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Scienze

Letteratura: Il bosco e le sue funzioni

Il Romanticismo: Giacomo Leopardi

L’Infinito

Lingua straniera (Francese): “Le cadre physique de la France”.

Il bosco

Musica: Il Romanticismo: Giuseppe Verdi

Geografia: La deforestazione e la desertificazione

Tecnologia: Le fonti di energia rinnovabili.

Storia: Congresso di Vienna; le tre guerre d’indipendenza; il Risorgimento

Arte e immagine: L’Impressionismo: Claude Monet, Campo di papaveri a Vetheuil

Introduzione

Nel mio percorso interdisciplinare ho voluto trattare alcune tematiche che hanno come punto di riferimento il progetto di educazione ambientale, in particolare quello sul bosco, svolto nel corso dei tre anni di Scuola Media con la professoressa Agnese Deidda, insegnante di matematica e scienze, e in collaborazione con la Scuola Media di Vallermosa e con l’Ente Foreste di Villacidro.

Questo progetto ha permesso alla classe 3E di approfondire la conoscenza del territorio circostante, attraverso delle visite guidate, che hanno permesso di conoscere sia la morfologia del territorio che quella della flora e della fauna locale.

In quest’ultimo anno scolastico, inoltre, durante un viaggio di istruzione di due giorni a Monti Mannu, la classe ha potuto migliorare le proprie conoscenze, visitando appunto il bosco di Monti Mannu e osservando tutte le varietà di piante di cui è costituito.

Questo progetto ci ha permesso di migliorare le nostre conoscenze, ma anche di conoscere dei nuovi amici che abbiamo potuto incontrare più volte nel corso di questo triennio.

Scienze

Il bosco e le sue funzioni

Il bosco o selva è un’ampia superficie di terreno coperto da alberi, solitamente d’alto fusto. Le forme di vita che troviamo in esso sono molto numerose, a partire dalle piante: alberi, arbusti ed erbe formano una schiera di differenti specie. In Italia, escludendo parte delle specie importate da altri paesi, se ne contano ben 5599.

In realtà, un bosco dovrebbe avere un’estensione minima di 2.000 m2, con altezza media degli alberi di almeno 5 m e una larghezza minima di almeno 20 m. Le leggi e i regolamenti forestali delle varie regioni italiane propongono, dal punto di vista legislativo, parametri diversi, ma comunque simili alla definizione precedente.

I boschi crescono in qualsiasi tipo di zona e in presenza dei più disparati climi, offrendo, proprio per questi elementi, la composizione di diverse specie. Osservando con un po’ di attenzione i nostri boschi capiamo subito che il bosco si presenta con diverse forme a seconda delle differenti condizioni ambientali in cui si trova.

La Sardegna è caratterizzata da un immenso patrimonio boschivo che da sempre è l’orgoglio del popolo sardo, che nei millenni l’ha saputo tutelare dai fenomeni del disboscamento.

La Sardegna vanta l’invidiabile record di avere una superficie forestale che copre più della metà dell’isola (50,36%), con tantissime foreste aperte al pubblico e visitabili attraverso tanti percorsi. I sentieri a volte sono indicati con cartelli indicatori e alcune foreste sono provviste di sentieri didattici.

I boschi di latifoglie rappresentano la quasi totalità dell’area forestale. Tra le categorie arboree più presenti spiccano le leccete (quasi il 50%), seguite dalle sugherete (quasi il 30%) e dai querceti di roverella (quasi il 16%).

La vastità dei boschi sardi ha permesso anche una tutela della fauna locale. Anche in Sardegna, però, molte specie sono a rischio di estinzione, ma grazie al ripopolamento il numero di queste specie è in continuo aumento. Grazie alle foreste dell’isola, i mufloni, i cervi e i daini sardi possono avere la speranza di diventare numerosi come molti anni fa.

Nel nostro territorio oltre ai boschi di leccete, sugherete e querceti di roverella è presente la macchia mediterranea, tipica delle regioni mediterranee costiere. Essa è caratterizzata da piante sempreverdi e, nonostante le diverse specie, tutte hanno delle caratteristiche comuni: crescita bassa, fusti resistenti, foglie rigide e coriacee.

Le specie arbustive tipiche sono:

  • Erica arborea (Erica)
  • Cistus salviifolius (Cisto femmina)
  • Pistacia lentiscus (Lentisco)
  • Laurus nobilis (Alloro)
  • Cistus incanus (Cisto maschio)
  • Arbutus unedo (Corbezzolo)
  • Cistus monspeliensis (Cisto marino)
  • Myrtus communis (Mirto)
  • Rosmarinus officinalis (Rosmarino)
  • Phillyrea latifolia (Ilatro)
  • Phillyrea angustifolia (Ilatro sottile)
  • Spartium junceum (Ginestra odorosa)
  • Calycotome spinosa (Ginestra spinosa)
  • Lavandula stoechas (Lavanda selvatica)

Relazione sul viaggio di istruzione di due giorni nella Foresta di Montimannu

Il viaggio si è svolto mercoledì 12 novembre 2008 insieme alla classe 3ª B.

Alle 8.30 lo scuolabus ci aspettava per accompagnarci alla “Locanda del Parco”, struttura ricettiva realizzata dal recupero dei locali dell’ex colonia.

Durante il tragitto abbiamo visto la diga sul Rio Leni. Una volta superata la diga abbiamo incontrato una vera e propria foresta caratterizzata da lecci, olivastri, corbezzoli, fillirea e da tutte le piante tipiche della macchia mediterranea.

Nella zona chiamata “Canale Serci” abbiamo potuto vedere la presenza della vecchia miniera e una bella palazzina che attualmente ospita la direzione dell’Ente Foreste.

Continuando il nostro tragitto siamo arrivati al Vivaio “Camp ‘E Isca”, ricchissimo di tutte le specie della macchia mediterranea e non solo.

Una volta arrivati alla “Locanda del Parco” abbiamo depositato i bagagli e ci siamo abbigliati per l’escursione alle cascate di “PiscinIrgas”.

Successivamente ci siamo recati alla “Cantina Ferraris”, costruita ai primi del ’900 dall’ingegner Ferraris, che dirigeva il taglio del bosco nella foresta di Monti Mannu. I boscaioli incaricati del taglio erano dei professionisti toscani che si rifornivano alla cantina Ferraris di tutti i viveri necessari (olio, latte, vino, pane, ecc.). Poi abbiamo continuato il percorso lungo il sentiero 109 che a un certo punto si biforca: noi abbiamo svoltato per il sentiero 113, la nostra meta erano infatti le “Cascate di PiscinIrgas”, come indicato dal cartello.

Guidati dal signor Mundino (fratello della prof.ssa) e dalla prof. Deidda abbiamo iniziato a percorrere il sentiero attraversando il rio Cannisoni grazie a un ponte in ferro realizzato anni fa dagli scout: la prima parte del sentiero è stata molto faticosa perché era tutta in salita.

Durante il tragitto abbiamo notato resti di carbonaie e delle vecchie case che servivano come rifugio per animali e capre. Dopo varie soste siamo riusciti ad arrivare a 610 m di altitudine. A questa altezza abbiamo potuto ammirare:

  • Punta s’Acqua Piccinna (1012 m)
  • Punta Magusu (1023 m)
  • Punta Piscinirgas (685 m)

Ed ecco che, dopo aver ammirato lo splendido panorama, abbiamo ripreso il cammino e dopo circa 20 minuti siamo finalmente arrivati alla cascata del Rio Oridda.

Abbiamo potuto anche ammirare delle maestose piante di mirto con fusti molto grossi e robusti e molti esemplari di corbezzolo.

Poi verso le 15.00 abbiamo ripreso il nostro sentiero e siamo tornati alla “Locanda del Parco”.

Il giorno dopo, invece, la Forestale ci ha accompagnato alla ex caserma per vedere i cervi.

Ne abbiamo visti circa otto, fra cui il maschio dominante; erano veramente belli e, attraverso i binocoli, siamo riusciti a vederli da vicino. I cervi si sono estinti e poi sono tornati a Montimannu con un intervento di ripopolamento portato avanti dalla Forestale negli anni ’80 e ’90.

Il cervo è considerato come il più importante esemplare di fauna sarda; secondo gli studiosi è stato introdotto in Sardegna nella Preistoria.

Il cervo si è adattato all’ambiente in cui vive ed è definito unico per il suo endemismo, anche se negli anni i cervi stanno diminuendo; le cause della diminuzione dei cervi sono diverse:

  • Deforestazione
  • Incendi
  • Caccia (aperta fino al 1939)
  • Bracconaggio

Per evitare l’estinzione si è creata un’attività di ripopolamento: nel 1980/90 sono state create delle zone chiuse dove i cervi sono ancora presenti.

A Monti Mannu ci fu la reintroduzione nel 1987 e ora sono riusciti a raggiungere un numero consistente. Ora le specie in Sardegna sono circa 6000.

Il viaggio d’istruzione ha previsto anche che la Forestale tenesse una lezione sulle funzioni del bosco nella sala conferenze della “Locanda del Parco”.

Il bosco è produttore d’ossigeno e ha una:

  • Funzione protettiva
  • Funzione produttiva
  • Funzione paesaggistico-ricreativa
  • Funzione della salvaguardia della biodiversità

Funzione protettiva

Il bosco protegge il suolo da erosioni, desertificazioni, dissesto idrogeologico e frane.

L’erosione è un insieme di processi che conducono alla degradazione e spesso al livellamento di un rilievo e, in generale, alla disgregazione delle rocce.

L’erosione è dovuta alle violente raffiche di vento, piogge e ghiaccio. La pioggia violenta infatti stacca dalla parte più solida del terreno delle particelle di terra.

Il bosco, attraverso le sue chiome, intercetta le gocce di pioggia e le fa giungere al suolo con meno violenza; anche la lettiera (resti di foglie, rametti…) protegge il suolo dalla pioggia violenta.

L’acqua assorbita dalla lettiera viene portata in profondità e arricchisce le falde acquifere, rendendola utile per l’uomo.

Le frane si verificano quando le pendici dei monti, prive di vegetazione, sono colpite da piogge violente.

Funzione produttiva

I prodotti del bosco sono:

  • Legna da ardere e da lavoro
  • Carbone
  • Sughero
  • Funghi
  • Ghiande
  • Castagne
  • Mirto
  • More
  • Carrube

Funzione paesaggistico-ricreativa

Il bosco, spesso, viene utilizzato dai turisti per scampagnate e aree per picnic.

Funzione della salvaguardia della biodiversità

Le piante caratteristiche sono:

  • Piante erbacee ed arbustive
  • Funghi
  • Mammiferi
  • Insetti
  • Alberi (leccio, sughera…)
  • Uccelli

Dopo questa lezione, siamo scesi al vivaio ma, nonostante la pioggia, siamo riusciti a visitarlo.

Quando siamo arrivati gli operai forestali stavano preparando delle vitocelle e così, visto il tempo, anche noi abbiamo dato una mano.

Verso le 12.30 siamo tornati alla “Locanda del Parco”, abbiamo pranzato e poi abbiamo preparato i bagagli e abbiamo aspettato il rientro a casa.

Alle 16.00 è arrivato lo scuolabus e tutti siamo tornati a Villacidro.

È stata un’esperienza bellissima e ci siamo divertiti tantissimo.

Geografia

La deforestazione e la desertificazione

Con il termine deforestazione si indica l’azione dell’uomo che sottrae continuamente il territorio alle foreste senza un’adeguata riforestazione. L’uomo ha sempre sfruttato le risorse forestali, il legno infatti è stato utilizzato come materiale da costruzione e, fino alla scoperta dei combustibili fossili, come fonte energetica.

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