India
Geografia
Il territorio
La regione indiana è formata dall’Unione Indiana, dal Pakistan, dal Nepal, dal Bhutan, dal Bangladesh, dallo Sri Lanka e dalle Maldive.
È bagnata dall’Oceano Indiano; a nord è delimitata dalle catene montuose del Karakoram e dall’Himalaya, da cui nascono i grandi fiumi, il Gange, l’Indo e il Brahmaputra. Al confine tra il Nepal e la Cina troviamo la vetta più alta della terra: l’Everest (circa 8800 m).
All’interno della penisola indiana si estende l’altopiano del Deccan; le pianure principali si trovano lungo i corsi dei fiumi. Le coste sono basse e uniformi. Il clima lo possiamo suddividere in tre fasce: a nord è di tipo montano, nella parte centrale è monsonico, a sud è tropicale.
Il territorio indiano lo dividiamo in tre regioni:
- La zona himalayana che comprende le catene montuose dette sub-himalayane, tra cui il monte più alto che è il Nanda Devi. Comprende regioni del Kashmir e del Sikkim.
- La pianura del Gange: esso è un fiume sacro che nasce dall’Himalaya e ha la foce nel golfo del Bengala. Questa zona è soggetta a inondazioni a causa delle piogge monsoniche, provocate dai monsoni che sono venti periodici che soffiano nelle zone tropicali. Sono causati dalla differenza di temperatura tra l’Oceano Indiano e il continente; in inverno soffiano verso l’oceano, in estate verso il continente. Così tra giugno e ottobre trasportano masse di aria umida che causano forti precipitazioni.
- La penisola del Deccan: delimitata da due cordoni montuosi che seguono le coste, i Ghati orientali ed occidentali.
Popolazione
La densità di popolazione è molto alta in alcune zone come ad esempio le valli dei fiumi, la penisola del Deccan.
Le frequenti migrazioni hanno creato una moltitudine di lingue: sono 16 quelle riconosciute ufficialmente, ma esistono migliaia di dialetti.
Economia
L’agricoltura è l’attività prevalente; si coltivano riso e frumento soprattutto per il consumo interno e tè, cotone, canne da zucchero, caffè ecc…, destinati anche all’esportazione.
È diffuso l’allevamento di bovini e bufali, usati per il lavoro nei campi e per il latte, dato che le mucche sono sacre per la religione induista e quindi non possono essere mangiate. Nel Kashmir si allevano le capre da cui si ricava una lana pregiata.
L’India ha un sottosuolo ricco e questo favorisce lo sviluppo industriale. Accanto all’artigianato e alle industrie tradizionali, tessili e alimentari, sono sorte industrie moderne: siderurgiche, meccaniche e nucleari.
Nel settore terziario spicca il turismo soprattutto nei luoghi sacri o in altre località della regione indiana come le isole Maldive e il Nepal.
Villaggi e città
Gran parte della popolazione vive nei villaggi, spesso senza strade, acquedotti e fogne. Le città sono molto popolate e nelle grandi metropoli come New Delhi (capitale) molti vivono in zone infestate da malattie e miseria.
Religione
L’induismo
La religione più professata è l’induismo, ma sono presenti anche numerosi musulmani.
L’induismo è legato all’India e alla sua cultura ed è praticato da più di 800 milioni di persone; il termine deriva dalla parola indù, usata molti secoli fa dagli arabi penetrati in India per indicare gli abitanti delle terre a est del fiume Indo.
Gli indù credono nel Brahman, l’essere supremo, definito essenza, coscienza e beatitudine; è quella realtà da cui tutto prende origine e le numerose divinità dell’induismo non sono altre che diverse manifestazioni di questo essere grandissimo.
Gli indù riconoscono gli dei appartenenti alla triade suprema (trimurti): il Brahman (il creatore), Vishnu (il conservatore dell’ordine cosmico) e Shiva (il distruttore). A ogni componente della trimurti corrisponde la rispettiva divinità femminile: dea della sapienza, della bellezza e dea spaventosa che simboleggia l’odio verso il male.
L’essenza fondamentale di ogni uomo è Atman (spirito): secondo gli indù il corpo e la materia sono destinati a scomparire, mentre l’anima, sottoposta a continue rinascite (Samsara), non muore e permette all’uomo di reincarnarsi in una nuova vita per migliorare il proprio spirito. Il fine di questi cicli vitali è la fusione dell’Atman con l’universale Brahman.
Visto che la vita degli indù è diretta alla salvezza dello spirito, l’indù rinuncia a tutto ciò che è materiale per dedicare la sua esistenza alla meditazione, al silenzio e al rispetto delle norme sociali.
Il culto viene praticato molto anche in casa; il santuario familiare è il centro sacro della casa.