
Con la Maturità 2026 l’orale cambia struttura e perimetro. Le materie su cui si svolge il colloquio sono quattro, indicate dal Ministero nel decreto pubblicato a fine gennaio, e l’esame si concentra esclusivamente su quelle.
Da qui la domanda che molti studenti si stanno facendo: i commissari possono spingersi oltre? Possono fare domande su altre discipline del quinto anno?
Indice
Solo quattro materie: il perimetro del colloquio
La novità centrale è che il colloquio orale 2026 si svolge esclusivamente sulle quattro discipline individuate dal Ministero e affidate ai commissari, interni ed esterni.
In passato l’orale aveva un’impostazione più ampia: sulla carta, un docente poteva interrogare anche su altre materie per cui risultava abilitato. Con il nuovo impianto questa possibilità viene superata.
Le domande devono rientrare nelle quattro discipline previste. Una richiesta che esca da questo perimetro potrebbe diventare motivo di contestazione formale. Per questo viene ribadita la necessità di attenersi alla normativa.
Commissione a cinque membri: cosa cambia davvero
Dal 2026 anche la commissione d’esame è più snella, passando a 5 membri invece di 7:
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2 commissari interni
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1 presidente esterno
Ogni commissario è associato a una disciplina precisa. Il colloquio non è più potenzialmente esteso a tutto il programma dell’ultimo anno, ma resta circoscritto alle quattro materie d’esame.
È un cambiamento strutturale: non incide solo sull’organizzazione, ma anche sul tipo di interrogazione. Il colloquio diventa più focalizzato e meno dispersivo.
Abilitazioni e classi di concorso: quando contano
Molti docenti sono abilitati su più discipline. È il caso, per esempio, di:
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Filosofia e Storia
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Italiano e Latino
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Matematica e Fisica
Ma l’abilitazione, da sola, non autorizza a interrogare su qualsiasi materia.
Diventa rilevante soltanto se entrambe le discipline per cui il docente ha titolo rientrano tra le quattro materie dell’orale. Se una di queste non è inclusa nel decreto ministeriale, non entra nel colloquio.
In altre parole: l’abilitazione non amplia automaticamente il campo delle domande.
I commissari possono fare domande fuori programma?
Con la nuova impostazione, le cosiddette “incursioni” su materie non previste vengono meno.
Le domande devono restare all’interno delle quattro discipline ufficiali. Il colloquio è quindi più definito nei confini rispetto agli anni precedenti.
Questo non significa che l’interrogazione sarà più semplice. Significa che non può estendersi a materie escluse dal quadro stabilito dal Ministero.
Collegamenti tra materie: chi può proporli?
C’è però un elemento da chiarire. Durante il colloquio lo studente può proporre collegamenti ad altre discipline, anche se non rientrano tra le quattro.
La differenza è decisiva:
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è lo studente a introdurre il collegamento;
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il commissario non può spostare l’interrogazione su una materia diversa da quelle previste.
Se il collegamento risulta debole o poco pertinente, si torna alla disciplina di riferimento e il tentativo non deve pesare negativamente sulla valutazione finale. Viene invece valorizzata la capacità di argomentare e di costruire un ragionamento coerente.
Quando si conosceranno i commissari esterni
Le materie sono già state indicate nel decreto di fine gennaio. I nomi dei commissari esterni, invece, saranno pubblicati come di consueto tra fine maggio e inizio giugno, quando il Ministero diffonderà gli elenchi ufficiali.
Fino ad allora, il punto fermo resta uno: all’orale 2026 si risponde sulle quattro materie stabilite. Non oltre.