Maturità 2018, prima prova a rischio ‘orrori’ grammaticali. Ecco quelli su cui gli studenti cadono più spesso

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Di lucy.t.997

Apostrofi, accenti, vocali, semplici espressioni usate nel linguaggio di tutti i giorni: per mettere in crisi alcuni studenti basterebbero le più elementari regole grammaticali, quelle che si imparano sin dalle scuole elementari. Alla vigilia della prima prova della Maturità 2018, quando tutti si concentrano per indovinare le tracce più probabili per il tema d’italiano, il vero pericolo che incombe su parecchi maturandi è un altro: la sintassi. Il rischio flop è abbastanza elevato. Per capirlo è sufficiente osservare come hanno risposto i 7500 ragazzi di quinto superiore alle semplicissime domande di un sondaggio online effettuato da Skuola.net.

Qualcun altro o qualcun'altro?

Se, ad esempio, gli dovesse capitare di usare la forma ‘qualcun altro’ durante la prima prova sarebbero guai seri. Perché solo il 61% è stato in grado di indicare la risposta corretta. Mentre ben 4 maturandi su 10 – il 39% - potrebbe aggiungerci (sbagliando) un delittuoso accento. Ma è solo l’inizio di una lunga serie di orrori.

Qual è o qual’è?

Un altro dubbio che mette storicamente in crisi gli studenti. Come si scrive: ‘qual è’ si scrive con o senza apostrofo? Ovviamente la soluzione giusta è la seconda. Peccato che dimostrino di saperlo meno di 3 maturandi su 4 (il 73%). Mentre il 27% dei ragazzi pensa che la forma esatta di questa diffusissima espressione sia la seconda (qual’è). Unica attenuante: a tutti è capitato almeno una volta di pensarci su.

Un po’ o un pò?

È una di quelle cose che mettono in ansia anche gli adulti, figuriamoci gli studenti sotto pressione per via della Maturità. ‘Un po’’ o ‘un pò’? Apostrofo o Accento? Dovrebbe essere chiaro che si debba usare l’apostrofo finale. Ma si ripresenta il quadro della domanda precedente: il tasso di risposte corrette si ferma al 75%, mentre 1 su 4 (il 25%) sembra averlo dimenticato.

Sufficiente o Sufficente?

Una parola impressa a fuoco nella mente di ogni studente, specialmente di quelli che arrancano un po’. È il voto di salvataggio: questo lo sanno tutti. Ma come si scrive? Con la ‘i’ o senza? Pare incredibile ma il 23% del campione ha detto che la vocale non va messa (loro scriverebbero ‘sufficente’). Solo il 77% dei ragazzi, infatti, non cade nel tranello è indica ‘sufficiente’ (con la ‘i’) come forma corretta.

A me piace o A me mi piace?

Ma, fortunatamente, non ci sono solo vuoti enormi nel dizionario dei maturandi. Ci sono costruzioni grammaticali su cui si trovano tutti d’accordo. Se, ad esempio, si pongono gli studenti di fronte al bivio ‘a me piace’ o ‘a me mi piace’, praticamente tutti (99%) vanno dritti al bersaglio. Almeno su questo non dovrebbero esserci problemi d’utilizzo.

Ce ne sono o C’è ne sono?

Stando ai risultati illustrati sinora, sembrerebbe un azzardo fare una domanda sull’uso dell’espressione ‘ce ne sono’. Sempre molto insidiosa. Si potrebbe essere tentati dal voler aggiungere un apostrofo, facendolo diventare (erroneamente) ‘c’è ne sono’. Ma la stragrande maggioranza dei ragazzi ci smentisce: l’88% indica la soluzione giusta. Anche se c’è ben poco da gioire: il 12% è meglio che se ne tenga a debita distanza durante il tema.

Purtroppo o Pultroppo?

Ancora meglio con il ballottaggio tra ‘purtroppo’ (giusto) e ‘pultroppo’ (sbagliato). Un avverbio tra i più usati, presente in quasi tutti gli elaborati della prima prova di maturità. Il 94% degli studenti, però, dimostra di essere così abituato a scriverlo da non temerlo affatto. Peccato per quel 6% che ci ricorda come si possa sempre fallire quando ci approccia alla lingua italiana. Non permettendoci di tirare un parziale sospiro di sollievo.
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21 novembre 2018 ore 15:00

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