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La sottile arte della gestazione mentale

Le idee del primo ventennio del Novecento

Boraso Alessandra

ITIS A. Avogadro

Classe V A Liceo S.T.

A.S. 2006 - 2007

1

Indice

Premessa……………………………………Pag. 1

Avere un’idea: la sottile arte della gestazione mentale………………………………….Pag. 2

Einstein e la teoria della relatività………………………………………...Pag. 5

Hilbert…………………………………………………………………..Pag. 7

La legge di Hardy-Weinberg………………………………………………..Pag. 12

La classificazione di Koppen……………………………………………Pag. 14

I modelli atomici………………………………………………………Pag. 17

Bergson………………………………………………………………...Pag. 20

Nuove idee per il romanzo………………………………………………….Pag. 24

James Joyce……………………………………………………………..Pag. 27

Lo scenario storico: il primo conflitto mondiale………………………………..Pag. 29

Appendice A: La relatività di Einstein……………………………………….Pag. 32

Appendice B: I problemi di Hilbert………………………………………..Pag. 47

Appendice C: Genetica di popolazioni……………………………………..Pag. 53

Appendice D: La classificazione di Koppen nel dettaglio………………………Pag. 64

Appendice E: Come si è giunti al modello atomico odierno………………...Pag. 69

Appendice F: Il riso: il comico secondo Bergson e

l’umorismo di Pirandello………………………………………………Pag. 81

Appendice G: Dubliners-Araby and Ulysses………………………………...Pag. 87

Appendice H: Lo svolgimento della Grande Guerra…………………………..Pag. 96

Bibliografia…………………………………………………………….Pag. 98

2

Premessa

L’argomento centrale della trattazione della tesi è la nascita delle idee. Si è deciso di affrontarla in

maniera creativa ed originale, paragonandola alla gestazione umana.

Data l’ampiezza dell’argomento, in quanto innumerevoli le idee avute nel corso della storia, si è

deciso di limitare la ricerca e lo studio ai primi vent’anni del Novecento, anni in cui le idee nate

furono molte e di notevole portata, nonostante lo scenario storico che sconvolse intere popolazioni

e che vide protagonista il Primo Conflitto Mondiale

La tesi è pertanto un iter che cerca di spiegare come l’uomo formula, o meglio, partorisce, un’idea.

Lo sviluppo della trattazione comprenderà due principali blocchi: il primo di carattere prettamente

scientifico, il secondo di carattere letterario-filosofico.

Si esporranno, quindi, le principali e più significative (a livello personale) idee avute nei primi anni

del XX secolo.

Per quanto riguarda l’ambito scientifico si è scelto di trattare: la Relatività di Einstein, i ventitré

problemi di Hilbert, la struttura dell’atomo, l’equazione di Hardy-Weinberg e la classificazione di

Koppen.

La nuova concezione del tempo e il pensiero di Bergson, le caratteristiche del romanzo del

Novecento e Joyce e i suoi romanzi, sono, invece, gli argomenti trattati nel secondo blocco; con

una breve trattazione della Prima Guerra Mondiale.

La struttura della tesi è caratterizzata da una parte continua, nella quale gli argomenti trattati dei

vari ambiti sono collegati e descritti in modo sintetico (eccezion fatta per la parte in lingua italiana

dedicata alle “innovazioni” del romanzo novecentesco) ma lineare; e da una parte costituita da

appendici, nelle quali gli argomenti sono trattati in modo più approfondito.

Per la stesura della tesi, si sono utilizzati libri di testo adottati durante l’anno scolastico, riviste

divulgative e non, libri trattanti argomenti specifici, articoli di giornale e siti internet.

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Avere un’idea: la sottile arte della gestazione mentale

Per quanto possa sembrare strano, c’è ancora molta gente che crede alla favoletta delle idee nate

sotto i cavoli o piovute giù dal cielo, magari avvolte in un lenzuolo bianco legato intorno al becco di

una cicogna proveniente da un paese nordico. Qualcuno, addirittura, è convinto che a mettere al

mondo le idee sia il Caso, entità assimilabile per astrattezza allo Spirito Santo della tradizione

cristiana, e ricorda, a sostegno di questa tesi, la storiella della mela caduta sulla testa di Newton.

In un campo delicato come questo, riteniamo ci si debba muovere con estremo rigore, senza

ingannare nessuno, poiché non c’è nulla d’imponderabile né tanto meno di peccaminoso nel modo

in cui adempie il concepimento di un’idea.

D’altra parte, la stessa pedagogia insegna che nascondere la verità sulla nascita delle idee è

pericoloso in quanto può causare la formazione di tabù ideologici o semiologici e provocare, in

soggetti che da grandi facciano uso di attività artistiche, cattive abitudini come una debilitante

pratica solipsistica, manìe di grandezza e tendenze schizofreniche.

Per la verità, il mistero che una volta circondava il problema dell’ideazione si è ormai dissolto. Oggi

sappiamo che un’idea nuova scaturisce dall’accoppiamento di due idee fisiologicamente diverse.

La dinamica di questo coito idealistico è molto semplice: l’idea-femmina viene fecondata da

un’idea-maschio attraverso gli organi preposti alla riproduzione delle idee, scientificamente

chiamati (abilità artistica) e (invenzione fantastica). È dal concorso e

artificium portentum

dall’interazione naturale di entrambi questi organi che si realizza il processo creativo: il gamete

dell’idea-maschio incontra quello dell’idea-femmina; essi si fondono insieme e danno vita, dopo un

periodo più o meno lungo di gestazione, a una nuova idea.

È necessario aggiungere che, di fronte a fenomeni di sterilità inventiva, per altro sempre più diffusi

in epoca recente, la fecondazione delle idee può avvenire anche in provetta. In questo caso, che

richiede una tecnica di elaborazione molto sofisticata, si avrà la nascita di un’idea comunemente

definita sperimentale.

Se poi non si vuole ricorrere all’inseminazione artificiale, si potrà scegliere un’altra strada:

l’adozione di un’idea già esistente, visto che le idee disconosciute e/o abbandonate in tenera età

sono in continuo aumento.

Purtroppo bisogna dire che il mercato delle idee non sempre ha una struttura limpida come si

crede. Un alto numero di idee viene, infatti, creato su commissione, al solo scopo di essere

venduto a soggetti infelici che non possono averne. Il commercio clandestino delle idee

rappresenta la piaga più aberrante della nostra società artistico-letteraria, insieme a quella,

altrettanto crudele e dannosa, del plagio.

Dal punto di vista statistico c’è poi da registrare un notevole incremento delle idee abortite, o come

si dice delle interruzioni volontarie del normale svolgimento di un’idea. Oggi poi, in conseguenza

della disgregazione del nucleo della famiglia ideale, assistiamo al preoccupante fenomeno della

crisi demografica delle idee nuove. Malgrado ciò, pensiamo sia ancora valida la proposta di

effettuare un controllo scrupoloso sulle nascite delle idee, così da evitare la sovrappopolazione di

quelle banali e scongiurare nel lungo periodo l’indebolimento della specie in seguito alla diffusione

di idee vaghe e pallide dal punto di vista organico oltre che fragili per contenuto.

Naturalmente occorrerà studiare bene le modalità d’attuazione di questo controllo affinché non si

trasformi in un escamotage per riaffermare anacronistiche dominanze culturali o serva da velata

copertura allo sfruttamento libresco, non ancora estirpato, delle idee cosiddette «deboli» da parte

di quelle «forti».

Il vero problema sul piano strettamente sanitario-linguistico resta tuttavia, quello di una lotta a

fondo contro i pericoli di un’esagerata dell’agire comunicante. Prima di concepire

idealizzazione

un’idea nuova, è sempre consigliabile che il tessuto storico-culturale dell’idea-madre e quello

dell’idea-padre siano sottoposti ad un esame clinico attento in modo da scongiurare, o quanto

meno limitare, la nascita di idee decisamente brutte, deliranti, insostenibili, superficiali...

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Purtroppo la casistica degli ultimi anni è piena di simili malformazioni nelle idee appena nate.

Un’azione preventiva contro la piaga delle malattie delle costituisce un’efficace terapia

idee infantili

per migliorare l’aspetto qualitativo del corpo delle idee e per mantenere ad un ritmo ragionevole la

loro crescita smisurata.

Sebbene favorevoli alla più ampia libertà di progettazione e di circolazione delle idee, crediamo sia

giusto mettere in guardia i futuri ideatori contro l’abuso di sostanze che potrebbero danneggiare in

modo irreparabile l’embrione dell’idea nascente come, ad esempio, la fumosità, l’assuefazione alle

mode, il parassitismo linguistico, l’eccessivo ricorso a soluzioni tranquillizzanti e a prolungate cure

di seriosità.

Avere una buona idea, dicono, è un po’ come avere un figlio. E’ un processo che ha bisogno di un

“seme” per iniziare. Ha bisogno di crescere in un “utero” che lo conservi al sicuro, lontra e sia

inaccessibile. La madre ospita il figlio e gli fornisce le condizioni adatte alla crescita, ma non è lei a

produrre ciò che verrà fuori.

Si “ha”, non si “produce” il bambino, e altrettanto vale per l’insight e l’ispirazione.

La gestazione ha la propria tabella di marcia: sia psicologicamente, sia biologicamente è il

processo meno accelerato che esista. E non si può controllare: una volta che è stato avviato si

svolge da solo e, salvo gravi incidenti o interventi, viene portato a termine.

La personalità e l’ambiente fisico ed emozionale della madre influenzano la natura e la qualità del

sacrario in cui cresce la nuova forma di vita. Lo stesso discorso sembra valere per l’intuizione: ci

sono condizioni che rendono “l’utero mentale” più o meno accogliente per la nascita e lo sviluppo

delle idee, e ci sono modi e misure diversi in cui persone diverse riescono, volontariamente o

involontariamente, a produrre le condizioni che favoriscono quella nascita e quello sviluppo.

Innanzi tutto occorre trovare il “seme” e per trovarlo il creatore dovrà essere curioso, aperto a tutte

le cose nuove o strane. Bisogna lasciarsi “impegnare”. Se non siamo stimolati da un particolare

che rifiuta con ostinazione di adattarsi ai modelli convenzionali o da un commento casuale nel

quale cogliamo echi di nostre idee o sensazioni inspiegati, il processo creativo non avrà materiale

sul quale lavorare.

Per gli scienziati lo stimolo è spesso rappresentato da un particolare o da un’incongruenza

inspiegati. Sotto il profilo immaginativo, il seme germogliato nella teoria della Relatività di Einstein

era il tentativo che lo scienziato fece nell’adolescenza di figurarsi come sarebbe stato cavalcare un

raggio di luce.

Pare che i semi si impiantino solo in chi a livello inconscio è già preparato a riceverli. Anche

quando la verità da cogliere è teorica anziché artistica, riconoscerla ha connotazioni personali,

affettive, persino estetiche.

Il seme, dunque, non germoglia se non entra in contatto col “giusto corpo di conoscenze” nella

giusta condizione mentale.

Ma quando si può dire che questo “utero” sia giusto?

Dalle prove raccolte da autorevoli psicologi risulta che il corpo preesistente di conoscenze è

fecondo soprattutto quando è carico di stimolanti esperienze, ma non così carico da diventare

troppo familiare al soggetto e da assumere, quindi, connotazioni fisse ed automatiche. Bisogna

avere prove a cui attingere, e sapere abbastanza cose da poter riconoscere una buona idea

quando questa viene in mente. Non si può essere creativi in vacuo, ma se si è troppo immersi nel

problema, i binari del pensiero diventano così usurati che non permettono alle nuove percezioni di

emergere e alle diverse correnti di idee di mescolarsi.

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In genere le ricerche sugli individui creativi evidenziano un rapporto a U rovesciata tra creatività ed

età. Nel campo della matematica e delle scienze fisiche, per esempio, la massima creatività si

registra fra i venticinque ed i trentacinque anni.

L’intuizione tende a lavorare meglio in situazioni complesse o nebulose, situazioni in cui i dati

disponibili possono essere approssimativi o incompleti e in cui può compiere un progresso solo

chi è in grado di andare oltre l’informazione esistente e di attingere alle proprie conoscenze per

maturare intuizioni ed ipotesi fruttuose.

Spesso sia i romanzieri, sia gli scienziati cercano di raccogliere più dati, ma l’idea creativa nasce

quando si portano a stretto contatto i dati e l’esperienza che rappresentano la specifica del

problema, cioè quando si lascia che le informazioni correnti e l’esperienza passata convergano

nella maniera più intima e flessibile e trasmettano la più ricca gamma di significati e potenzialità. Il

vero intuitivo è la persona pronta, disposta d atta a trarre molto da poco.

Se si pretende di avere informazioni eccellenti da fonti impeccabili prima di formulare un giudizio,

si ridurranno le probabilità di avere chiaramente torto, ma si commetteranno errori di omissione

sovente meno visibili. Adottando un atteggiamento così conservatore, si tenderà a non usare le

risposte più incerte ed solistiche autorizzate dall’inconscio. Se invece si è indiscriminatamente

intuitivi, si finirà per dare retta ad impressioni dettate da fronti troppo deboli e mutevoli.

Per quanto riguarda l’intuizione, quindi, l’importante è rapportarsi all’inconscio in maniera che

entrambi i tipi di errore siano ridotti al minimo, e che si sia pronti ad udire e riconoscere i

suggerimenti della sottomente senza però considerarli con troppa deferenza o mancanza di

discernimento.

Il primo ventennio del Novecento fu un terreno molto fertile per la nascita di nuove e stravolgenti

idee sia in campo scientifico sia in campo letterario, ma in particolare nel primo.

Basti pensare alla teoria della Relatività di Einstein, alle idee riguardo la struttura dell’atomo, ai

quesiti posti e in parte risolti da grandi matematici, ai modi per rendere più semplice la

classificazione dei climi terrestri o alle equazioni per lo studio delle popolazioni; senza dimenticare

le grandi rivoluzioni nella concezione del tempo e della durata in ambito filosofico che

influenzarono e rinnovarono il modo di concepire e scrivere il romanzo.

Sotto il profilo della nascita delle idee il primo ventennio del Novecento è stato, dunque, un periodo

molto fiorente, nonostante lo sfondo storico vide protagonista il primo conflitto mondiale.

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Einstein e la teoria della relatività

Il XX secolo è stato ricco di notevoli eventi e di veri e propri sconvolgimenti che finirono per

cambiare radicalmente il mondo. Anche la scienza ha subito una notevole evoluzione sia in ambito

militare, che dal punto di vista prettamente scientifico.

Questo è il secolo delle nuove armi, della bomba atomica, ma è anche il secolo delle più grandi

scoperte delle leggi della fisica che sono alla base di tutta la civiltà moderna.

Una delle più grandi intuizioni della fisica fu la formulazione della teoria della relatività del celebre

fisico tedesco Albert Einstein il quale, nel 1907, intuì l’inesistenza del tempo assoluto della fisica

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Sintesi

La nascita delle idee

L'argomento centrale della trattazione della tesi è la nascita delle idee. Si è deciso di affrontarla in maniera creativa e originale, paragonandola alla gestazione umana.

Materie trattate: fisica, matematica, biologia, scienze della terra, chimica, filosofia, letteratura italiana, letteratura inglese, storia.

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