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Matematica, creatività, interiorità

A t, l s s a.e, r,

Ndrea ononi iceo cientifico tatale nstein imini

A.S. 2012-2013

Perché ho deciso di scrivere questa tesina

Le motivazioni che mi hanno spinto a trattare questo argomento sono fondamentalmente due.

Innanzitutto ho voluto contrastare l’idea, peraltro molto diffusa tra i giovani, della matematica come di una materia nella quale non vi è spazio per la creatività individuale, portando esempi che mostrano come la matematica sia espressione della creatività umana al pari delle altre discipline.

Inoltre mi sta particolarmente a cuore la tematica dell’interiorità, poiché ritengo che l’uomo, nelle arti come nella scienza, tenda ad esprimere la propria interiorità, intesa come espressione delle proprie idee e dei propri sentimenti, alla ricerca di armonia e bellezza.

Matematica, creatività, interiorità

“Forse se ti trovassi in un laboratorio di alchimia, questo sarebbe il momento giusto per studiare la maniera migliore di capire la tavola di smeraldo. Ma sei nel deserto. E allora immergiti nel deserto. Serve a comprendere il mondo altrettanto bene di qualsiasi cosa tu faccia sulla terra. Non c’è bisogno che tu capisca il deserto: basta che osservi un semplice granello di sabbia e vi scorgerai tutte le meraviglie della Creazione.” “Come posso immergermi nel deserto?” “Ascolta il tuo cuore. Esso conosce tutte le cose […]” (L’alchimista, Coelho, 1995)

Le due visioni della matematica

Il dibattito sul legame matematica, mondo, uomo è ampio e complesso, tuttavia si possono riconoscere due diverse posizioni che sottendono diverse visioni del ruolo della matematica rispetto alla descrizione del mondo.

La prima visione è quella di coloro che ritengono che “Dio sia un matematico”, cioè che l’universo si basi su una costruzione matematica stabilita e che l’uomo, attraverso le varie scienze, possa scoprire le leggi sulle quali si basa lo sviluppo di ciò che ha intorno. Già Pitagora, nel VI secolo a.C. sosteneva che i numeri fossero alla base della natura; tale concezione sarà parte fondamentale del pensiero di Platone (che sostiene l’esistenza delle idee matematiche) e giungerà fino a Galileo Galilei, che nel ‘600 afferma che l’universo è scritto in linguaggio matematico. Questa posizione, pur trovando ampio seguito anche nella modernità, tende ad indebolirsi, in quanto legata ad una visione teologica o comunque mistica della matematica e delle scienze.

L’altra visione caratterizza coloro che vedono l’universo come un ammasso di materia ed energia in movimento, senza che esista necessariamente un artefice o un pensiero fondante alla base di tutto. L’uomo, attraverso l’esercizio della propria ragione e basandosi sulla propria visione del mondo, può “inventare” delle leggi che spiegano e prevedono alcuni tra i fenomeni che vede. I grandi pensatori del passato hanno spesso sostenuto la tesi opposta e solo modernamente questa concezione ha cominciato a prendere piede, con pensatori come Henri Poincaré.

Si precisa che quest’ultima visione del mondo non è pretenziosa, cioè non attribuisce all’uomo la solennità di una figura creatrice o ordinatrice. Al contrario, secondo tale concezione, il matematico (o comunque lo scienziato) perde la posizione di vate, di indovino che ritrova le corrispondenze della natura, a favore di un matematico “artigiano” (D’Amore, 2009). Inoltre, a scapito di ogni misticismo scientifico, l’uomo trova sì dei legami tra i fenomeni grazie alla sua ragione, ma, in verità, tali legami relazionano contemporaneamente soltanto alcune grandezze. Perché, a titolo di esempio, se è vero che esiste una relazione tra la velocità di un corpo, lo spazio percorso ed il tempo, non esiste alcuna relazione tra il colore di un oggetto e la sua velocità. Diverse grandezze rimarranno tra loro incommensurabili.

“L’irragionevole efficacia della matematica nelle scienze naturali” (Wigner, 1960) probabilmente non troverà mai una spiegazione assolutamente certa e la disputa tra le due posizioni precedentemente espresse rimarrà aperta. In fondo, tale controversia pone a contrasto due visioni del mondo inconciliabili tra loro: la prima è quella di coloro che ritengono che l’ordine che si percepisce nel mondo sia frutto di un autore o di uno schema secondo il quale si origina tutto, la seconda è quella di coloro che, vedendo la molteplicità della natura, stabiliscono relazioni razionali tra gli oggetti. Queste due visioni riguardanti la concezione del mondo mostrano come “Tutti gli uomini nascono aristotelici o platonici, cioè razionali o irrazionali […]” (Samuel Taylor Coleridge).

È possibile quindi vedere la scienza come una scoperta o come una creazione. Abbracciando la seconda tesi e considerando la matematica come un vero e proprio linguaggio che l’uomo plasma razionalmente, non si può fare a meno di notare come essa sia una materia creativa, al pari di tante altre discipline umanistiche.

Vincoli e creatività del sapere umano

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Sintesi

Sintesi matematica, creatività e interiorità tesina

Le motivazioni che mi hanno spinto a trattare questo argomento all'interno della mia tesina di maturità sono fondamentalmente due. Innanzitutto ho voluto contrastare l’idea, peraltro molto diffusa tra i giovani, della matematica come di una materia nella quale non vi è spazio per la creatività individuale, portando esempi che mostrano come la matematica sia espressione della creatività umana al pari delle altre discipline. Inoltre mi sta particolarmente a cuore la tematica dell’interiorità, poiché ritengo che l’uomo, nelle arti come nella scienza, tenda ad esprimere la propria interiorità, intesa come espressione delle proprie idee e dei propri sentimenti, alla ricerca di armonia e bellezza.

Nella mia tesina ho riportato le seguenti frasi di Paulo Coelho, tratte dall'opera letteraria "L'Alchimista": “Forse se ti trovassi in un laboratorio di alchimia, questo sarebbe il momento giusto per studiare la maniera migliore di capire la tavola di smeraldo. Ma sei nel deserto. E allora immergiti nel deserto. Serve a comprendere il mondo altrettanto bene di qualsiasi cosa tu faccia sulla terra. Non c’è bisogno che tu capisca il deserto: basta che osservi un semplice granello di sabbia e vi scorgerai tutte le meraviglie della Creazione.” “Come posso immergermi nel deserto?” “Ascolta il tuo cuore. Esso conosce tutte le cose".

Collegamenti

Matematica, creatività e interiorità tesina

  • Matematica - Le geometrie non euclidee.
  • Filosofia - L'invenzione in matematica (inconscio).
  • Storia dell'arte - Vasilij Kandinskij.
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