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I peccati dell’Umanità

Studio di molti degli eventi più significativi dal secolo scorso ad oggi per comprendere quanto l’uomo ha saputo adempiere ai suoi compiti nei confronti dei suoi simili e dell’ambiente che lo circonda.

Percorso disciplinare

  • Storia: La Seconda Guerra Mondiale.
  • Italiano: Eugenio Montale.
  • Inglese: Wystan Hugh Auden.
  • Filosofia: Arthur Schopenhauer.
  • Scienze: Le risorse naturali.
  • Biologia: Ecosistemi e Biomi.
  • Fisica: La Fisica Nucleare.
  • Chimica: Gli idrocarburi.
  • Informatica: Le Reti (Arpanet e Internet).
  • Matematica: Dominio di Funzione.

Percorso logico

Storia

Il delirio del male (Seconda Guerra Mondiale).

Italiano

La guerra appiattisce i valori umani scaturendo il “Male di vivere” (Eugenio Montale).

Inglese

“Epitaffio di un tiranno”, portatore del male nella vita di un popolo (Wystan Hugh Auden).

Filosofia

L’egoismo dell’uomo lo porta a combattere contro se stesso soltanto per prolungare il proprio dolore (Arthur Schopenhauer).

Scienze

L’egoismo dell’uomo non si ferma di fronte alla natura che lo circonda (Inquinamento e Risorse Naturali).

Biologia

La natura, un capolavoro di rara bellezza e di enorme complessità (Ecosistemi e Biomi).

Chimica

“Chimicamente parlando”: Ciò che l’uomo sfrutta dalla natura (Gli Idrocarburi).

Fisica

Quando l’uomo ha dimostrato la sua intelligenza, grazie a ciò che lo circonda, non sempre ha dimostrato di sfruttare il proprio intelletto a fin di bene (La Fisica Nucleare).

Informatica

Quando l’intelletto umano progredisce con impegno (Nascità delle reti).

Matematica

Dominio di Funzione

Riflettere, è quello di capire, “Se l’uomo può considerarsi abbastanza maturo dal coprire il ruolo fondamentale che possiede nei confronti di se stesso”. In base alle capacità che esso ha acquisito nel corso della propria evoluzione, capacità che lo hanno portato a definirsi “essere dominante” su questo pianeta.

Una figura, quella dell’essere dominante che è tenuta ad affrontare in modo razionale le problematiche che l’esistenza gli

La Seconda Guerra Mondiale

La seconda guerra mondiale fu il più grande conflitto armato della storia, si estese virtualmente ovunque nell’intero pianeta e coinvolse più nazioni di qualsiasi altro, introducendo nuove e potenti armi, che ebbero il loro culmine nell’uso della bomba atomica. Nonostante il nome, non proprio tutte le nazioni furono coinvolte; alcune mantennero la neutralità (come Eire, Svezia e Svizzera), altre erano insignificanti dal punto di vista strategico (come il Messico).

La guerra colpì la popolazione civile più gravemente di qualsiasi altro conflitto precedente e servì come sfondo per l’olocausto condotto dal nazismo nei confronti degli ebrei, così come per diverse altre significative uccisioni di massa di civili inermi.

Queste comprendono il massacro di milioni di cinesi e coreani da parte dei giapponesi, e il bombardamento di obiettivi civili in Germania e Giappone da parte degli alleati, così come i bombardamenti delle città europee da parte della Germania. In totale, la seconda guerra mondiale causò circa 50 milioni di vittime (circa il 2% della popolazione mondiale di allora), più di ogni altra guerra.

Principali paesi coinvolti

  • 1° settembre 1939 - 8 maggio 1945: Terzo Reich (Germania e Austria).
  • 1° settembre 1939: Polonia.
  • 3 settembre 1939 - 8 maggio 1945: Gran Bretagna (e Australia).
  • 3 settembre 1939 - 8 maggio 1945: Francia.
  • 10 settembre 1939 - 15 agosto 1945: Canada.
  • 30 novembre 1939 - 4 settembre 1944: Finlandia.
  • 9 aprile 1940 - 4 maggio 1945: Danimarca e Norvegia.
  • 10 giugno 1940 - 25 aprile 1945: Italia fino all’8 settembre 1943.
  • 28 ottobre 1940 1945 - Grecia.
  • 21 giugno 1941 - 1945: Ungheria.
  • 22 giugno 1941 - 8 maggio 1945: Unione Sovietica.
  • 7 dicembre 1941 - 15 agosto 1945: Giappone e Stati Uniti.

Prefazione

Con seconda guerra mondiale si intende quel conflitto cominciato nel settembre 1939 con l’invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche, allargatosi progressivamente con l’entrata in guerra di Gran Bretagna, Francia, Italia, Unione Sovietica, Giappone, Stati Uniti e altri paesi, europei e non. Si concluse in Europa l’8 maggio 1945 con la resa incondizionata del Terzo Reich e nell’area del Pacifico il 15 agosto dello stesso anno con la capitolazione dell’Impero giapponese che subì pochi giorni prima gli unici due bombardamenti atomici della storia (anche se la firma della resa avvenne il 2 settembre).

Fasi preliminari

Il risentimento tedesco nei confronti del trattamento subìto dopo la fine della prima guerra mondiale, e le susseguenti difficoltà economiche, permisero ad Adolf Hitler e al suo movimento estremista nazionalista (NSDAP) di prendere il potere in Germania e assumere il controllo totale della Nazione. Ignorando i vincoli imposti dal Trattato di Versailles, egli ricostruì l’esercito tedesco. Rimilitarizzò la zona di confine con la Francia, ottenne l’unificazione di Germania e Austria (Anschluss), e si annesse parti della Cecoslovacchia (i Sudeti, la Conferenza di Monaco).

Nel 1922 Benito Mussolini e il suo Partito Fascista avevano preso il potere in Italia e nel maggio 1939 strinsero il famoso Patto d’acciaio con la Germania.

L’Impero giapponese invase la Cina nel settembre del 1931. Anche se il governo giapponese si oppose all’azione, l’esercito fu in grado di agire in maniera indipendente e instaurò un governo fantoccio, creando uno stato separato: il Manchukuo.

La Germania stipulò un trattato (Patto Molotov-Ribbentrop) con l’Unione Sovietica e nel 1939 avanzò pretese territoriali su parte della Polonia (il famoso Corridoio di Danzica). La Polonia rigettò le pretese e la Germania, il 1° settembre 1939, la invase con un pretesto (Incidente di Gleiwitz). Il 3 settembre, Regno Unito e Francia inizialmente riluttanti a morire per Danzica dichiararono guerra alla Germania.

1939-40: La Finta Guerra

Il periodo che va dal settembre del 1939 al maggio 1940 divenne noto come la finta Guerra - Guerra lampo. Le forze tedesche vennero spostate a ovest dopo l’attacco alla Polonia (durato una ventina di giorni), mentre il 17 settembre 1939 l’Armata Rossa sovietica metteva in atto un’invasione da est in applicazione del patto Molotov-Ribbentrop. La Francia si mobilitò lungo il suo confine, pesantemente difeso lungo la famosa Linea Maginot, mentre i britannici inviarono un corpo di spedizione in Francia. Eccetto per un breve attacco francese attraverso il Reno, ci furono poche ostilità, mentre ambo le parti ammassavano le proprie forze.

Nel frattempo, il 30 novembre 1939, l’Unione Sovietica aveva invaso la Finlandia dando il via alla Guerra d’inverno che si concluse nel marzo 1940 con la cessione di alcuni territori finlandesi all’Unione Sovietica che non riuscì a completare l’invasione grazie alla tattica di guerriglia degli avversari nel suolo ghiacciato. Come più tardi risultò chiaro, il significato di questo attacco per l’URSS fu soprattutto dovuto alla consapevolezza che presto la Germania avrebbe attaccato e il retroterra finlandese avrebbe permesso all’URSS di difendere l’avamposto di Leningrado.

1940: La pugnalata alla schiena della Germania

Il 9 aprile 1940 la Germania invase e annientò in breve la resistenza di Norvegia e Danimarca. Nel 10 maggio 1940 le truppe tedesche attaccarono i Paesi Bassi e il Belgio e da qui, passando per la Foresta delle Ardenne e aggirando completamente la Linea Maginot entrarono in Francia dando il via alla battaglia di Francia. La loro tattica della Blitzkrieg (guerra lampo) riuscì a sconfiggere i francesi e le armate britanniche in Francia.

A fine maggio del 1940 la Germania aveva rapidamente vinto le truppe di Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo e Inghilterra. Il dramma di Dunkerque si era oramai consumato: 75 divisioni distrutte, 340.000 uomini accerchiati, 1.200.000 prigionieri al prezzo di 10.255 morti 8.643 dispersi e 42.523 feriti. Credendo che la guerra fosse oramai terminata, il 10 giugno, Mussolini dichiarò, a sua volta, guerra agli Alleati. L’attacco alla Francia in quel preciso momento venne ritenuto come un atto estremo di tradimento e venne etichettato come una vera propria pugnalata alla schiena. Il 18 giugno la Francia viene investita dall’attacco italiano: I, III, IV e VII armata premono contro 1 divisione coloniale e 3 divisioni di fanteria di serie B. Alle rimostranze di Badoglio che spiegò al Duce che “l’esercito italiano non ha neppure le camicie” Mussolini ribatté “voi non capite, io ho bisogno di qualche migliaio di morti per sedermi al tavolo di pace”. Nonostante la rotta generale dell’esercito francese, le truppe italiane, male armate e peggio comandate, segnarono il passo.

10 giugno 1940: L’Italia entra in guerra

Il costo della guerra per l’Italia

Le conseguenze della guerra non tardarono a farsi sentire per l’Italia: il 14 giugno, dopo soli quattro giorni dalla dichiarazione di guerra, Genova venne bombardata da Inglesi e Francesi. Inoltre a causa del mancato preavviso la flotta mercantile di botto perse tutto il naviglio presente all’estero e, infine, le truppe presenti in Africa orientale furono immediatamente isolate e condannate con certezza alla morte o alla prigionia.

La Battaglia d’Inghilterra e l’intervento in Grecia

Nel giugno 1940 l’Unione Sovietica occupò la Lituania, l’Estonia e la Lettonia. Non trovando vie per una pace con la Gran Bretagna la Germania iniziò una campagna di bombardamenti strategici che venne chiamata dai britannici the Blitz.

Quella che passò alla storia come la battaglia d’Inghilterra (10 luglio - 31 ottobre 1940) però non ottenne i risultati sperati: se inizialmente la Luftwaffe bombardava i centri di controllo della Royal Air Force, in seguito la tattica si trasformò nel semplice bombardamento terroristico di Londra. Ciò permise alle fabbriche inglesi di produrre aerei in gran quantità e alla RAF di ottenere il dominio dei cieli indispensabile per contrastare l’Operazione Leone Marino, l’invasione della Gran Bretagna già pianificata dal comando tedesco ma mai realizzata. Allo scopo di portare la Gran Bretagna alla sottomissione la Germania attuò anche un blocco navale, la Battaglia dell’Atlantico, svolta soprattutto dai famigerati U-Boot. Secondo una teoria accreditata, in realtà Hitler perseguì malvolentieri la campagna contro la Gran Bretagna, ritenendo che l’avversario inglese fosse ormai fuori combattimento e che prima o poi avrebbe chiesto un armistizio. Tutti i suoi piani erano rivolti all’Est, alla campagna contro l’Unione Sovietica, e pertanto non allocò alla Battaglia d’Inghilterra tutte le risorse che avrebbe dovuto e potuto impiegare. Il 28 ottobre 1940 su personale iniziativa di Benito Mussolini l’Italia invase la Grecia partendo dalle basi in Albania.

Sebbene in inferiorità numerica le forze greche respinsero gli invasori dando agli alleati la loro prima vittoria e costringendo Mussolini a chiedere aiuto ai tedeschi. I caduti italiani nel dissennato attacco alla Grecia furono più di 13.000.

1941: L’America entra in guerra

Lo stallo venutosi a creare in Grecia fu affrontato e risolto con l’invasione tedesca della Jugoslavia prima e della Grecia poi. Questa tuttavia non era nei piani di Hitler, che dovette risolversi a un tale passo vista l’inefficacia dell’attacco italiano. Dovendosi concentrare sui Balcani, la Germania dovette posporre l’invasione dell’Unione sovietica, già nei piani di battaglia fin dall’inizio del conflitto, e per Hitler strategicamente ben più importante.

Per la Royal Navy la situazione nel Mediterraneo si fece difficile.

Nonostante la brillante vittoria contro gli italiani presso battaglia di Capo Matapan (27 marzo), la Mediterranean Fleet subì pesanti perdite durante le operazioni per l’evacuazione della Grecia. In autunno il sommergibile tedesco U311 colò a picco la corazzata Barham, e in dicembre andarono perdute anche la Valiant e la Queen Elizabeth, ad opera dei mezzi d’assalto della marina italiana. Le difficoltà create dalle pesanti perdite non impedirono alla flotta britannica di infliggere a sua volta gravi danni al traffico di rifornimenti tra Italia e Libia. Il 22 giugno la Germania attaccò l’Unione Sovietica, con la quale aveva un patto di non aggressione, con l’Operazione Barbarossa. I russi furono colti ampiamente di sorpresa e i tedeschi conquistarono vaste aree di territorio, catturando centinaia di migliaia di soldati nemici. I sovietici si ritirarono, e riuscirono a portarsi dietro gran parte della loro industria pesante, togliendola dalla linea del fronte e riposizionandola in zone più remote. Una tenace e disperata difesa impedì alla Germania di conquistare Mosca prima dell’arrivo dell’inverno. La Germania, che si aspettava di finire la campagna in pochi mesi, non aveva le proprie armate equipaggiate per il combattimento nel rigido inverno russo. Il 7 dicembre 1941 con un’operazione a sorpresa e senza preventiva dichiarazione di Guerra, il Giappone bombardò il porto di Pearl Harbor distruggendo ed affondando la maggior parte delle navi alla fonda. La risposta statunitense fu immediata, il giorno dopo gli Stati Uniti d’America entrarono in guerra contro il Giappone ed i suoi alleati. L’escalation giapponese fu rapida e violenta. Malesia, Singapore, Birmania e Nuova Guinea vennero rapidamente invase. La resistenza statunitense nelle Filippine venne anch’essa rapidamente liquidata, poiche le forze giapponesi erano meglio equipagiate per una guerra aereonavale.

1942: La Germania indietreggia

Nella primavera del 1942 l’esercito tedesco portò nuovi attacchi, ma sembrò incapace di scegliere tra un attacco diretto a Mosca e la cattura dei pozzi petroliferi del Caucaso.

Nell’ambito dell’operazione Torch sbarcarono sulle coste algerine truppe americane in aiuto a quelle inglesi impegnate nella battaglia contro l’Afrika Korps. Intanto, sul fronte russo combattevano anche i soldati del corpo di spedizione italiano, il CSIR che arrivò nell’estate del 1941, e che venne rinforzato dall’ARMIR giunto nell’estate del 1942, e resterà coinvolto in una disastrosa ritirata.

Mosca venne ancora una volta risparmiata, e alla fine del 1942 i sovietici riuscirono a schiantare le linee del fronte dell’Asse a sud e a circondare la Sesta Armata Tedesca nella battaglia di Stalingrado.

1943: La disfatta in Africa

Nel febbraio 1943, i miseri resti dell’esercito tedesco forte di 300.000 uomini si arresero a Stalingrado. Nella primavera del 1943 i tedeschi furono in grado di reagire con successo nella terza battaglia di Kharkov, ma la loro offensiva nella gigantesca battaglia di Kursk (luglio 1943) fu così fallimentare che i russi furono in grado di contrattaccare e di recuperare il terreno perduto. Da quel momento in poi, l’Armat Rossa avrebbe avuto l’iniziativa ad est.

Al disastro tedesco di Stalingrado ne seguì un altro in Tunisia, con la perdita dell’ultimo caposaldo dell’Asse in Nord’africa e la cattura di un quarto di milione di soldati tedeschi e italiani (maggio 1943). Subito dopo gli Alleati usarono il Nord’africa come trampolino di lancio per l’invasione della Sicilia, l’Operazione Husky (luglio 1943) e dell’Italia continentale (settembre 1943), che Churchill descrisse come “il ventre molle dell’Europa”. Tale operazione non fu ben vista dagli alti comandi alleati, perché in quel momento si stava preparando l’imponente Operazione Overlord, infatti i soldati alleati avevano a malapena le armi per combattere. Il 25 luglio Mussolini fu destituito e sostituito con il Maresciallo Pietro Badoglio. L’Italia si arrese, firmando l’armistizio il 3 settembre, reso poi pubblico l’8 settembre, ma le truppe tedesche si mossero a disarmare gli italiani e a difendersi in Italia da soli. Essi stabilirono una serie di resistenti linee difensive sulle montagne, ed i progressi degli alleati rallentarono.

1944: Lo “Sbarco in Normandia”

Il 20 febbraio gli statunitensi iniziano una settimana di bombardamenti delle fabbriche di velivoli tedesche. Nello stesso giorno gli Stati Uniti catturano l’Isola di Eniwetok. Mentre l’offensiva sovietica sul fronte orientale logorava le armate tedesche facendole arretrare oltre i confini originali dell’URSS, gli Alleati invasero la Francia settentrionale con l’Operazione Overlord il 6 giugno 1944 e liberarono gran parte della Francia e di Belgio e Olanda per la fine dell’anno. Contemporaneamente all’invasione della Francia, gli Alleati conquistarono Roma (4 giugno) e, in poche settimane, il resto dell’Italia Centrale. Dopo una disperata reazione dell’esercito tedesco nell’Offensiva delle Ardenne (“La battaglia dei giganti”) del dicembre 1944, gli Alleati entrarono in Germania nel 1944.

1945: Fine delle ostilità

Il quadro dei rapporti internazionali sorto attorno al secondo anno del conflitto vede nella seconda metà del 1945 il suo definitivo deterioramento. Gli eventi militari cominciano a delineare l’imminente revisione delle alleanze, così che mentre

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Sintesi

Prefazione

Indici

Normale - Logico.

  • Storia: Seconda guerra mondiale
  • Italiano: Eugenio Montale
  • Filosofia: Arthur Schopenhauer
  • Inglese: W. Auden
  • Scienze: Inquinamento e risorse naturali (energie rinnovabili e non)
  • Biologia: Ecosistemi e biomi
  • Fisica: Fisica nucleare
  • Chimica: Gli idrocarburi
  • Informatica: Storia delle reti
  • Matematica: Campo d'esistenza di una funzione.

Il tutto strutturato in 89 diapositive.

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