Estratto del documento

Giugno 2015 Lisa Pardini classe V I

Infrarosso progetto Diogene

Fibre naturali

New Town

Dall’utopia delle New Towns

Alla realtà di Wildpoldsried

Un trampolino per la crescita. Efficienza energetica non significa fare delle rinunce ma usare meglio l’energia rinnovabile a nostra disposizione.

L’energia è la linfa vitale della nostra società. Il benessere della popolazione, dell’industria e dell’economia dipende dalla disponibilità di energia sicura.

Immaginiamo per un momento che venga a mancare l’energia, che premendo l’interruttore non si accenda più la luce di casa, che non arrivi più gas alla caldaia, che le pompe di carburante siano a secco. Le conseguenze sarebbero inimmaginabili, perché senza energia si ferma tutto.

Visti gli scenari futuri che prospettano un aumento della domanda energetica mondiale, del calo della disponibilità a medio termine di petrolio e gas e della minaccia del cambiamento climatico, la sfida del futuro sarà basata sul conciliare sicurezza energetica, accesso all’energia a prezzi competitivi e sostenibilità ambientale, ribattezzata il “trilemma energetico”.

Giugno 2015 Lisa Pardini classe V I

Per quanto possa sembrare complicato, la soluzione appare però incredibilmente semplice: basterà puntare tutto su un unico settore, quello dell’efficienza energetica che significa “fare di più con meno”, grazie ad una ottimizzazione delle risorse energetiche.

In primo luogo aiuta a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento riducendo le importazioni, significa meno emissioni nocive e di CO2, un impatto ridotto sugli ecosistemi e una migliore qualità della vita per la popolazione.

L’efficienza energetica taglia i costi, accresce la competitività dell’industria, riduce la spesa familiare, il tasso di precarietà energetica e allo stesso tempo apre la strada a nuove possibilità di lavoro e business, per esempio nella ristrutturazione e nel rinnovamento degli edifici, compensando il calo di attività del settore delle costruzioni, fortemente colpito dalla crisi economica.

Attenzione però a non confondersi: risparmio energetico non vuol dire minor qualità della vita, ma l’opposto, cioè migliori standard abitativi a costi inferiori; significa sfruttare meglio l’energia messaci a disposizione da fonti naturali e non da quelle fossili.

Tutto questo si sintetizza nel creare strutture qualitativamente migliori che non inquinino e, come vedremo avanti, si concretizza nella realizzazione di case passive che hanno oltretutto livelli abitativi enormemente superiori rispetto alle case tradizionali.

L’origine dell’efficienza

Questa “sfida”, nonostante sia diventata così urgente negli ultimi anni, in realtà è frutto di una stratificazione storica di idee ed esperienze che affondano le proprie radici nei problemi sorti con la Prima Rivoluzione Industriale; la ricerca di soluzioni a tali situazioni determinò la nascita dell’architettura e dell’urbanistica moderna.

Con il termine rivoluzione industriale si intende quel fenomeno complesso di trasformazione dei sistemi produttivi che ebbe la sua origine nell’Inghilterra nella seconda metà del ’700, e di lì si diffuse, a distanza di tempo talvolta anche notevole, nei paesi dell’Europa continentale e negli Stati Uniti.

La manifestazione principale di questa vicenda è infatti riscontrabile nel progressivo abbandono dei tradizionali metodi di lavorazione artigianale a favore di un sempre crescente inserimento della macchina nei più diversi cicli di produzione.

Ciò segnò, a sua volta, l’inizio di una lunga serie di trasformazioni nei campi economico, sociale e politico, ossia di una vera e propria reazione a catena della quale avvertiamo ancora oggi le conseguenze, positive e negative.

Col sorgere dei primi insediamenti industriali in prossimità dei centri esistenti cominciarono a presentarsi problemi che non si erano mai verificati prima di allora, o che non avevano mai assunto una dimensione così ampia.

Tra essi, il più grave, e perciò il più difficilmente risolvibile, fu senz’altro l’aumento vertiginoso di popolazione, cioè l’urbanesimo o inurbamento, vale a dire il progressivo trasferimento di grandi masse contadine dalle campagne alle città.

È facile intuire come questa sequenza di avvenimenti, che sconvolsero in un periodo di tempo relativamente breve un ordine sociale ormai da secoli costituito e codificato, abbia prodotto decisive ripercussioni anche nel campo dell’architettura e, soprattutto, in quello dell’urbanistica.

È proprio a livello di struttura delle città che nascono e si rivelano nella loro complessità le contraddizioni più gravi di una società in via di trasformazione.

Già negli ultimi decenni del XVIII secolo Londra, Manchester e gli altri maggiori centri industrializzati dell’Inghilterra mostrano evidenti i segni negativi dei radicali mutamenti con cui si opera sulla loro maglia urbana.

Giugno 2015 Lisa Pardini classe V I

Sorgono sempre più numerose le squallide affollate periferie costituite dai nuovi quartieri operai, i cosiddetti slums: schiere di misere casette, l’una uguale all’altra, allineate con estrema monotonia e prive quasi completamente dei più elementari servizi igienici.

In tal modo, inoltre, gli alloggi, sovraffollati fino all’inverosimile, contribuiscono, ognuno per proprio conto, ad incrementare l’altissimo livello di insalubrità che regna in questi agglomerati a causa soprattutto dell’inadeguata organizzazione per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.

The committed writer Dickens describes an imaginary city.

Verso la metà del XIX secolo, nel tentativo di porre fine ad una concezione della vita la quale accettava l’esistenza di un tale stato di cose - quando si erano ormai da tempo superati i limiti di ogni possibile ulteriore sopportabilità - filosofi e romanzieri tra i più famosi dell’800, quali Friedrich Engels (1820-1895) e Charles Dickens (1812-1870) impegnarono tutte le loro forze, ciascuno nel proprio campo in lotte spesso aspre e polemiche.

Coketown, the coal city, inspired by the new industrial cities: “It was a town of red brick, or of brick that would have been red if the smoke and ashes had allowed it; but, as matters stood it was a town of unnatural red and black like the painted face of a savage. It was a town of machinery and tall chimneys, out of which interminable serpents of smoke trailed themselves for ever and ever, and never got uncoiled.”

Ci furono alcune personalità isolate, i cosiddetti utopisti, i quali proposero come alternativa nuovi modelli di insediamento, rifiutando, in tal modo, sia la disordinata e ingiusta città industriale, sia la società che l’aveva prodotta.

I maggiori tra questi pensatori furono l’inglese Robert Owen (1771-1858) e il francese Charles Fourier (1772-1837).

L’uno e l’altro, pur se in forme diverse, immaginavano sistemi di vita che partivano dal presupposto di una completa uguaglianza tra gli abitanti e di un’esistenza a carattere strettamente comunitario.

Essi e poi alcuni dei loro seguaci tentarono anche, in qualche raro caso, di rendere concrete tali teorie, ma i risultati ottenuti si rivelarono scarsissimi.

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 14
Case Passive, uno sguardo alla realtà del futuro tesina Pag. 1 Case Passive, uno sguardo alla realtà del futuro tesina Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 14.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Case Passive, uno sguardo alla realtà del futuro tesina Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 14.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Case Passive, uno sguardo alla realtà del futuro tesina Pag. 11
1 su 14
Sintesi

Introduzione Case Passive, uno sguardo alla realtà del futuro tesina

Questa tesina di maturità analizza il problema della disponibilità di risorse energetiche attuale e le case passive. Gli argomenti che la tesina permette di sviluppare sono i seguenti: calore e onde, industrial society, materiali innovativi e naturali, impianti di recupero per le case, Frank Lloyd Wright, industrializzazione e dopoguerra e l'utopia delle città.

Collegamenti

Case Passive, uno sguardo alla realtà del futuro tesina

Fisica-

Calore e onde

. Inglese-

Industrial society

. Scienze-

Materiali innovativi e naturali, impianti di recupero per le case

. Storia dell'arte-

Frank Lloyd Wright

. Storia-

Industrializzazione e dopoguerra

.

Filosofia

-

Utopia delle città

.
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi