Successioni e serie
Ermanno Travaglino
Una successione è una sequenza ordinata di numeri o di altre grandezze, e una serie è la somma dei termini di tale sequenza.
Una successione si rappresenta con l'espressione a1, a2, an, …, nella quale n è un intero positivo, e i termini possono essere o meno distinti; a1 è il primo termine, a2 il secondo, e così via.
Se l'espressione ha un ultimo termine, la successione si dice finita o, in altre parole, è composta da un numero finito di termini; nel caso contrario, essa si dice infinita.
Una successione è definita solo se esiste una regola che permette di determinare l'n-esimo termine per ogni numero intero positivo n. Ad esempio, tutti i numeri interi positivi, nel loro ordine naturale, costituiscono una successione infinita definita dalla relazione an = n.
La formula an = n2 determina invece la successione 1, 4, 9, 16, …, cioè la sequenza dei quadrati dei numeri naturali.
Se si assegnano i valori 0, 1 ai primi due termini e poi si continua in modo che ogni termine sia la somma dei due termini precedenti, si ottiene la successione 0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, …, nota come successione di Fibonacci.
Tra le successioni notevoli vi sono le successioni aritmetiche (dette anche progressioni aritmetiche), in cui è costante la differenza tra due termini consecutivi, e le successioni geometriche (o progressioni geometriche), in cui invece è costante il rapporto tra due termini consecutivi.
Come esempio, si consideri l'investimento di una data somma di denaro P. Se l'interesse dell'investimento è semplice, ed è dell'8%, dopo un numero di anni pari a n il capitale iniziale diventa Pn = P + P × (0,08)n.
Le quantità annue formano allora una progressione aritmetica, la cui ragione (la differenza costante tra due termini successivi) è (0,008)P.
Se invece l'interesse dell'investimento è composto, dopo un certo numero di anni le somme annue prendono la forma di una progressione geometrica il cui termine generale è gn = P × (1,08)n.
In entrambi i casi è chiaro che Pn e gn sono destinati a crescere indefinitamente all'aumentare di n.
In generale, tuttavia, i termini di una successione non necessariamente crescono senza limite.
Ad esempio, al crescere di n la successione an = 1/n si avvicina al valore limite 0, e bn = A + B/n si avvicina più al valore sempre A.
In ciascuno di questi casi esiste quindi un numero finito L tale che, fissato un qualunque intervallo di tolleranza ε, i termini della successione, da un certo punto in poi, sono destinati a cadere entro l'intervallo da A − ε ad A + ε.
Ad esempio, nel caso della successione an = 2 + (−1)n/2n, L = 2.
Anche se assumessimo per ε un valore piccolissimo, come 1/10.000, si potrebbe dimostrare che per tutti gli n maggiori di 5000, i termini di questa successione non differiscono da 2 per più del valore ε.
Il numero L è chiamato il limite della successione, dal momento che anche se i suoi singoli termini possono essere minori o maggiori di L, alla fine si accumulano intorno al valore che esso assume.
Quando la successione ammette il valore limite L si dice che essa è convergente e che converge a L.
Allora, se la successione generica an converge a L, si scrive: limn an = L, e si legge «il limite di an per n che tende a infinito è uguale a L».
Serie
Il termine serie indica invece la somma a1 + a2 + … + an, o a1 + a2 + … + an + … dei termini di una successione.
Una serie può essere finita o infinita, a seconda che il numero di termini della successione corrispondente sia finito o infinito.
La successione s1 = a1, s2 = a1 + a2, s3 = a1 + a2 + a3, …, sn = a1 + a2 + … + an, …, è detta successione delle somme parziali della serie a1 + a2 + … + an + ….
La serie converge o diverge se e solo se converge o diverge la successione delle somme parziali.
Una serie si dice numerica se i suoi termini sono numeri; invece, se ogni termine è una funzione di una o più variabili, la serie è una serie di funzioni.
In particolare, una serie di potenze è una particolare serie di funzioni, data da a0 + a1(x − c) + a2(x − c)2 + … + an(x − c)n + …, in cui c e i termini an sono costanti.
Per le serie di potenze, determinare la convergenza o meno della serie vuol dire trovare, se esiste, l'insieme dei valori di x in corrispondenza dei quali si verifica la convergenza.
Se esiste un x per il quale la serie converge, allora l'insieme cercato è almeno quello degli x minori in valore assoluto di quello trovato.
La teoria della convergenza delle serie, elaborata dal matematico francese Augustin-Louis Cauchy intorno al 1820, ha grande importanza praticamente in ogni ramo della matematica pura e applicata.
Successioni di numeri reali
Sia f una funzione di una variabile, definita per ogni numero naturale positivo n e assumente sempre valori reali; si definisce successione di infiniti numeri reali (simbolo {an) l'insieme ordinato di numeri a1 = f(1), a2 = f(2), … an = f(n), ….
- limn→+∞ an = l (valore finito): successione convergente.
- Se limn→+∞ an = ±∞: successione divergente (positivamente o negativamente).
- limn→+∞ an non esiste: successione indeterminata.
- Successione limitata se esiste un numero positivo M tale che per ogni n risulta |an| ≤ M.
- Successione superiormente limitata se esiste un numero A tale che per ogni n sia an ≤ A.
- Successione inferiormente limitata se esiste un numero A tale che per ogni n sia an ≥ A.
Se per ogni n risulta:
- a) an < an+1: successione crescente in senso stretto.
- b) an ≤ an+1: successione crescente in senso lato.
- c) an > an+1: successione decrescente in senso stretto.
- d) an ≥ an+1: successione decrescente in senso lato.
Successione di Cauchy: ∀ ε > 0 ∃ δ > 0 ∀ r, s > δ: |ar − as| < ε.
Teorema: una successione di numeri reali è convergente se e solo se è una successione di Cauchy.
Rappresentazione grafica di una successione di numeri reali:
an = f(n): insieme di infiniti punti isolati di coordinate (n; an).
Progressione aritmetica
Sequenza di numeri tale che ciascuno di essi sia maggiore o minore del precedente di una quantità costante detta ragione.