
I 100 giorni alla Maturità 2026 cadono nel mese di marzo e rappresentano uno dei passaggi simbolici più sentiti dagli studenti dell’ultimo anno delle superiori.
È il momento in cui l’Esame di Stato smette di essere un’idea lontana e diventa un traguardo concreto, con lo studio che entra definitivamente nella fase finale.
Questa ricorrenza segna l’inizio del conto alla rovescia verso la prima prova scritta, prevista a giugno, ed è tradizionalmente accompagnata da feste di classe, riti scaramantici e tentativi collettivi di scaricare la tensione accumulata.
Indice
100 giorni alla Maturità 2026: la data
La prima prova scritta della Maturità 2026 si svolgerà giovedì 18 giugno. Facendo il conto alla rovescia, il traguardo dei 100 giorni si raggiunge martedì 10 marzo 2026.
Non è un giorno festivo e non sempre si presta a grandi celebrazioni, ma poco importa: da quel momento in poi la percezione del tempo cambia. Le settimane iniziano a scorrere più veloci, lo studio diventa più serrato e la Maturità smette definitivamente di sembrare lontana.
Per molti studenti è il punto in cui si passa mentalmente dal “c’è tempo” al “ci siamo quasi”, con tutto il carico emotivo che questo comporta.
Un tuffo nel passato: origini e curiosità sui 100 giorni alla Maturità
La tradizione dei 100 giorni non nasce a scuola, ma in ambito militare. Le sue radici risalgono al 1840, all’Accademia militare di Torino, quando un decreto regio ridusse la durata dei corsi necessari per diventare sottotenente.
Alla notizia, un cadetto esclamò in dialetto piemontese “Mac pi tre ani!” (“Ancora solo tre anni”), dando origine alla tradizione del “Mak P”, il conto alla rovescia verso la fine del percorso.
Col tempo, questa usanza si è diffusa oltre l’ambiente militare, fino a entrare stabilmente nell’immaginario scolastico italiano. Oggi i 100 giorni alla Maturità rappresentano una sorta di rito collettivo: non anticipano l’esame in senso pratico, ma aiutano a mettere a fuoco l’obiettivo e a condividere paure, aspettative e speranze.
Come si festeggiano i 100 giorni alla Maturità
Il modo di celebrare i 100 giorni varia molto da zona a zona, ma la funzione resta la stessa: scaricare la tensione prima della volata finale.
C’è chi organizza feste di classe o cene con i compagni, chi approfitta della data per una gita fuori porta o un breve viaggio, magari proprio per staccare dallo studio prima degli ultimi mesi più intensi.
Accanto ai festeggiamenti, però, resiste una tradizione altrettanto forte: quella dei riti scaramantici, che ogni anno accompagna questa tappa simbolica del conto alla rovescia verso l’esame.
Tra i più diffusi c’è il rito di scrivere sulla sabbia il voto desiderato, lasciando poi che le onde lo cancellino: secondo la superstizione, se il numero resta visibile, all’esame si rischiano dieci punti in meno. C’è poi chi sceglie la strada dei pellegrinaggi, come gli studenti toscani che si recano al Santuario della Madonna di Montenero, o i maturandi abruzzesi diretti al Santuario di San Gabriele dell'Addolorata, dove è tradizione far benedire le penne da usare agli scritti.
In Sardegna, invece, il rito passa dal folklore: il ballu tundu, danza circolare eseguita tenendosi per mano e girando in senso orario, viene praticato anche dai maturandi come auspicio per un esito positivo. A Pisa sopravvive la tradizione legata alla Piazza dei Miracoli: non potendo più toccare la lucertola di bronzo della Cattedrale, oggi gli studenti fanno cento giri intorno alla Torre o ripetono cento volte un gesto simbolico nella piazza.
I riti arrivano fino a Palermo, dove gli studenti salgono e scendono i gradini dei santuari cittadini, saltano tante volte quanto il voto sperato e lanciano una monetina cercando di farla passare sotto il cosiddetto arco della speranza. Tradizioni diverse, stesso obiettivo: esorcizzare la paura e arrivare all’esame con la sensazione di aver tentato tutto, anche sul piano simbolico.