Estratto del documento

2007

E-government

Federalismo informatico e rinnovamento delle istituzioni: obiettivi, azioni, modalità di attuazione.

Realizzato da

Baccino Giorgio

Anno scolastico 2006/07

ITC Paolo Boselli

Savona

E-government

Sintesi del documento

Per e-government si intende il processo di informatizzazione della pubblica amministrazione, il quale, unitamente ad azioni di cambiamento organizzativo, consente di trattare la documentazione e di gestire i procedimenti con sistemi digitali, grazie all’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), allo scopo di ottimizzare il lavoro degli enti e di offrire agli utenti (cittadini ed imprese) sia servizi più rapidi, che nuovi servizi, attraverso, ad esempio, i siti web delle amministrazioni interessate.

Il termine inglese e-government deriva da “government”, che può significare sia “governo” che “amministrazione”, mentre il prefisso “e” sta per “electronic” e viene utilizzato per designare determinate attività, quando si svolgono tramite Internet. La traduzione più fedele di e-government sarebbe pertanto amministrazione elettronica, anziché governo elettronico, anche se normalmente è preferibile non tradurre affatto i neologismi legati ad ambiti tecnologici.

Se da un lato l’introduzione della tecnologia può portare dei benefici concreti all’attività amministrativa, quali l’interoperabilità, la deburocraticizzazione delle procedure, la riduzione degli sprechi, quindi maggiore efficienza, etc., dall’altro l’implementazione di reti e altre tecnologie analoghe può comportare problemi dal punto di vista della sicurezza; per evitare dunque accessi indesiderati alle informazioni è utile garantire una certa impenetrabilità del sistema, magari attraverso l’utilizzo di password oppure, come sta avvenendo recentemente, è possibile identificare in maniera inequivocabile l’utente che invia o accede alle informazioni attraverso la firma digitale.

Un importante concetto nell’ambito delle applicazioni per l’e-government e della cooperazione applicativa è quello della Porta di dominio.

In Italia è stato recentemente pubblicato il Codice per l’Amministrazione Digitale. Anche la pubblica amministrazione locale può usufruire dei servizi e-government creati dalla Pubblica Amministrazione Centrale per dare accesso alle banche dati in suo possesso. I principali servizi offerti dalla PAC alle PAL sono S.I.A.T.E.L., SISTer, InfoCamere con Telemaco e Consip.

I servizi di e-government tra PAC e piccole imprese

I servizi di e-government tra PAC e piccole imprese (artigianato, commercio, agricoltura).

I programmi di e-government, verso le piccole e medie imprese, modernizzano le procedure degli adempimenti riducendo i tempi della burocrazia. L’obiettivo è creare un canale preferenziale di contatto tra lo Stato e il cittadino attraverso Internet. Ad esempio: la compilazione della dichiarazione dei redditi (Unico, Iva, 770, 730) avviene con invio telematico attraverso l’utilizzo di particolari software.

I servizi online disponibili per le piccole e medie imprese sono:

  • Apertura ed esercizio d’impresa
  • Fiscalità
  • Sportelli unici per le imprese
  • Risorse umane

L’e-government per le imprese si indica tramite il cosiddetto G2B, ovvero il Government to Business, una stretta connessione tra imprese e Pubblica Amministrazione. Una connessione che riguarda gli aspetti fiscali, economici, legislativi, ambientali che toccano da vicino le attività produttive.

Lo sviluppo dell’e-government, sia a livello centrale, per quanto riguarda i servizi tributari, sia a livello locale, nel supporto allo sviluppo delle imprese, è in continua crescita.

Le imprese possono richiedere il rilascio di autorizzazioni di tipo sanitario, commerciale, edilizio, artigianale, di servizi. Pagare online, con smart card o carte di credito, anche i servizi per le imprese o quelli generici, le sanzioni. Per permettere lo svolgimento delle pratiche online si può apporre la firma digitale.

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Il piano di azione di e-government

Il piano d’azione definito dal Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie del Governo italiano si rivolge alle autorità locali e regionali dal momento che rappresentano i livelli della Pubblica Amministrazione più vicini ai cittadini e alle imprese.

Il Competence Center, sponsorizzato da Microsoft e Intel, nasce proprio con l’obiettivo di offrire un supporto tecnico operativo agli Enti Locali nella difficile sfida per l’implementazione dei progetti promossi dal piano di e-government nazionale e dai piani regionali e stimolati dai finanziamenti nazionali ed europei.

Scopo primario del Competence Center è quindi aiutare le Amministrazioni e i loro partner nell’implementazione di progetti di e-government basati su tecnologie innovative, inclusi i relativi piani di formazione per il personale. Inoltre un altro importante obiettivo è quello di promuovere all’attenzione della comunità informatica della Pubblica Amministrazione.

L’iniziativa si rivolge espressamente alle Amministrazioni Locali (Comuni, aggregazioni di Comuni, Province, Regioni) e ai loro partner tecnologici locali e nazionali, fornendo informazioni, training e consulenza gratuiti sulle tecnologie e-government.

Descrizione del percorso

Inizialmente vengono descritti sinteticamente gli obiettivi e le linee strategiche da adottare per il raggiungimento del sistema nazionale di e-government.

In seguito si espone il “Federalismo informatico e il rinnovamento delle istituzioni”: e-government, l’accesso alle pratiche di e-gov, e-governance e e-democracy, la validazione del CF, il federalismo (Comuni, Province e Regioni), il ruolo del centro e il finanziamento dell’e-gov.

Viene poi trattato in generale l’argomento “L’e-government per un federalismo efficiente”, descrivendo il sistema pubblico di connettività, il sistema dei portali, gli strumenti di accesso ai servizi online, la loro sicurezza e la loro interoperabilità, i sistemi federati ed il riuso delle soluzioni, le strutture organizzative per l’attuazione e le architetture di sistema condivise.

Si parla inoltre delle fasi di attuazione del progetto e-gov nelle Regioni e negli Enti locali: i risultati ottenuti nella I fase (2001-2003) e le linee d’azione della II fase (2003-2005).

Infine si discute dell’e-government in lingua inglese e della relativa situazione e-gov nel Regno Unito.

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Linee strategiche

“Verso il sistema nazionale di e-government”

Obiettivo 1: migliorare l’efficienza della Pubblica Amministrazione

Innovare i processi nella PA

L’innovazione è un processo che deve integrare tutte le leve disponibili (sistema normativo, tecnologie, riorganizzazione dei processi, capitale umano), in un contesto di forte coordinamento tra Amministrazioni centrali e locali, al fine di semplificare e ridurre tempi e costi dei procedimenti. In tal senso deve leggersi la recente Direttiva sulla qualità.

Attuare il codice della PA digitale per realizzare e semplificare i procedimenti amministrativi

Per la piena attuazione del codice sono stati attivati tavoli di lavoro per l’emanazione delle regole tecniche, al fine di dare completa attuazione alla normativa vigente e dare avvio a iniziative progettuali di impatto significativo in termini di riorganizzazione e automazione dei processi.

Formazione online per la qualificazione del personale della PA

Per garantire in modo sostenibile la formazione continua al personale pubblico, si utilizzeranno in modo mirato e ben ponderato le metodologie e gli strumenti dell’e-learning, garantendo al contempo una costante e qualificata produzione di contenuti digitali e realizzando una rete per la loro condivisione.

Obiettivo 2: realizzare l’interoperabilità e la piena cooperazione fra le amministrazioni

Definire un modello cooperativo per la PA

La semplificazione guidata dalle tecnologie ICT richiede una revisione complessiva dei processi di lavoro delle PA, basata sulla messa a punto di un modello cooperativo, nel quale siano chiaramente definiti i servizi e le prestazioni forniti da ciascuna amministrazione.

La piena interoperabilità tra le Amministrazioni sarà completata attraverso il consolidamento degli strumenti e delle infrastrutture di base: Sistema Pubblico di Connettività e Cooperazione; gestione dei flussi documentali; sistemi di autenticazione; firma digitale; archiviazione digitale.

Integrare le banche dati nazionali

Le banche dati delle Amministrazioni saranno rese disponibili, per l’accesso reciproco, in base a regole standard e con descrizioni dei dati e dei servizi che siano esaustive e rigorose (“ontologie”), omogenee, d’accesso condivise, in modalità.

Integrare i registri pubblici

Saranno avviate collaborazioni tra le Amministrazioni che consentano una gestione integrata delle informazioni presenti in alcuni importanti registri pubblici quali ad esempio il Catasto, nel passaggio di gestione dall’Agenzia del Territorio ai Comuni; il Registro delle Imprese, per gli Sportelli unici; la Motorizzazione Civile e il Pubblico Registro Automobilistico, per i passaggi di proprietà.

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Obiettivo 3: migliorare la trasparenza della spesa pubblica

Utilizzare l’informatica al servizio della finanza pubblica

Sarà pienamente attuata l’informatizzazione dei pagamenti, della PA e verso la PA, per un effettivo monitoraggio dei conti pubblici.

Con la Legge Finanziaria 2007 sono state introdotte innovazioni di processo in vari ambiti (sanità, lavoro, contabilità economica, fisco) che consentiranno, con maggiore efficacia, di contenere la spesa pubblica e controllare le entrate.

Accrescere l’uso della rete per l’acquisto di beni e servizi

Saranno resi trasparenti i processi di acquisizione di beni e servizi della PA attraverso l’incremento significativo dell’utilizzo degli strumenti elettronici di acquisto di beni e servizi da parte delle Amministrazioni (“e-procurement”).

Obiettivo 4: costruire la cittadinanza digitale

Realizzare l’e-democracy

L’e-democracy costituisce un importante strumento per rivalutare e accrescere la partecipazione alla vita pubblica. Il primo passo per realizzarla è il superamento del “divario digitale”, sia per quanto riguarda le infrastrutture di banda larga, per le quali il settore pubblico deve svolgere un ruolo attivo, non lasciando che il mercato faccia da solo, sia rispetto alle differenze socio-culturali e generazionali, per le quali va attuata una più attenta progettazione dei servizi ed una loro diffusione su canali differenziati.

Rendere semplice e sicuro l’accesso ai servizi in rete

Per consentire ai cittadini di usufruire dei servizi online delle PA, occorre un sistema nazionale di identificazione in rete che possa supportare, ad un tempo, le esigenze della sicurezza e quelle della modernizzazione, garantendo la continuità dei sistemi già in uso.

Implementare le modalità dei pagamenti online

Gestire in modalità telematica i rapporti con le imprese e consentire ai cittadini di completare online le procedure che prevedono l’effettuazione di pagamenti.

Garantire qualità e accessibilità a portali nazionali e siti della PA

L’integrazione e la qualità dei portali nazionali e dei siti della PA si raggiungerà razionalizzando gli investimenti e favorendo un ruolo più attivo delle Amministrazioni nello sviluppo di contenuti e servizi interattivi. Sarà garantita l’accessibilità dei siti ai cittadini diversamente abili, colmando il divario tra la normativa esistente e la sua applicazione effettiva, mediante l’introduzione di misure incentivanti e sanzionatorie.

Obiettivo 5: un approccio sistemico per la qualità e l’efficienza nella PA

Monitorare le iniziative della PA per misurarne l’efficienza

Ogni azione della PA sarà valutata sia in termini qualitativi sia quantitativi, con un approccio multilivello ed integrato (approccio sistemico), con riferimento alle fasi di “Pianificazione – Attuazione – Monitoraggio – Miglioramento”.

Costruire la rete delle eccellenze e degli innovatori

Sarà creata una rete di competenze scientifiche, tecnologiche e amministrative attraverso il coinvolgimento anche di Università, Centri di eccellenza, centri di competenza e di ricerca, finalizzata a consentire che le singole “eccellenze” producano un miglioramento generale della PA “mettendo a sistema” le migliori pratiche.

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Obiettivo 6: favorire la competitività delle imprese e la crescita dell’industria ICT

Rendere le Amministrazioni promotrici dello sviluppo

La PA deve creare un ambiente favorevole all’innovazione e diventare “driver” di mercato, mediante la committenza di prodotti e servizi avanzati. In tale ottica sarà attivato un “tavolo per l’innovazione” con la partecipazione delle imprese allo scopo di acquisire suggerimenti e proposte recepibili in fase di programmazione.

Sostenere lo sviluppo di software

Lo sviluppo del software, incentrato sulla promozione, incentivazione e sostegno all’innovazione di prodotto, anche attraverso la qualificazione della domanda e l’integrazione tra la rete delle conoscenze e il mondo produttivo, è una chiave di sviluppo del Paese. In tale contesto, vanno sostenuti anche approcci di tipo Open Source, promuovendo iniziative di gestione, scambio di esperienze e sviluppo collaborativo tra PA, centrali e locali.

Obiettivo 7: rendere l’Italia protagonista del processo di innovazione amministrativa in Europa

Rafforzare la presenza italiana nello scenario internazionale

Il Paese deve rafforzare il proprio impegno a livello internazionale, sia per integrare più strettamente il Sistema di e-government nazionale con quello europeo, sia per svolgere un ruolo più attivo e propositivo sui temi della società dell’informazione.

Attuare le strategie UE di Lisbona

La Strategia di Lisbona dell’UE per la crescita e l’occupazione si sta attuando mediante quattro obiettivi prioritari: modernizzare la PA; innovare settori strategici come la scuola, la sanità, il turismo, l’infomobilità e il riconoscimento elettronico; favorire l’innovazione tecnologica nell’industria; ridurre il digital divide.

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Federalismo informatico e rinnovamento delle istituzioni

1. E-government, e-governance, e-democracy

Le tecnologie della informazione e della comunicazione (le ICT) costituiscono un elemento-chiave di ogni strategia di ammodernamento delle amministrazioni e dei servizi pubblici. Esse sono in grado di modificare radicalmente il funzionamento degli apparati pubblici.

L’aumento della accessibilità da parte dei cittadini e delle imprese, le possibilità di condivisione delle informazioni tra le pubbliche amministrazioni, l’incremento di trasparenza derivante dalla piena automatizzazione di molte procedure, sono solo alcuni dei molti argomenti addotti da chi sostiene la necessità di accelerare lo sviluppo dell’e-government come tassello essenziale di una strategia di riforma dello Stato e del suo modo di operare.

Il dibattito internazionale mette in luce potenzialità ancora più radicali. L’applicazione delle ICT al settore pubblico appare gravida di conseguenze non solo per quanto attiene alla riforma dei servizi pubblici, nella logica di un aumento di efficacia, efficienza, trasparenza e accessibilità. Essa rende anche possibile, da un lato, la trasformazione del modo stesso di essere dell’autorità pubblica e, dall’altro, il pieno coinvolgimento dei cittadini e delle formazioni sociali nel processo di formulazione e di decisione delle politiche pubbliche, favorendo, come è stato detto, una tendenza alla deconcentrazione del potere.

Sotto il primo profilo, la prospettiva della e-governance, ciò che rileva è la possibilità di un’amplissima condivisione delle informazioni tra una pluralità di soggetti pubblici e privati. Ciò trasforma radicalmente la logica tradizionale di funzionamento degli apparati amministrativi nella quale la rigida settorializzazione dei flussi informativi era funzionale al sistema di comando e controllo tipico delle organizzazioni gerarchiche. Ciò allarga le possibilità di decentramento e di delega dell’autorità, sia verso l’alto che verso il basso, rende più labili i confini tra il settore pubblico e il resto della società, trasforma potenzialmente tutte le istituzioni in reti di organizzazioni e tutte le organizzazioni in reti di nuclei elementari. Questa tendenza alla orizzontalità, ben simboleggiata dallo sviluppo stesso di Internet, costituisce in qualche modo la base tecnologica della sussidiarietà sia verticale che orizzontale.

Sotto il secondo profilo, la prospettiva della e-democracy, la diminuzione dei costi di transazione nelle relazioni tra i cittadini, le formazioni sociali, gli apparati amministrativi e le istituzioni politiche apre prospettive inedite e inesplorate ai modi di funzionamento della democrazia.

2. E-government: un nuovo diritto di cittadinanza

L’accesso alle pratiche di

Il tema del digital divide può essere declinato in molti modi differenti. Un punto è però sicuro: se l’e-government, ed a maggior ragione la e-democracy e la e-governance, sono effettivamente in

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Sintesi

Federalismo informatico e rinnovamento delle istituzioni

Inizialmente vengono descritti sinteticamente gli obiettivi e le linee strategiche da adottare per il raggiungimento del sistema nazionale di e-government. In seguito si espone il Federalismo informatico e il rinnovamento delle istituzioni: e-gover.

Materie trattate: Informatica, Diritto, Economia Aziendale, Scienze delle Finanze e Inglese

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