come dottore di teologia e vi trascorre ben quattro anni. È qui, in questi anni, che Tommaso compone i suoi primi scritti.

Tommaso riceve il dottorato in teologia e diventa maestro presso una scuola di teologia parigina, dove insegna fino al 1259. Si trasferisce poi in Italia e riceve diversi incarichi presso la corte papale. Nel 1266 è incaricato di aprire uno studium domenicano a Roma e di impartire i primi elementi di teologia ai giovani ancora ignoranti di filosofia e di teologia. In questo periodo produce numerosi scritti e commenta diverse opere d'autori tra i quali compare anche il grande Aristotele.

Questa enorme mole di lavoro lo porta nel dicembre del 1273, ad un crollo fisico e spirituale, da allora finisce di scrivere e di dettare testi, pronunciando la sua frase più conosciuta: “tutto ciò che ho scritto è come paglia per me”.

Forse con essa intendeva riferirsi alla rivelazione che aveva avuto negli ultimi tempi, di fronte alla quale ogni suo scritto sembrava perdere importanza.

Sin dalla giovinezza il silenzio era stato una prerogativa della personalità di Tommaso; ai suoi confratelli era apparso come un “bue muto” e sul suo essere assorto in meditazione e contemplazione erano fioriti aneddoti.

Nel gennaio 1274 fu chiamato a risolvere una disputa che si era aperta tra la Chiesa greca d'Oriente e la Chiesa di Roma. Nonostante le sue precarie condizioni fisiche decide di accettare; durante il viaggio però peggiora la sua malattia e il 7 marzo 1274 muore presso l'abbazia cistercense di Fossanova. 8

Dopo la morte gli vengono attribuiti diversi meriti nella teologia della filosofia cristiana medioevale che sono presenti anche nell'epoca odierna.

Sarà canonizzato 49 anni dopo la morte dal papa Giovanni XXII, nel 1323.

Le spoglie di Tommaso d'Aquino sono conservate nel convento dei Giacobini a Tolosa. 9

4. La coscienza di Zeno

Un esempio di peccato di gola è presente nel libro di Italo Svevo, dove è preso in considerazione il vizio del fumo: il continuo bisogno di fumare, la voglia di smettere e l’impossibilità a riuscirci.

4.1 Italo Svevo

Aron Hector Schmitz, il futuro Italo Svevo, nasce a Trieste il 19 dicembre del 1861.

Suo padre era Francesco Schmitz (figlio del funzionario imperiale austriaco) e la madre si chiamava Allegra Moravia.

Svevo era il quinto di otto figli. Trascorre la sua infanzia a Trieste nella casa patriarcale senza alcuna preoccupazione economica e in un'atmosfera gioiosa ed affettuosa malgrado il padre, che, commerciante nel ramo vetrario, non era molto incline alle affettuosità nel rapporto con i figli.

Trieste, in quel periodo, faceva ancora parte dell’impero austro-ungarico, la cui cultura era ammirata dal padre di Svevo.

Francesco voleva che i suoi figli diventassero esperti uomini d'affari. Nel 1874, a tal fine, manda Hector e altri due suoi fratelli in collegio a Segnitz perché riteneva il tedesco una lingua indispensabile per ogni commerciante triestino. 1

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In questo periodo, Aron Hector Schmitz, conosce il primo amore che riporterà poi in L’avvenire dei ricordi. Terminati gli studi collegiali si iscrive all’Istituto Commerciale Giuseppe Revoltella.

Purtroppo, per problemi politici, non poté mai realizzare il sogno di un viaggio a Firenze per apprendere il giusto accento italiano e dovette accontentarsi di una cadenza tipica triestina. Il 2 settembre 1838 dà inizio ad una collaborazione con il giornale irredentista triestino “L’Indipendente” sul quale pubblicherà recensioni teatrali ed articoli di vario genere con lo pseudonimo di Ettore Samigli. In questi anni comincia la sua attività letteraria ed abbozza ben quattro opere teatrali che però non avranno successo.

Nello stesso anno il fallimento del padre lo costringe ad impiegarsi come corrispondente tedesco e francese presso la succursale triestina della banca Union.

Molte ore del suo tempo libero le passa nella biblioteca civica dove legge i romanzi classici La statua di Svevo a Trieste

italiani.

Nel febbraio 1881 lavora a tre novelle (Difetto moderno, La storia dei miei lavori e La gente superiore). In questo periodo conosce e diviene amico fraterno del pittore diciannovenne Umberto Veruda che gli ispirerà il personaggio dello scultore Balli nel romanzo Senilità. Nel 1886 il fratello Elio cade in malattia e muore. Il forte dolore che affligge il suo animo per questa perdita lo segnerà per tutta la vita.

Nel 1890 “L'Indipendente” pubblica a puntate il lungo racconto L'assassinio di via Belpoggio che testimonia la forte influenza di Schopenhauer. Il racconto viene accolto dal pubblico e dalla critica senza particolare interesse.

In questo periodo Hector va incontro a grandi cambiamenti che intaccheranno la sua vita, infatti, nel 1892 muore il padre. Nello stesso anno fa pubblicare, utilizzando le sue finanze, il suo primo romanzo dal titolo Una vita che firma con 1

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lo pseudonimo di Italo Svevo che sta a significare nello stesso tempo la sua appartenenza alla cultura italiana, tedesca e slava.

Nel giugno del medesimo anno riceve una lettera di complimenti da parte dello scrittore tedesco Paul Heise che riceverà poi il premio Nobel per la letteratura.

Nonostante questo, il libro non riscuote successo tra il pubblico e ne appare solamente una breve recensione di Domenico Oliva sul “Corriere della Sera”. Nel 1895 muore anche la madre dello scrittore.

In quest'occasione, rivede la cugina diciottenne Livia Veneziani. Tra i due, ben presto, nascerà un sentimento d’amore che li porterà al fidanzamento ufficiale e, il 30 luglio 1896, al matrimonio. L'anno successivo nascerà la loro figlia.

Nel mentre comincia la travagliata lotta tra lo scrittore Italo Svevo ed il coscienzioso padre di famiglia Ettore Schmitz. Infatti affiancava al lavoro di banca, l'insegnamento presso l'istituto Revoltella ed un lavoro notturno al quotidiano “Il Piccolo”.

Nel 1898 appare a puntate sull'Indipendente il suo secondo romanzo, Senilità, che nello stesso anno uscirà in volume presso l'editore Vram, ancora una volta a spese dell'autore. Ettore giura a se stesso di smetterla per sempre con la letteratura.

Nel 1899 lascia il lavoro d'impiegato bancario per affiancare il suocero nella direzione della sua fabbrica di vernici. Da questo momento le sue condizioni economiche subiscono un radicale e netto cambiamento positivo. Nel 1904 l'amico pittore Umberto Veruda muore. L'anno seguente lo scrittore comincia una stretta amicizia con James Joyce, professore d'inglese alla Berlitz School di Trieste, che gli dà lezioni private ed intanto i due si scambiano pareri sulle reciproche creazioni letterarie.

Nel 1915, scoppiata la guerra mondiale che gli irredentisti triestini chiameranno “quarta guerra d'indipendenza”, Ettore si trova improvvisamente solo in una Trieste abbandonata. Joyce è costretto a tornare in Inghilterra, i suoceri si trasferiscono e la fabbrica viene confiscata; non gli resta che il riposo e le sue vecchie passioni, cioè la lettura e lo studio del violino. 1

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Nel 1918 Trieste assume finalmente il titolo di città italiana ed Italo Svevo torna a vivere con la stesura delle prime pagine di La coscienza di Zeno che sarà però pubblicato solo poi nel 1923 ed ancora una volta non riscuoterà successo tra il pubblico.

Joyce, che ha invece apprezzato molto l'opera dell'amico Svevo, riesce ad interessare i critici e letterati parigini all'autore.

In Italia, l'unico ammiratore su cui Svevo può contare, è Montale.

Nel 1927 appare l'edizione francese de La coscienza di Zeno, nella traduzione di Paul-Henri Michel. Nel 1928 inizia il suo quarto ed incompiuto romanzo, Il vecchione. In seguito ad un incidente stradale, Italo Svevo, muore il 13 settembre a Motta di Livenza nei pressi di Treviso.

4.2 La coscienza di Zeno

Il libro più conosciuto di Italo Svevo è “La coscienza di Zeno” che, come citato in precedenza, compare sugli scaffali delle librerie nel 1923.

Il libro è diviso in sei differenti capitoli.

L'autore narra, in prima persona, la vita del signor Zeno.

Zeno è un uomo di mezz'età che ha una grande fortuna monetaria e vive di rendite, senza dover svolgere alcun mestiere.

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Sintesi

Tesina - Premio maturità  2009

Titolo: Peccati di gola

Autore: Bertero Mattia

Descrizione: il peccato di gola spesso è considerato come il peccato di minore importanza tra i sette peccati capitali introdotti nel vii sec. e' invece il peccato più difficile da cui ci si può liberare. nella società  odierna è presente più che mai, la tesi

Materie trattate: IaStoria, Italiano, Organizzazione Di Imprese, Econom, Legislazione, Chimica E Scienze Degli Aliment

Area: umanistica

Sommario: Storia, San Tommaso d'Aquino, Alberto Magno Italiano, Italo Svevo, La coscienza di zeno Organizzazione di imprese,Catering, abbinamento del C. con il peccato di gola, origine ed evoluzione del C. Economia, Aliquota IVA, Certificazione dei corrispettivi, Marketing, bilancio economico, Cremonini s.p.a. Legislazione, struttura giuridica dei contratti di servizio Chimica e scienze degli alimenti, Anoressia e Bulimia Francese, Anorexie et Boulimie Inglese, James Augustine Joyce

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