Estratto del documento

Birdman o

(Il tempo e l'identità nel cinema attuale)

Simone Cognolato VB

Liceo delle Scienze Umane “G. Pascoli”

Bolzano

«Il cinema racchiude in sé molte altre arti; così come ha caratteristiche proprie della letteratura, ugualmente ha connotati propri del teatro, un aspetto filosofico e attributi improntati alla pittura, alla scultura, alla musica.»

Akira Kurosawa

(Regista, Sceneggiatore e Scrittore Giapponese)

Anno scolastico 2014/2015

Introduzione …................................................................................. 2

Premessa …........................................................................................................... 2

Presentazione ….................................................................................................... 4

1. Sceneggiatura ….......................................................................... 6

1.1 Oscar alla Miglior Sceneggiatura Originale …............................................... 6

1.2 Il sé e il sé per gli altri: Riggan e Vitangelo Moscarda ….............................. 8

1.3 Il conflitto identitario e il disturbo dissociativo dell'io …............................. 12

2. Regia ….............................................................................................. 14

2.1 Oscar alla Miglior Regia …........................................................................... 14

2.2 La mente e la scoperta dell'inconscio …....................................................... 15

2.3 Bergson: tempo spazializzato e durata …...................................................... 17

2.4 James Joyce e il Flusso di coscienza …........................................................ 19

Conclusione …................................................................................. 21

Bibliografia …................................................................................. 22

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Introduzione

Premessa

Spesso si tende a screditare il cinema, in particolare quello Hollywoodiano, ritenendolo privo di qualsiasi contenuto e atto solamente ad aumentare gli incassi di attori, registi e produttori. Sembra ormai che il cinema sia diventato una semplice merce da vendere al consumatore e che sia finito il buon tempo in cui insegnava e faceva riflettere. Ma è veramente così? Tra le tante pellicole colme di effetti speciali e con budget e incassi ultra milionari, c'è ancora una parte del cinema americano che prova a trasmettere un messaggio e che ricorda a tutti, ancora una volta, la vera essenza della settima arte.

Ancora oggi i grandi temi della letteratura, della filosofia, i grandi interrogativi, vengono riproposti in una forma nuova. Una forma più diretta, più veloce, forse più adatta al mondo odierno, frenetico e senza tempo da perdere, capace di rivolgersi a tutti, dai giovani agli adulti, senza mai dimenticare un suo requisito necessario: l'intrattenimento. Vi sono film che riescono a far riflettere lo spettatore tenendolo incollato alla sedia, dimostrando a tutti che davanti ad uno schermo, a volte, si può anche essere attivi.

Ho scelto allora di parlare di questo tipo di opere, senza però trattare qualche film considerato da molti “di nicchia”, più apprezzato da cultori che da spettatori occasionali, troppo sconosciuto per essere al centro della critica cinematografica mondiale, nonostante possa essere migliore, per impegno e per contenuto, di moltissime altre dispendiose pellicole.

Voglio dimostrare come anche il cinema Hollywoodiano, quello con un cast imponente, con costi di produzione non da poco e vestito elegante durante la notte degli Oscar, speranzoso di ottenere almeno una delle tante rinomate statuette, possa comunicare grandi messaggi e contenuti con il proprio pubblico, facendolo riflettere sui grandi temi di cui tutte le altre forme d'arte si sono occupate.

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Per fare ciò ho selezionato la pellicola che meglio incarna il mio messaggio, sia da un punto di vista tecnico che contenutistico. Il film in questione è il vincitore di ben quattro Premi Oscar 2015, nonché del premio più ambito, l'Oscar al Miglior Film; ovvero 'Birdman o (L'imprevedibile virtù dell'ignoranza)'. Analizzerò la sceneggiatura e la regia, le quali hanno permesso di vincere due premi, spiegandone le particolarità, il contenuto ed il loro intento espressivo. 3

Presentazione

Prima di introdurre il percorso che seguirò nell'esporre la mia tesi, tengo a precisare la scelta del titolo che, all'apparenza, può sembrare alquanto bizzarra. Volevo mantenere una parte del titolo originale del Film trattato, ovvero “Birdman o (L'Imprevedibile virtù dell'ignoranza)”, inserendo però un riferimento al tema principale che mi spinge a scrivere questa tesi, ovvero il concetto di tempo e identità presente in questa pellicola e il modo in cui vengono presentati. Il titolo attuale è quindi un'unione di questi due aspetti, sperando di aver mantenuto almeno una parte di quell'originalità che caratterizza il titolo del Film.

Dopo aver assistito, in streaming, alla lunga notte degli Oscar 2015 e dopo aver visto Birdman ricevere ben quattro premi, ho pensato che sarebbe stato il caso di guardarlo e così feci. Non notai però, la prima volta, le sfumature che rendevano grande questa pellicola, la quale non mi destò molto interesse. Solamente quando cercai riflessioni su quel finale tanto enigmatico, mi accorsi della moltitudine di interpretazioni, di riflessioni e di domande che aveva scatenato. Guardai e lessi numerose interviste al regista, produttori, attori e mi resi conto dei due concetti chiave che compongono questo film, ovvero l'identità e il tempo, che sembrano quasi unirsi e diventare un unico elemento, che li unisce e li separa allo stesso tempo.

Tempo e identità vengono espressi parallelamente mediante diverse tecniche cinematografiche, il primo tramite l'uso di una regia che riprende l'intero film senza alcuno stacco di scene, rappresentando il tutto come un flusso che non viene mai interrotto. Anche il regista, Iñárritu, definì questa sua resa come un vero e proprio “flusso di coscienza”, il quale mostra il funzionamento della mente. L'altro punto di partenza per la riflessione sull'identità è la storia che questo Film racconta, ovvero quella di Riggan

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Thomson, un attore che vuole riscattare il suo nome e liberarsi dal ruolo con cui era diventato famoso, per mostrare a tutti le sue vere doti artistiche.

Per rendere l'intero discorso più chiaro e logico, ho scelto di analizzare prima l'idea di identità e dopo quella di tempo, per concludere con un'ultima analisi accostando queste due idee insieme.

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1. Sceneggiatura

1.1 Oscar alla Miglior Sceneggiatura Originale

Tra i quattro premi Oscar vinti da Birdman, ne troviamo uno dei più importanti, quello alla miglior sceneggiatura, in questo caso originale, visto che non si basa su un fatto realmente accaduto, ma è frutto della fantasia dello sceneggiatore.

Nei primi procedimenti per la realizzazione di un film, troviamo la scrittura della sceneggiatura, la quale delinea i dialoghi dei personaggi, la storia dell'intera opera, i luoghi in cui si svolgerà l'azione ecc...

Si può affermare che la sceneggiatura sia il film scritto sulla carta ancora prima di essere prodotto.

Ma la parte più importante che troviamo all'interno è proprio la scrittura delle vicende dei personaggi e la loro caratterizzazione.

Il protagonista di Birdman è Riggan Thomson, un ex attore di B-Movie diventato famoso per la sua interpretazione del ruolo del supereroe alato: Birdman. Il pubblico lo conosce così, come colui che mascherato salvava le persone in quel film ridicolo, e incontrandolo per la strada, nessuno lo saluta come Riggan, ma come Birdman. Il protagonista non si sente più parte di quel ruolo, cerca di nasconderlo, rinnegarlo, cancellarlo, eppure non riesce a separarsene, se ogni volta che lui si sente Riggan, gli altri lo vedono Birdman.

Il protagonista allora, vista la sua situazione economica problematica e il suo desiderio di riscattarsi come attore, mostrando a tutti le sue vere abilità, prova a mettere in scena uno spettacolo teatrale a Broadway, ispirato a “What we talk about when we talk about love” di Raymond Carver.

L'intera vicenda si sviluppa nei quattro giorni in cui lo spettacolo verrà mostrato al pubblico, i primi tre fungono da anteprima e si concludono con

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lo spettacolo completo e aperto a tutti. Nonostante le liti con la figlia, ex tossicodipendente che si lamenta dell'assenza del padre, con gli attori e con il cast, Riggan dovrà riuscire a non rovinare mesi e mesi di preparativi, dando al pubblico lo spettacolo che si aspetta.

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1.2 Il sé e il sé per gli altri: Riggan e Vitangelo Moscarda

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Sintesi

Italiano - Il teatro nel teatro e il tema dell'identità in Pirandello

Filosofia - Il tempo come durata di H. Bergson

Psicologia - Disturbo dissociativo dell'identità

Inglese - Il flusso di coscienza di James Joyce

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