Maturità 2017: simulazioni a singhiozzo, per tanti seconda prova al buio

Marcello G.
Di Marcello G.

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Se l’esito degli esami di maturità si dovesse prevedere in base al tipo di preparazione che le scuole hanno fatto sui loro studenti, allora i maturandi dovrebbero essere abbastanza preoccupati. Perché i ragazzi sono delusi: i più generosi, infatti, promuovono il modo in cui i professori li hanno accompagnati al grande appuntamento con una sufficienza striminzita; la maggior parte, però, li boccia inesorabilmente. Tutta colpa delle simulazioni fatte per abituarsi alle prove d’esame. O, meglio, delle simulazioni che non sono state fatte. Sui 1800 maturandi che hanno risposto a una web survey di Skuola.net, poco più della metà ha svolto più di una esercitazione sullo scritto d’italiano (54%). Peggio ancora se ci soffermiamo sulla seconda prova, quella d’indirizzo, la più importante: solo il 41% ha avuto più di un esempio. Un pochino meglio la preparazione in vista della terza prova: il 74% ha svolto diverse simulazioni. Disastroso l’avvicinamento al colloquio orale: 3 studenti su 4 si presenteranno di fronte alla commissione senza sapere cosa li aspetta.

Seconda prova, allo scientifico hanno aspettato l’uscita delle materie per iniziare le simulazioni

Come detto, il vero allarme è rappresentato dalle seconde prove: il 37% ha sostenuto solo una simulazione. Tra l’altro, solo nel 64% dei casi si trattava di un compito con le stesse caratteristiche (sia di struttura che di durata) di quello che dovranno affrontare tra poche settimane; mentre nel 28% dei casi la simulazione si è svolta in versione ‘ridotta’. I più colpiti i ragazzi dei licei scientifici, quelli che probabilmente hanno la seconda prova più insidiosa; per loro il vero nemico è il tempo: praticamente la metà (48%) dei prof ha atteso che il Miur comunicasse la materia protagonista prima di procedere con le simulazioni. Così il 78% di loro si è potuto concentrare solo su matematica, mentre nel 15% dei casi gli insegnanti hanno preferito far svolgere esercitazioni di fisica (solo il 7% le ha svolte entrambe). E l’altra metà di studenti che hanno avuto la fortuna di iniziare in anticipo la preparazione? Il 15% ha svolto entrambe le simulazioni, il 19% quelle di matematica e il 18% quelle di fisica.

Prima e terza prova, qui la preparazione è migliore. Poche le notizie sull’orale

Maturandi decisamente più allineati sulle altre prove: ‘solo’ il 17% non ha mai scritto un tema d’italiano sulla falsariga di quelli proposti all’esame, mentre quasi un terzo (29%) ne ha fatto almeno uno. Ma il 54%, come già anticipato, ha ripetuto la simulazione più e più volte. Discorso simile per la terza prova: qui tre quarti degli studenti (74%) si sono cimentati con il quizzone, provando varie modalità di test; un altro 16% si è esercitato in un’occasione soltanto; una netta minoranza (8%) non ha avuto questa possibilità. Simulazioni di terza prova che, per molti ragazzi, sono state utili a capire come funziona lo scritto più indecifrabile di tutti: la pensa così il 71% dei maturandi intervistati. L’esatto contrario di quanto avvenuto per l’orale: pochissimi (25%) hanno simulato un colloquio d’esame (il 13% una volta sola). Per fortuna almeno questo passaggio, nella mente degli studenti, non è una priorità: tra chi ci ha provato, più di 1 su 3 (39%) ritiene che senza commissari esterni non sia la stessa cosa. Anche se a molti li ha aiutati a capire come gestire l’ansia (23%) e come impostare la propria tesina (25%).


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