Istituto di Istruzione superiore “Torno” - Castano Primo Anno scol. 2008/09 TES_MAT
Esami di Stato documenti PQ 24
Tesina di maturità
Indirizzo Liceo Scientifico
Classe VB
– L’assoluto.
Titolo Aut aut, il relativo o
Sottotitolo Analisi del romanzo di Harry
Potter Candidato
Michele Dondi
Anno Scolastico 2008-2009
L’assoluto.
Aut–aut, il relativo o Analisi del romanzo di Harry Potter. Michele Dondi
Indice
Introduzione: trama dell’opera di Harry Potter. 3
Motivazioni. 5
Il relativo, l’assoluto. 5
Il libro di Harry Potter. 5
Il pensatoio: oltre il tempo e lo spazio. 7
L’origine della teoria della relatività. 8
Premesse: le trasformazioni di Galileo. 8
La teoria della relatività ristretta. 10
Cinematica relativistica. 10
Equazioni di trasformazione di Lorentz. 11
Relatività generale e cosmologia. 13
Le lenti gravitazionali. 14
Le geometrie non euclidee. 15
Il futuro dell’universo. 16
L’angoscia: una condizione esistenziale. 18
Timore e tremore, Abramo cavaliere della fede, oltre l’angoscia. 19
Come Seneca e Agostino hanno interpretato il ruolo dell’uomo nella società
(civitas). 21
Eliot, Murder in the cathedral. 24
La scomposizione nel personaggio e nell’arte figurativa. 28
Pirandello, il relativismo e il sentimento del contrario. 28
Manzoni e il personaggio di fronte al problema del male. 30
Pablo Picasso: il cubismo di Guernica. 31
Bibliografia e sitografia. 33 - 1 -
L’assoluto.
Aut–aut, il relativo o Analisi del romanzo di Harry Potter. Michele Dondi
L'uomo è misura di tutte le cose: di quelle che sono in quanto sono, di quelle che non sono in quanto non sono.
Protagora, fr. 1, in Platone, Teeteto, 151d-152e - 2 -
L’assoluto.
Aut–aut, il relativo o Analisi del romanzo di Harry Potter. Michele Dondi
Introduzione: trama dell’opera di Harry Potter
Il fenomeno letterario di Harry Potter nacque negli anni novanta del novecento (nel 1997 fu pubblicato nel Regno Unito il primo libro, Harry Potter and the Philosopher’s Stone), grazie alla fantasia della scrittrice Joanne Kathleen Rowling. Il settimo ed ultimo libro della saga (Harry Potter and the Deathly Hallows) fu pubblicato in lingua inglese nel 2007.
L’avventura di Harry, Ron ed Hermione inizia il primo anno di scuola ad Hogwarts (ogni libro corrisponde ad un anno). Il nucleo dell’intera vicenda è già presente nell’incipit: i genitori di Harry sono morti quando lui era ancora bambino, vittime della malvagità del signore oscuro, Voldemort (Tom Orvoloson Riddle è il suo vero nome, che per anagramma diventa son io Lord Voldemort), che riuniva attorno a sé i mangiamorte.
Il papà di Harry, James, muore ucciso mentre una sera apre la porta a Voldemort credendo che fosse un amico; la mamma Lily, che è al piano superiore della casa con il figlio nella culla, accortasi del pericolo quando ha Voldemort di fronte a sé, non può far altro che proteggere il bambino con il suo corpo. É questo il mistero dell’amore che continuamente l’autrice richiama per tutti i sette libri, cioè il fatto che questa protezione della madre contro la maledizione mortale del nemico ha salvato il figlio, sulla cui fronte rimane una cicatrice a forma di saetta a memento di questa tragedia.
Harry così riscopre lentamente la sua storia e quella dei suoi genitori, e ne è sempre più affascinato, proprio come lo è il lettore. Le avventure conducono a continui confronti con Voldemort che dalla sua sconfitta è rimasto privo di forze: i primi tre libri trattano sostanzialmente dei confronti indiretti con Voldemort. Nel primo libro Voldemort lotta per conquistare la pietra filosofale, perché essa garantirebbe la vita eterna, ma Harry glielo impedisce. Dal quarto libro c’è una svolta: Voldemort riacquista le energie perdute prendendo parte del sangue di Harry nel loro primo duello faccia a faccia. È così che il signore oscuro commette l’errore che mai comprenderà: ha introdotto nelle sue stesse vene la protezione che Lily aveva garantito al figlio quando morì per lui. Nel quinto libro, con il duello al ministero della magia fra Voldemort, Harry e alcuni ragazzi della scuola, tutti i maghi saranno costretti a riconoscere il ritorno del signore oscuro che Harry già da un anno aveva affrontato. Il ministero della magia, infatti, aveva negato il ritorno di Voldemort per non creare panico. Così nel libro seguente la lotta si fa più dura ed in questa cornice il preside della scuola, Silente, che giudò Harry nella lotta contro Voldemort, viene ucciso da Piton, il professore di magia oscura.
Nel settimo libro, che prendiamo qui in considerazione, si svelano i particolari più strani. Si ridisegna il personaggio di Piton che da malvagio collaboratore di Voldemort si rivela complice di Silente nella lotta contro chi aveva ucciso la donna che un tempo aveva amato: la madre di Harry. La morte di Silente acquisterà poi un nuovo significato, poiché fu concordata con Piton, in quanto
1 In Italia fu pubblicato l’anno successivo, con il titolo di Harry Potter e a pietra filosofale. - 3 -
L’assoluto.
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Silente era ormai morente a causa di una sua negligenza nel recupero degli horcruxes.
Questi sono oggetti o esseri viventi contenenti parti di un’anima, separate dal corpo originario; solo chi ha commesso un assassinio può riuscire a dividere la propria anima per rimanere in vita pur avendo subito una ferita mortale… ci si può infatti aggrappare ai pezzi di anima rimanenti. Tutto ciò conduce indubbiamente ad una perdita dell’umanità del personaggio. Voldemort è un personaggio che da sé si è destinato ad un’autodistruzione, ad un fallimento personale in quanto si è liberato dalla sua personalità, essendo la sua anima totalmente frammentata e divisa e non avendo più coscienza di sé.
I tre compagni di avventura si trovano di fronte al compito di distruggere gli horcruxes creati da Voldemort, il cui pericolo è notevole per il mondo magico e babbano (così sono chiamati coloro che non possiedono poteri magici). Le avventure sono ardue da superare, ma nel finale non si perde la tensione che si è creata lungo tutti e sette i libri, che alimentano sempre più i conflitti all’interno dell’animo del protagonista: la vittoria è sofferta e ad essa Harry può giungere solo vivendo l’angoscia, in un continuo conflitto fra le pulsioni alla vita che provengono dagli amici e le pulsioni alla morte nel momento in cui si arrende a Voldemort. - 4 -
L’assoluto.
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Motivazioni
Il relativo, l’assoluto
Qui di seguito riportiamo le definizioni dei due termini date dal dizionario.
Relativo, discreto, accettabile anche se non perfetto e sottoposto a limiti; di grandezza o proprietà, che viene definita in base a un sistema di riferimento fissato in modo arbitrario e che non è quindi totalmente dipendente dal fenomeno osservato [dal lat. relatīvu(m), der. di refĕrre “riportare”].
Assoluto, libero da ogni limite, non determinato da rapporti, da relazioni; che ha carattere generale, universale [dal lat. absolūtu(m), p.pass. di absolvĕre “sciogliere”].
Mi sembra interessante il confronto fra i due concetti opposti di relativo ed assoluto in relazione al romanzo di Harry Potter ed ai riferimenti che questo presenta rispetto alla cultura ad esso precedente.
Il contrasto è infatti presente fin dall’antichità dal relativismo sofistico alla concezione cristiana di una realtà assoluta, Dio.
Il contrasto che si esprime è dunque quello fra due concetti, che si evolve però come contrasto fra due visioni della vita. Il relativismo, per cui non si crede in un aldilà, che vede la morte come finis, e lo sguardo di quanti concepiscono la morte come transitus.
Il conflitto fra le due entità è sviluppato nel romanzo come scontro fra i due diversi rapporti che Harry e Voldemort stabiliscono con la società, il primo è pienamente umano e rispettoso della dignità altrui, il secondo vuole impadronirsi del mondo con la magia.
Il libro di Harry Potter
L’opera è coinvolgente per la sua particolarità: pur rientrando nel genere delle saghe fantasy, è pienamente influenzata dal genere classico del bildungsroman, del romanzo di formazione, che parte da aspetti adolescenziali quali le ribellioni, la fiducia, l’impulsività, per giungere ai temi più maturi del potere politico, delle paure degli adulti, dell’oppressione del più debole, della vecchiaia e dei relativi errori e infine della morte.
Un primo aspetto interessante è dato dal ruolo della magia, che non è sempre arma che risolve i molti conflitti, come si penserebbe ad un primo approccio con la lettura del romanzo. Harry continua a cercare di comprendere il suo ruolo nella storia con l’aiuto di altre persone, e così facendo affida un ruolo marginale alla magia, confidando più nelle sue possibilità di agire piuttosto che nelle potenzialità di questa.
In questa saga per ragazzi si fornisce una risposta alla possibilità dell’uomo di agire nella società che è esemplificata dal tema centrale del romanzo: Harry, ancora bambino, nella culla sopravvive alla maledizione mortale di Voldemort - 5 -
L’assoluto.
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(l’antagonista, esperto di magia oscura) grazie alla protezione offerta dall’amore della madre che muore per lui.
Nel finale dell’opera si viene a creare un serrato confronto fra le posizioni di Harry e Voldemort. Il primo cerca di far sì che l’antagonista si penta delle sue azioni, ma quest’ultimo non riuscirà mai a comprendere il mistero che ha condotto alla sua sconfitta (l’amore offerto dalla protezione di Lily a Harry) e cercherà, convinto della sua potenza, di scagliare su di Harry l’incantesimo mortale dell’Avada Kedavra. La reazione di Harry è quindi quella dell’expelliarmus, l’incantesimo che consente di sottrarre all’avversario la sua bacchetta magica. In questo modo l’avversario subisce su di sé la sua stessa maledizione poiché l’ha scagliata contro qualcuno grazie al cui sangue era tornato in vita (libro quarto): è questo il ruolo marginale della magia, perché il vero protagonista dei romanzi non è il tema fantastico, ma quello della realtà.
Questo legame con la realtà è sottolineato inoltre dal fatto che l’intera vicenda, diversamente dalle normali saghe fantasy, è ambientata nella società contemporanea, in un periodo che va dal 1981 al 2016.
Fra i diversi temi trattati in questi libri, si notano connessioni con i movimenti letterari e filosofici dell’ottocento e del novecento le più moderne teorie scientifiche, di cui è erede il romanzo: essendo poi un appassionato lettore di questa saga, ho deciso di sviluppare la mia tesina proprio con questo motivo di partenza, per prendere in considerazione i seguenti aspetti:
- L’aspetto scientifico offerto dalla teoria della relatività di Einstein in rapporto alla concezione relativa del mondo e dello spazio tempo riscontrabile nel romanzo.
- Il concetto filosofico dell’angoscia sviluppato da Kierkegaard ed in seguito da Eliot rispettivamente in Timore e tremore e in Murder in the Cathedral, si analizza inoltre il rapporto dell’uomo con la società in Seneca e Agostino.
- Il tema della scomposizione nei personaggi della fantasia dell’autore e nell’arte cubista.
Quello che quindi si riscontra da un’analisi dell’opera è la contrapposizione fra due realtà totalmente diverse.
Sul piano filosofico – letterario la contrapposizione si instaura fra quanti sono legati ai desideri di potenza e felicità concrete e terrene a scapito degli altri uomini (Voldemort e i mangiamorte), e quanti fondano la propria esistenza su valori moralmente validi, che sono quelli dell’amore, della stima reciproca e della solidarietà. Con Kierkegaard si andrà oltre questi valori: la sospensione teleologica dell’etica conduce al dovere assoluto verso Dio. Punto di partenza di quest’analisi sarà il tema dell’angoscia.
Sul piano scientifico si ha la differente prospettiva offerta dalla teoria della relatività che mette in crisi i precedenti concetti di assolutezza dello spazio e del tempo. - 6 -
L’assoluto.
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Il pensatoio: oltre il tempo e lo spazio
Riscontriamo l’aspetto relativistico a livello fisico già nei primi libri in cui si tratta del fenomeno magico della materializzazione, che consente di sparire in un luogo e ricomparire immediatamente in un altro luogo; risulta però qui interessante lo strumento che l’autrice introduce nel quarto libro: il pensatoio.
Qualcosa di diverso dal sangue colava da Piton. Era azzurro-argento, né liquido né gassoso, e usciva dalla bocca, dalle orecchie, dagli occhi; Harry capì che cos’era, ma non sapeva che fare… Hermione gli ficcò tra le mani una fiala, apparsa dal nulla. Con la bacchetta, Harry vi spinse dentro la sostanza argentea. […] Il pensatoio di pietra era al suo posto nell’armadio: Harry lo trasportò sulla scrivania e versò i ricordi di Piton nel grande bacile con le rune incise attorno al bordo. Fuggire nella testa di qualcun altro sarebbe stato un sollievo… nemmeno i pensieri di Piton potevano essere peggio dei suoi. I ricordi vorticarono, bianchi, argentei, strani, e senza esitare, con un sentimento di disperato abbandono, come se così potesse placare il dolore che lo torturava, Harry vi si immerse.
Cadde lungo disteso nella luce del sole, su un suolo tiepido.
2
Tale strumento è un bacile di pietra, colmo di una sostanza né liquida né gassosa. Una strega o un mago possono estrarre i propri ricordi e depositarli al suo interno, per liberare la memoria quando è satura di informazioni. Per mezzo di questo oggetto si possono esaminare i ricordi e le memorie delle persone a piacimento, semplicemente immergendo una parte del proprio corpo. A quel punto si viene “risucchiati” all’interno del contenitore e, una volta fermatisi, si assiste alla scena come se si fosse stati presenti.
Si vedono così le memorie da un punto di vista onnisciente in terza persona: è questa la magia del pensatoio, in quanto i pensieri contenuti in esso sono divenuti indipendenti dal soggetto che li ha pensati.
Il tempo non è più assoluto, ogni persona lo può “rivivere”. Benché sia garantita l’onniscienza a chi si immerge nel pensatoio, ogni persona analizza l’avvenimento a cui assiste dal suo personale punto di vista, in questo modo la visione rimane relativa.
Questa interpretazione si riconduce alle rivoluzioni della fisica dei primi anni del secolo scorso: ci riferiamo alla teoria della relatività speciale (1905) e alla successiva teoria della relatività generale (1916), con le quali Einstein reinterpretò i concetti di spazio e di tempo che da assoluti (relatività galileiana) divennero anch’essi relativi al punto di vista dell’osservatore. Prendiamo quindi in considerazione il modello che le geometrie non euclidee hanno fornito alla curvatura dello spazio tempo, teorizzato sempre da Einstein, con le relative ipotesi sul futuro dell’universo offerte dalla relatività generale.
2 Rowling, Joanne Kathleen, Harry Potter e i doni della morte, p. 604, 605 e 609. Piton è stato appena ucciso da Voldemort. - 7 -
L’assoluto.
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L’origine della teoria della relatività
Il pensatoio risulta quindi essere un luogo a sé stante, con leggi particolari che differiscono da quelle tradizionalmente accettate dal senso comune (abbiamo già fatto l’esempio del punto di vista onnisciente dal quale si assiste alle vicende). In questo modo confrontiamo l’anomalia di questo sistema con leggi sui generis con la situazione in cui si trovava fisica nel momento in cui i risultati sperimentali contraddicevano apertamente una teoria in perfetto accordo con il senso comune. Con la relatività einsteiniana si interpreta la realtà fisica da un nuovo punto di vista, di difficile accettazione da parte del senso comune.
Premesse: le trasformazioni di Galileo
Diamo queste due definizioni:
- Evento fisico: un evento è qualcosa che accade indipendentemente dal sistema di riferimento che potremmo usare per descriverlo. Noi identifichiamo un evento con quattro misure (spazio-temporali) in un particolare sistema di riferimento, cioè le coordinate x, y, z, e il tempo t.
- Sistema inerziale: un sistema di riferimento in cui è valida la legge di inerzia (prima legge di Newton). In un sistema di questo tipo, che possiamo anche descrivere come un sistema non accelerato, un corpo soggetto ad una forza esterna complessiva nulla si muoverà con velocità costante.
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Tesina - Premio maturità 2009
Titolo: Aut aut, il relativo o l'assoluto.
Autore: Dondi Michele
Scuola: Liceo scientifico
Descrizione: Il fenomeno letterario di Harry Potter nacque negli anni novanta del Novecento (nel 1997 fu pubblicato nel Regno Unito il primo libro, Harry Potter and the Philosopher's Stone), grazie alla fantasia della scrittrice Joanne Kathleen Rowling. Il settimo ed ultimo libro della saga (Harry Potter and the Deathly Hallows) fu pubblicato in lingua inglese nel 2007. L'avventura di Harry, Ron ed Hermione inizia il primo anno di scuola ad Hogwarts (ogni libro corrisponde ad un anno). Il nucleo dell'intera vicenda è già presente nell'incipit: i genitori di Harry sono morti quando lui era ancora bambino, vittime della malvagità del signore oscuro, Voldemort (Tom Orvoloson Riddle è il suo vero nome, che per anagramma diventa son io Lord Voldemort), che riuniva attorno a sé i mangiamorte. Il papà di Harry, James, muore ucciso mentre una sera apre la porta a Voldemort credendo che fosse un amico; la mamma Lily, che è al piano superiore della casa con il figlio nella culla, accortasi del pericolo quando ha Voldemort di fronte a sé, non può far altro che proteggere il bambino con il suo corpo. È questo il mistero dell'amore che continuamente l'autrice richiama per tutti i sette libri, cioè il fatto che questa protezione della madre contro la maledizione mortale del nemico ha salvato il figlio, sulla cui fronte rimane una cicatrice a forma di saetta a memento di questa tragedia.
Area: umanistica
Materie trattate: Relatività, oltre il tempo e lo spazio: Fisica, la teoria della relatività, distinzione fra tempo vissuto e tempo misurato; Scienze Naturali, le lenti gravitazionali, relatività dei punti di vista nel pensatoio; Matematica, le geometrie non euclidee e Sc. Naturali, il futuro dell'universo. Angoscia: Filosofia, Kierkegaard, Timore e tremore, l'angoscia vissuta da Abramo; Latino, Seneca e Agostino, il ruolo dell'uomo nella società (sapiens e cristiano); Inglese, Thomas Stearns Eliot, Murder in the Cathedral (1935), clash between temporal and spiritual power lived by Thomas Becket in XII century England. La scomposizione: Italiano, Pirandello e Manzoni, l'umorismo e la dignità del personaggio, don Abbondio personaggio umoristico; Storia dell'Arte, il cubismo di Guernica (Picasso) come sintesi dei tre momenti di relatività, angoscia e scomposizione.
Bibliografia:
- De Mauro, Tullio (a c. di), Dizionario italiano (2 voll.), Paravia, Verona, 2000.
- Rowling, Joanne Kathleen, Harry Potter and the Deathly Hallows, Bloomsbury, Londra, 2007.
- Rowling, Joanne Kathleen, ed. italiana a c. di Gamba Daniela, Harry Potter e i doni della morte, Salani, Milano, 2008;
- Resnick, Robert, ed. italiana a c. di Uguzzoni Arnaldo, Introduzione alla relatività ristretta, Casa Editrice Ambrosiana, Milano, 1979.
- Zwirner, Giuseppe e Scaglianti, Luciano, Funzioni in R, analisi infinitesimale, Cedam, Padova, 1998.