Gianni Sammito Appunti di Analisi II
Funzioni a valori vettoriali
Una funzione a valori vettoriali è una funzione che ha come codominio l’insieme Rm, m ∈ N\{0}, o comunque un suo sottoinsieme non vuoto.
Nel caso in cui m = 1, la funzione considerata è scalare a valori reali, pertanto si nota che le funzioni scalari sono solo un caso particolare delle funzioni a valori vettoriali.
Il gradiente come funzione a valori vettoriali
Un esempio di funzione a valori vettoriali è il gradiente. Si consideri un insieme aperto A ⊂ Rn, e sia f : A → R una funzione di classe C1 di A, ovvero f ∈ C1(A).
In ogni punto del dominio le derivate prime di f sono continue, pertanto è differenziabile, dunque, preso x ∈ A, risulta
∇f(x) = (∂f/∂x1(x), …, ∂f/∂xn(x)).
Dunque il gradiente è a tutti gli effetti una funzione a valori vettoriali così definita
∇f : A → Rn : x ↦ (∂f/∂x1(x), …, ∂f/∂xn(x)).
Coordinate geografiche
Un altro esempio di funzione a valori vettoriali si può trovare nel considerare le coordinate geografiche. Fissato R ∈ R+, si consideri l’insieme A = {(x, y, z) ∈ R3 : x2 + y2 + z2 = R2}, ovvero l’insieme dei punti sulla superficie di una sfera di raggio R centrata nell’origine.
Latitudine e longitudine
Figura 1: Latitudine e longitudine
Conoscendo la latitudine θ ∈ [−π/2, π/2] e la longitudine φ ∈ [−π, π] di un generico punto P sulla superficie della sfera A, è possibile risalire alle coordinate cartesiane (x, y, z) mediante questa trasformazione
x = R cos(θ) cos(φ)
y = R cos(θ) sin(φ)
z = R sin(θ)
Questa trasformazione ha come dominio un sottoinsieme di R2, a cui è associata la coppia (φ, θ), e come codominio R3, a cui è associata la terna (x, y, z), quindi questa trasformazione è una funzione a valori vettoriali così definita
F : [−π, π] × [−π/2, π/2] → R3 : (φ, θ) ↦ (R cos(θ) cos(φ), R cos(θ) sin(φ), R sin(θ)).
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