Caffè, sigarette e incubi: attento, la maturità fa male alla salute

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

foto di stress maturità

Notti insonni tormentate da incubi, caffeina, sigarette e genitori invadenti. I giorni che anticipano la maturità sembrano essere per te un vero tormento: il 36% dei maturandi li vive con forte ansia. Le preoccupazioni più grandi? Oltre 1 su 3 dice di avere paura di scordare tutto quello che ha studiato, un altro 1 su 4 teme invece di non riuscire a esprimersi al meglio. Una tensione, la loro, alimentata anche da mamma e papà, che in questo periodo sembrano essere sempre più pressanti. Ragazzi tendenzialmente più tranquilli delle ragazze. “Tutto normale, ma è bene gestire l’ansia ridimensionando la visione dell’esame” afferma Maura Manca, psicoterapeuta e direttrice della testata online AdoleScienza.it, che ha commentato i dati di una nostra web survey su un migliaio di voi alle prese con l'esame di Stato 2016.

foto di stress maturità

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INCUBO MATURITÀ - La maturità è apparsa in sogno a più di 1 su 2, a chi una volta sola (19%), a chi addirittura spesso (33%). Un sogno in perfetto stile Nightmare per chi racconta che si tratta di veri e propri incubi (36%). Tra i brutti sogni che ricorrono più spesso, troviamo al primo posto quello di non riuscire a prepararsi in tempo (19%), al secondo quello di trovare delle domande troppo difficili nelle tracce (12%) e al terzo quello di essere bocciati (10%).“Niente di strano – ci conferma Maura Manca - attraverso il sogno si elaborano le paure, e gli incubi evidenziano solo che il ragazzo ha una fortissima ansia. Il problema è che dal sogno si rischia di alimentare uno stato di eccessivo stress che potrebbe creare poi un blocco. Quando questi incubi iniziano a diventare troppi bisogna fare attenzione: sono un campanello di allarme che rischia di intaccare l’esito dell’esame di maturità.”

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TROPPO STRESS - Le notti in preda ai brutti sogni non sembrano comunque essere il tuo unico problema. Più la maturità si avvicina, più la tensione porta a cambiare le abitudini del 73% dei maturandi. Di questi, un maturando su 4 nota infatti di mangiarsi le unghie e stuzzicarsi la pelle delle mani più spesso del solito, un altro 1 su 6 circa racconta addirittura di aver iniziato a fumare o di aver aumentato il consumo di sigarette. Lo stesso numero di studenti svela invece di bere più caffè del solito. E’ ancora 1 su 6 a perdere preziose ore di sonno per studiare.“Sull’esame si investe in maniera eccessiva – spiega ancora la Manca – ed ecco che diventa il grande nemico da sconfiggere generando ansia. Gli studenti devono capire che nel corso degli anni hanno comunque affrontato compiti e verifiche non meno importanti. Dovrebbero vedere le prove singolarmente, una alla volta: se la testa guarda l’insieme del problema, questo potrebbe sembrare troppo grande da gestire e impossibile da affrontare”.

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MAMMA E PAPÀ NON STATEMI ADDOSSO - Un capitolo a parte meriterebbe il ruolo che i tuoi genitori rivestono in questo “tormento” da maturità. Più di 1 studente su 4 racconta che effettivamente gli stanno più addosso rispetto agli altri periodi dell’anno. Una menzione d’onore spetta alle mamme: stando a quanto affermato dal 55%, sembrano essere loro a interessarsi in misura maggiore all’esame di Stato. Un’attenzione, quella dei genitori che, in ogni caso, genera una doppia reazione. Infatti per il 33% alimenta l’ansia da esame, mentre per un altro 30%, al contrario, trasmette maggiore fiducia in se stesso. La psicoterapeuta ti spiega di nuovo cosa succede: “I genitori generalmente danno un enorme peso alla scuola a prescindere dall’esame, quindi quando arriva la maturità l’ansia aumenta. Pressano i ragazzi come se fossero loro a doverla sostenere in prima persona, caricandoli a livello emotivo. L’aiuto che deve dare il genitore deve invece essere di tipo pratico: far da mangiare, dare una mano nell’organizzazione di una scaletta e, soprattutto, ascoltare le richieste dei figli. Dall’altra parte i ragazzi non devono arrabbiarsi o tenersi tutto dentro. Al contrario, devono parlare e spiegare quello che provano”.

Serena Rosticci

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