Rossella Chiarcos
Licantropia e vampirismo, manifestazioni del lato oscuro dell’uomo
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Anno scolastico 2008/2009
Liceo scientifico Galileo Galilei classe 5G 1
Sommario della tesina
Introduzione generale
Rapida panoramica letteraria
Prima sezione: la licantropia
Simbologia del lupo
Diversi nomi, un’unica entità: il licantropo
La licantropia nel mondo classico: Petronio e Plinio il Vecchio
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1. Una novella sui licantropi dal Satyricon di Petronio
2. Un aneddoto sui lupi mannari dalla Naturalis Historia di Plinio il Vecchio
Il licantropo nella narrativa contemporanea: la saga di Harry Potter
• Harry
Potter
Seconda sezione: il vampirismo
La figura del vampiro: caratteri generali
• Simbologia del vampiro
• Una vampira “particolare”: la donna
•
1. Un racconto di streghe dal Satyricon
2. La donna vampiro di Edvard Munch
Di Bram Stoker
• Dracula di Anne Rice
• Intervista col vampiro
Appendice: Bram Stoker (inglese)
Dracula by 2
Introduzione generale
La trasformazione dell’uomo in un’entità diversa, e per questo misteriosa, ha sempre suscitato un certo interesse fin dai tempi più antichi, interesse che si è manifestato talvolta in tradizioni popolari e folkloristiche, che hanno alimentato miti e leggende entrate ben presto nel bagaglio culturale dell’umanità, talvolta in ambito letterario, con la produzione di opere rimaste famose nel tempo. Tra le varie forme di antropomorfismo, la licantropia e il vampirismo sono quelle che più hanno impressionato e stuzzicato la fantasia dell’uomo, e degli scrittori in particolare.
Le figure del lupo mannaro e del vampiro sono strettamente collegate tra loro, anzi, si può dire siano due facce della stessa medaglia: entrambe possono essere considerate, seppure in modo diverso, manifestazione del lato oscuro dell’uomo. Al di là della loro componente magica e fantasiosa, è possibile infatti individuare un altro livello di lettura, fornire un’altra interpretazione, che mette in luce come la metamorfosi non sia altro che un ritorno alle origini, il liberarsi degli istinti e l’esorcizzazione delle paure umane, in particolare la paura della morte.
È interessante notare come i lupi mannari e i vampiri siano chiamati anche “creature della notte”: la notte è il momento per eccellenza più propizio alle trasformazioni, quello in cui cadono le fragili barriere del giorno, quello in cui l’impossibile diventa possibile e l’immaginazione realtà. E forse è proprio la connotazione notturna a conferire loro quell’aura negativa e al tempo stesso affascinante: negativa poiché la metamorfosi implica il ritorno a una condizione animale e primitiva, ma affascinante in quanto proprio questa regressione, questo abbandono delle caratteristiche prettamente umane, fa assaporare il gusto di un comportamento libero, non inibito dalle norme imposte dalla società e dal mondo esterno.
Rapida panoramica letteraria
La licantropia e il vampirismo hanno trovato nel corso del tempo una ricca documentazione letteraria.
Per quanto riguarda gli autori della cultura classica, meritano di essere ricordati, tra i tanti, Plinio il Vecchio, che ha trattato di lupi mannari nella Naturalis Historia e Petronio, che ha inserito racconti dell’orrore nella Cena di Trimalchione, la sezione più famosa del Satyricon.
Se nel Medioevo le creature della notte hanno goduto di scarsa dignità letteraria, il loro fascino è tornato prepotentemente alla ribalta a fine Settecento con le gothic novel inglesi, e 3 ha trovato, a fine Ottocento, la sua consacrazione nel famoso romanzo di Dracula di Bram Stoker.
In età contemporanea licantropi e vampiri sono diventati personaggi cari agli scrittori di libri fantasy. Si può ricordare, a questo proposito, il romanzo di Intervista col vampiro di Anne Rice, ma anche la popolarissima saga di Twilight, un’originale commistione di vicende di vampiri, lupi mannari e umani. Merita una menzione anche la celebre saga di Harry Potter, che annovera tra i suoi personaggi ben due licantropi, schierati da parti opposte e totalmente diversi l’uno dall’altro.
Prima di trattare in modo approfondito le opere nominate, però, è necessario studiare le figure del lupo mannaro e del vampiro, e la loro simbologia. 4
La licantropia
Simbologia del lupo
La metamorfosi dell’uomo che assume caratteri zoomorfi è comune a tutte le culture del mondo, ma mentre l’antropozoomorfismo non sempre è associato a un evento negativo (si pensi ai miti nella cultura classica), la licantropia ha sempre evocato una realtà malefica e nefasta, poiché il lupo è simbolo dell’animale feroce e distruttivo, portatore di rovina.
Ma perché questa connotazione negativa è stata assegnata proprio al lupo? A questo punto è utile una breve digressione sul significato simbolico di questo animale.
Il lupo è tradizionalmente associato all’oscurità, al buio delle caverne, alle fitte foreste in cui la luce del sole penetra a stento.
Eppure, curiosamente, questo animale non ha sempre avuto un significato negativo.
Proprio per la sua forza e il suo ardore in combattimento è diventato un’allegoria guerriera presso molte popolazioni, in particolare quelle germaniche.
In molte civiltà il lupo appare come genitore e fondatore, di conseguenza è simbolo di fertilità. A questo proposito, non è da dimenticare il fatto che fu proprio una lupa ad allevare Romolo e Remo, le due figure-chiave per la nascita del popolo romano. Aristotele riferisce anche che fu proprio una lupa, Leto, a partorire gli dèi gemelli Apollo e Artemide.
Il lupo, inoltre, era l’animale che accompagnava le anime dei defunti nell’Aldilà, emblema, quindi, di una conoscenza che viene dalle tenebre e dal regno delle ombre, oltre l’esperienza umana, in quanto manifestazione dell’incontro col numen, che è per definizione fuori dal tempo e non assimilabile ad alcunché di terreno o materiale. Il lupo, allora, da questo punto di vista è portatore di una nuova consapevolezza, un iniziatore.
Malgrado queste caratteristiche positive, nell’immaginario collettivo si è imposta l’idea di bestia selvaggia e presagio di morte. Si sa che i Romani celebravano ogni anno i Lupercalia, riti per ingraziarsi il dio Luperco, protettore delle greggi e degli armenti, al fine di evitare attacchi da parte dei lupi.
Presso gli antichi, al lupo era anche attribuita una componente magica: potere apotropaico si diede ai denti e alla barba dell’animale, poiché si credeva tenessero lontano il malocchio, e la sua facoltà di rendere mute le persone che lo guardavano era vista come stupefacente e affascinante. Da qui deriva il detto “Lupus in fabula” per indicare l’arrivo improvviso di una persona di cui si sta parlando e il conseguente ammutolimento generale.
La connotazione negativa del lupo si è tradotta anche, sul piano del linguaggio, in una serie di espressioni comuni ancora oggi: “Tempo da lupi”, per definire condizioni climatiche sfavorevoli, ma anche “Fame da lupi” o “In bocca al lupo”, per esorcizzare la paura prima di 5 un evento importante. C’è anche il famoso proverbio “Il lupo perde il pelo ma non il vizio”, usato per indicare una persona recidiva a una certa attività.
A livello popolare, il lupo è diventato una sorta di “babau” in grado di spaventare i piccoli poiché riflesso delle loro paure. Ne è un chiaro esempio la favola di Cappuccetto Rosso.
La figura del lupo, col tempo, grazie anche all’influsso della religione cristiana, si è anche caricata di significati immorali: ad esso sono associate la cupidigia e la voracità, mentre nel suo corrispettivo femminile, la lupa, sono identificate la lussuria e la passionalità senza freni.
Ed, effettivamente, la lupa è una delle tre fiere che si contrappongono a Dante all’inizio del suo viaggio nell’Inferno, e incarna proprio l’avidità e la lussuria.
Diversi nomi, un’unica entità: il licantropo
L’imbestiamento dell’uomo in lupo, e la sua regressione a bruto violento, irrazionale e aggressivo, trovano in tutta Europa una terminologia comune, nella quale il termine indicante l’uomo si giustappone a quello che indica la bestia: l’italiano “lupo mannaro” risale al latino “lupus hominarius”, mentre nell’area anglo-tedesca si ha “werewolf”, la cui radice wer- deriva dal latino vir, che significa appunto uomo. In francese si ha “loupe garou”, in area slava il termine “vulkodlak”.
Il licantropo, nella mitologia greca, rientra in quei miti di metamorfosi espressione della punizione divina verso la tracotanza umana: il più antico è il mito di Licaone, re dell’Arcadia, che si macchia di una terribile offesa nei confronti degli dèi imbandendo carne umana a Zeus, il quale lo punisce trasformandolo in lupo, quasi per contrappasso: l’offerta antropologica al padre degli dèi da parte di Licaone riduce quest’ultimo a bestia selvaggia e sanguinaria, distruttrice delle attività umane.
Nel mondo classico, il termine per indicare il lupo mannaro era “versipellis”, cioè un individuo che nasconde la pelliccia del lupo sotto la sua pelle e che, nel momento della trasformazione, rivolta, cioè “versat”, questa pelle, mostrando la belva che è in lui.
La credenza nell’uomo-lupo è espressione della paura inconscia che l’uomo comune, con cui ciascuno interagisce ogni giorno, sia in realtà un mostro, pronto ad apparire qual è veramente, ad assaltare e a sbranare.
La licantropia nel mondo classico: Petronio e Plinio il Vecchio
Nella sezione più famosa del Satyricon, la Cena di Trimalchione, Petronio inserisce una storia del terrore il cui tema principale è proprio la trasformazione dell’uomo in lupo. 6
Durante il banchetto, il ricchissimo liberto Trimalchione chiede a uno dei commensali, Nicerote, di narrare ai presenti la sua famosa avventura, avvenuta ai tempi in cui era ancora uno schiavo. Il giovane accetta la proposta e comincia a raccontare la propria esperienza.
Trama della novella e riferimenti al testo
Una sera, approfittando del fatto che il padrone è via per affari, Nicerote decide di raggiungere un podere non distante dalla sua locanda per incontrare Melissa, una sua amante. Chiede a un tizio, ospite della sua stessa locanda, di accompagnarlo durante il tragitto, e lo sconosciuto accetta. Quest’ultimo è descritto, per usare le parole del testo, come “un pezzo di diavolo che non finiva mai”.
Tesina - Premio maturità 2009
Titolo: Licantropia e vampirismo, lati oscuri dell'uomo
Autore: Chiarcos Rossella
Descrizione: il tema dei licantropi e dei vampiri è sempre stato trattato nel corso della storia della letteratura, ma è interessante notare come queste figure, in molte opere, non siano altro che la manifestazione del lato oscuro dell'uomo.
Materie trattate: Latino, Italiano, Arte, Inglese
Area: umanistica
Sommario: Latino: Petronio, Satyricon, novella di Nicerote e racconto sulle striges, tema dell'imbestiamento e tema della donna vampiro Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, licantropia legata anche a riti di iniziazione. Italiano: Bram Stoker, Dracula, tema del vampiro espressione degli aspetti più inquietanti della società vittoriana. Letteratura contemporanea, con riferimenti a Harry Potter e a Intervista col Vampiro di Anne Rice Arte: Munch, la Donna Vampiro, dipinto collegabile all'immagine di donna fatale, molto diversa dagli schemi tradizionali Inglese: Dracula by Bram Stoker