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La pazienza è potere: con il tempo e la pazienza, il gelso si tramuta in seta.

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China Export

L’Europa dominerà economicamente il XXI secolo?

Una domanda difficile a cui rispondere, attorno a cui si intrecciano i destini economici e politici futuri. Ed è proprio questo il motivo che mi ha spinto ad affrontare una tematica così importante e complessa quale quella del China Export allo scopo di cercare qualche risposta chiarificatrice. Il mio vuole essere un percorso che, snodandosi tra le cause e le conseguenze dello sviluppo del Made in China nella Comunità Europea e dell’impatto che questo assume nella stessa ed, in particolare, nel nostro Paese, riesca ad intravedere alcuni degli sviluppi di questo fenomeno così allarmante nel prossimo orizzonte.

Il motivo del titolo del mio progetto, “China Export”, risiede nel fulcro stesso della questione: China Export è, infatti, il significato dell’acronimo CE con cui i produttori asiatici hanno cercato di falsificare l’originale europeo allo scopo di intensificare il loro già proficuo commercio con il resto del mondo.

La crisi dell’Unione Europea

L’Unione Europea sta attraversando una forte crisi destinata ad acuirsi nel prossimo futuro. Una crisi che la sta colpendo nel profondo e che sta minando alle radici la sua sicurezza economica in un mercato internazionale in profonde mutazioni.

L’economia mondiale si è andata, infatti, polarizzando attorno a tre grandi aree di sviluppo, che rappresentano oggi i

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tre grandi pilastri del commercio internazionale: l’area degli USA, che comprende anche Canada e Messico uniti nel Nafta (North America Free Trade Agreement), l’area dell’UE e l’area del Giappone e delle “tigri asiatiche”, che stanno rapidamente colmando il gap che le divideva dai paesi industrializzati.

Qui è in grande trasformazione la Cina che, con un tasso di sviluppo senza precedenti dell’8,1%, intreccia sempre più stretti rapporti con gli altri paesi detentori della potenza mondiale. Ai giorni d’oggi si sta attuando un progetto di modernità che diremmo di globalizzazione attorno alla nuova potenza emergente. La storia dell’Impero celeste costituisce il grande affascinante quadro entro il quale, nell’arco di tre millenni si è andata sviluppando, lungo la Via della Seta, l’espressione dell’originalità della cultura cinese attraverso il succedersi delle Dinastie che ne ha fatto un Paese unico e, spesso, lontano dal nostro modo di vivere, di guardare la realtà.

A seguito della straordinaria crescita dell’afflusso di merci dall’Asia, il saldo della bilancia commerciale dell’Ue-27 con Pechino nel periodo gennaio-ottobre 2007 è risultato in rosso per 91,5 miliardi di euro (18,2 miliardi in più rispetto allo stesso periodo del 2006), tanto da poter affermare che “quando la Cina varca i confini, il mondo trema”.

Per quanto riguarda l’Italia, l’interscambio con la Cina ha chiuso il 2007 con un deficit di 15,5 miliardi di euro, un “buco” ormai solo di poco inferiore a quello che il nostro Paese ha con l’intera Opec.

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Gli asiatici sono i primi consumatori mondiali di cereali, tuberi e carne oltre che di acciaio, metalli, gomma e combustibili fossili.

Il ruolo della Cina nei rincari di questi prodotti di natura primaria nella Ue è dominante, avendo i cinesi sempre più fame di energia e cibo. Non va dimenticato che la Cina ha destinato parte delle produzioni agricole a fini energetici. Tutti questi fattori hanno fatto esplodere i prezzi internazionali di tali prodotti, portando ad una progressiva e inarrestabile riduzione del potere d’acquisto della moneta, non seguita da un aumento dei salari. Vivere, o meglio sopravvivere, è diventato difficile: la famiglia media non riesce ad arrivare a fine mese.

Il paniere dei beni alimentari di sussistenza rilevato a Genova nel 2007 è cresciuto rispetto all’anno precedente di circa 21 centesimi su base giornaliera e di 76 euro su base annua. Di questi l’86%, circa 65 euro, deriva dall’esplosione della domanda di beni cinese. All’aumento del prezzo dei beni primari bisogna aggiungere quello della benzina (20 centesimi giornalieri, per un totale di circa 73 euro annui), nonché del gas e dell’elettricità che peseranno a breve sulla bolletta dei consumatori.

Un tempo dal Paese delle meraviglie arrivava l’influenza, oggi anche l’inflazione!

Si sta delineando il quadro di un futuro in cui il sole, domani più che mai, sorgerà ad oriente … Le due facce della Cina

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Il ferro battuto diventa acciaio

8 Il ferro battuto diventa acciaio

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Il Parmeson, imitazione cinese del conosciuto Parmigiano Reggiano italiano, è solo uno dei tanti prodotti contraffatti che, recando un fasullo marchio di garanzia europeo, circola in tutti i Paesi del globo.

Sono tantissimi gli articoli contraffatti di fabbricazione cinese nei settori a bassa intensità di capitale, cioè quelli tradizionali del Made in Italy, non conformi agli standard di sicurezza ed eseguiti in modo tale da sembrare originali, che invadono il mercato mondiale, tanto che si parla ormai di “fenomeno delle falsificazioni pericolose”. I manufatti provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese rappresentano l’86% degli oltre 250 milioni di merci sequestrate e

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Decreto del Presidente della Repubblica

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 dicembre 1997, n. 499. costituiscono un serio pericolo per la salute

Regolamento recante norme di attuazione della direttiva 93/68/CEE per la parte che modifica la direttiva 89/106/CEE in materia di prodotti da costruzione.

"Art. 3 (Requisiti per la marcatura CE). - 1. Si presumono idonei al loro impiego i prodotti che consentono alle opere in cui sono utilizzati, se adeguatamente progettate e costruite, di soddisfare i requisiti essenziali di cui all'allegato A, qualora i suddetti prodotti rechino la marcatura CE che indica che essi soddisfano tutte le disposizioni del presente regolamento, comprese le procedure di valutazione di conformita' previste agli articoli 6 e 7 e la procedura prevista all'articolo 5. Possono essere muniti di marcatura CE i prodotti che soddisfano una delle condizioni seguenti:

a) conformita' alle norme nazionali che recepiscono norme armonizzate i cui estremi sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee;

b) conformita', nel caso in cui non esistano norme armonizzate, alle norme nazionali riconosciute dalla Commissione tali da beneficiare della presunzione di conformita'. A tal fine le competenti amministrazioni, tramite il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, comunicano alla Commissione europea i testi delle specificazioni tecniche nazionali ritenute conformi agli specifici requisiti essenziali;

c) conformita' al benestare tecnico europeo, di cui al successivo articolo 5.

2. La marcatura CE indica che i prodotti soddisfano i requisiti di cui al comma 1; spetta al fabbricante o al suo mandatario stabilito nel territorio comunitario assumere la responsabilità di apporre la marcatura CE sul prodotto stesso, su un'etichetta apposta sul prodotto, sul suo imballaggio o sui documenti commerciali che lo accompagnano.”

della salute dei cittadini d’Europa ingannati, anche dell’ammontare delle vendite nel vecchio continente, che vede così ridotta ai minimi termini la sua ricchezza interna.

Il Parlamento italiano ha, a tale scopo, approvato i maxi emendamenti di compromesso con il Consiglio e il Parlamento Europei che danno il via libera definitivo a un pacchetto di misure che ambiscono ad essere applicate in modo coerente, trasparente e armonizzato, e con strumenti standardizzati ai prodotti venduti nell’UE.

Il regolamento 10 dicembre 1997, n. 499, recante norme di attuazione della direttiva 93/68/CEE, intende stabilire disposizioni per la sorveglianza del mercato e l’accreditamento dei prodotti contraddistinti dal marchio CE, nonché sanzioni ai Paesi violatori di natura similare a quelle imposte per l’inosservanza del divieto di dumping.

Regolamenti e direttive europee

L’Unione Europea (l’UE è un’organizzazione sovranazionale di cui fanno attualmente parte 27 stati europei, comprendente una popolazione di 450 milioni di abitanti, nata nel 1957 con il Trattato di Roma come Comunità Economica Europea e poi ampliata e regolamentata ulteriormente nel 1992 con il Trattato di Maastricht) può, infatti, emanare due tipi di leggi europee:

  • I regolamenti;
  • Le direttive.

I regolamenti sono atti normativi dotati di portata generale che si applicano automaticamente in tutti gli stati membri in quanto dotati di efficacia diretta e immediata. Sono quindi obbligatori per tutti i cittadini dell’Unione ed entrano a far parte dell’ordinamento giuridico di ogni Paese membro, senza bisogno che essi vengano recepiti da una legge nazionale.

Le direttive sono, invece, atti normativi che vincolano gli stati, fissando i risultati da raggiungere, ma lasciando agli stati la scelta delle forme e dei mezzi da adottare. Si tratta, quindi, di atti

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normativi indirizzati agli Stati e non direttamente ai cittadini, non essendo fonti del diritto interno dei singoli Stati. Le direttive vengono utilizzate per armonizzare le legislazioni nazionali ad uno standard comune. Infatti, se uno Stato non provvede ad adeguare la propria legislazione ad una direttiva è soggetto a condanna per inadempienza presso la Corte di Giustizia.

L’Italia si è dotata, al fine di agevolare le procedure di inglobamento, dello strumento della delega legislativa, consistente nell’approvazione ogni anno di una legge-delega, denominata legge comunitaria, che fissa i criteri mediante i quali direttive europee quale quella 93/68/CEE riguardante il marchio comunitario CE vengono recepite nell’ordinamento nazionale.

La marcatura CE

CE è l’acronimo di Conformité Européenne ed indica che il prodotto che lo riceve è conforme ai requisiti essenziali per la distribuzione sul mercato. Il marchio deve rispettare precise proporzioni e deve avere sostanzialmente i suoi diversi elementi della stessa dimensione verticale, che non può essere inferiore a 5 mm. Ciò al fine di evitare contraffazioni come la tristemente nota variante cinese. Con

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l’apposizione obbligatoria della marcatura il produttore o il suo legale rappresentante, dichiara la certificazione della conformità del suo prodotto garantita tramite complesse, precise e severe procedure quali prove di laboratorio, intervento di organismi di certificazione del prodotto stesso o del sistema qualità dell’azienda produttrice e consente la libera circolazione del prodotto nell’ambito dell’EEA (European Economic Association), vietando ogni forma di restrizione al suo commercio da parte degli Stati Membri.

Sarebbe opportuno e necessario intensificare sul territorio non solo europeo le già presenti campagne comunicative volte alla diffusione della cultura del marchio CE nei consumatori a volte troppo distratti da farsi “beffare” dai produttori cinesi…

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Il dumping

Una canna da zucchero non sempre è dolce da tutte le parti

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斗哦了從阿 斗阿 嚏他他阿 拉阿 婆阿在阿人體億

Con il termine inglese dumping si indica, nell’ambito del diritto internazionale, una procedura di vendita di un bene o di un servizio su di un mercato estero (mercato di importazione) ad un prezzo inferiore a quello di vendita (o, addirittura, a quello di produzione) del medesimo prodotto sul mercato di origine (mercato di esportazione).

Il dumping è, quindi, la pratica per cui i prodotti:

  • Si esportano ai prezzi più bassi possibili, attraverso il continuo abbassamento dei costi di produzione o il sostegno di sussidi pubblici, spostando la produzione laddove queste due condizioni sono possibili;
  • Si importano a prezzi più bassi dei costi di produzione nel paese che importa.

Questo fenomeno attuato in misura rilevante dai rivenditori asiatici ed, in particolare, cinesi ha avuto un forte impatto sul mercato comunitario che ha subito perturbazioni anche importanti e ha attribuito un vantaggio all’impresa importatrice nei confronti degli altri produttori o esportatori che operano in tale mercato per lo stesso bene o servizio. Conseguenza sulle finanze dello Stato è stata una riduzione delle entrate, a causa della diminuzione dell’imponibile IRES e IRAP delle imprese locali. L’Agenzia delle Entrate ha visto, così, prosciugarsi la principale fonte di introiti con cui far fronte alle spese. A tale scopo le vendite sono state disciplinate dalle norme

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internazionali antidumping (in particolare nell'ambito del Agreement on Tariffs and Trade - GATT). Si tratta, essenzialmente, di dazi doganali esterni noti come dazi all’importazione, applicati e versati nel bilancio comunitario dai Paesi dell’UE sulle merci provenienti da Paesi terzi. Il livello del dazio antidumping, espresso anche in percentuale, è pari alla differenza tra il prezzo in vigore nel Paese d’origine della merce e il prezzo di vendita nel mercato europeo o, in alternativa, al prezzo in cui il danno dell’industria è eliminato secondo la regola del “dazio minimo”.

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Sintesi

Tesina - Premio maturità 2008

Titolo: China export

Autore: Rosa Santelia

Descrizione: il progetto Ãè unÃ’analisi attenta ed accurata del ruolo rivestito dalle nuove potenze emergenti, le cosiddette Ótigri asiaticheÔ, nel rincaro dei prezzi dei prodotti di natura primaria nei paesi aderenti allÃ’unione europea, cau

Materie trattate: diritto, scienza delle finanze, lingua italiana, storia, matematica, ragioneria ed economia aziendale

Area: tecnologica

Sommario

L'Europa dominerà economicamente il XXI secolo? Una domanda difficile a cui rispondere, attorno a cui si intrecciano i destini economici e politici futuri. Ed è proprio questo il motivo che mi ha spinto ad affrontare una tematica così importante e complessa quale quella del China Export allo scopo di cercare qualche risposta chiarificatrice. Il mio vuole essere un percorso che, snodandosi tra le cause e le conseguenze dello sviluppo del Made in China nella Comunità Europea e dell'impatto che questo assume nella stessa ed, in particolare, nel nostro Paese, riesca ad intravedere alcuni degli sviluppi di questo fenomeno così allarmante nel prossimo orizzonte. Il motivo del titolo del mio progetto, "China Export", risiede nel fulcro stesso della questione: China Export è, infatti, il significato dell'acronimo CE con cui i produttori asiatici hanno cercato di falsificare l'originale europeo allo scopo di intensificare il loro già proficuo commercio con il resto del mondo.

L'Unione Europea sta attraversando una forte crisi destinata ad acuirsi nel prossimo futuro. Una crisi che la sta colpendo nel profondo e che sta minando alle radici la sua sicurezza economica in un mercato internazionale in profonde mutazioni. L'economia mondiale si è andata, infatti, polarizzando attorno a tre grandi aree di sviluppo, che rappresentano oggi i tre grandi pilastri del commercio internazionale: l'area degli USA, che comprende anche Canada e Messico uniti nel Nafta (North America Free Trade Agreement), l'area dell'UE e l'area del Giappone e delle "tigri asiatiche", che stanno rapidamente colmando il gap che le divideva dai paesi industrializzati. Qui è in grande trasformazione la Cina che, con un tasso di sviluppo senza precedenti dell'8,1%, intreccia sempre più stretti rapporti con gli altri paesi detentori della potenza mondiale.

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