“La felicità è qualcosa che possiamo solo inseguire e forse non riusciremo mai a raggiungere”. Queste sono le parole del protagonista del film il quale, dopo tutta una serie di peripezie per uscire dallo stato di povertà a cui era ridotta la sua vita, riesce ad ottenere il lavoro tanto desiderato e vivere quel “momento di felicità” e che lo porterà a realizzare il sogno di una vita migliore.
Ma cos’è la felicità? È una condizione di benessere, è quell’insieme di emozioni e sensazioni del corpo e dell’intelletto che procurano beatitudine e gioia in un momento della nostra vita. Non è un’emozione oggettiva, ma è una ricerca individuale: ognuno ha la propria concezione di “felicità” e nel corso della vita impara a cercarla. Infatti, la ricerca della felicità accompagna l’uomo fin dalla sua comparsa; questo tema appassiona da sempre l’umanità: ognuno si trova a pensare, descrivere, cercare questo stato di benessere.
Al centro del pensiero di Leopardi si pone subito un motivo pessimistico, l’infelicità dell’uomo. La causa di questa infelicità è identificata con il piacere, sensibile e materiale. Ma l’uomo non desidera un piacere qualunque, ma il piacere, infinito e irraggiungibile.
Nasce dunque nell’uomo un senso di insoddisfazione ed è necessariamente infelice. In questa prima fase, la natura è vista come benigna, in quanto ha offerto all’uomo le illusioni come rimedio. Per questo motivo gli uomini primitivi erano più felici, in quanto erano più vicini ad essa e meno a contatto con il progresso.
Questa fase è dunque detta di pessimismo storico, poiché la condizione negativa in cui vive l’uomo è vista come un processo storico. Ma questa concezione entra in crisi, e il poeta capisce che in realtà la natura ha messo nell’uomo quel desiderio di felicità infinita senza avergli dato i mezzi per soddisfarlo.
Leopardi attribuisce dunque la responsabilità di tutto questo al fato, proponendo una concezione dualistica (natura benigna contro fato maligno). Ma anche questa teoria entra in crisi, per cui Leopardi arriva al concetto di natura maligna, indifferente alla sorte degli uomini.
Questo detto cosmico, è espresso molto bene nel “dialogo della natura e di un islandese” (contestualizzazione).
(A seconda del tempo a disposizione, si può anche leggere e contestualizzare il “dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere”: l’illusione di poter ottenere la felicità si proietta nell’ignoto, nel futuro, poiché l’esperienza dimostra che la vita trascorsa è stata infelice.)
Introduzione
Seneca tratta del modo in cui raggiungere la felicità nel De vita beata. Esso si può dividere essenzialmente in due parti: nella prima delinea quale sia la vita felice.
Alla felicità tutti mirano nella vita, ma molti sbagliano nel definirla e nel trovarla. Essa deve fondarsi non sui beni apparenti, ma solidi e stabili. Senza la virtù, piacere in se stessa, non si può essere veramente felici; gli altri piaceri sono con essa inconciliabili.
Nella seconda parte Seneca specifica che è difficile raggiungere concretamente quest’ideale, anche per i filosofi, in quanto siamo presi dai nostri limiti umani e dalle nostre necessità. Per giustificare questo Seneca scrive che la tensione verso la virtù avviene per gradi ed entro compromessi, per cui si può godere dei beni materiali senza attaccarsi troppo ad essi.
Il testo
Tutti gli uomini vogliono essere felici, ma nessuno riesce a vedere bene cosa occorra per rendere la vita felice. La felicità non è la stessa per tutti; bisogna dunque evitare di seguire la massa e cercare il proprio percorso.
Tesina - Premio maturità 2009
Titolo: La ricerca della felicità
Autore: Anna Marano
Descrizione: La felicità è qualcosa che possiamo solo inseguire e forse non riusciremo mai a raggiungere". Queste sono le parole del protagonista del film il quale, dopo tutta una serie di peripezie per uscire dallo stato di povertà a cui era ridotta la sua vita, riesce ad ottenere il lavoro tanto desiderato e vivere quel "momento di felicità" e che lo porterà a realizzare il sogno di una vita migliore. Ma che cos'è la felicità? È una condizione di benessere, è quell'insieme di emozioni e sensazioni del corpo e dell'intelletto che procurano beatitudine e gioia in un momento della nostra vita. Non è un'emozione oggettiva, ma è una ricerca individuale: ognuno ha la propria concezione di "felicità" e nel corso della vita impara a cercarla. Infatti, la ricerca della felicità accompagna l'uomo fin dalla sua comparsa; questo tema appassiona da sempre l'umanità: Ognuno si trova a pensare, descrivere, cercare questo stato di benessere.
Materie trattate: Italiano (Leopardi), Latino (Seneca), Filosofia (Freud), Greco (Epicuro), Inglese (Oscar Wilde), Storia (la dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti e il diritto alla felicità)
Area: umanistica