Equazioni differenziali ordinarie
Gianni Sammito Equazioni differenziali ordinarie www.matematicamente.it
Un’equazione differenziale è un’equazione in cui l’incognita è una funzione, anziché un semplice numero, e tale funzione può apparire con diversi ordini di derivazione. Un’equazione differenziale si dice di ordine n se il grado massimo di derivazione della funzione incognita è n.
Esempi introduttivi
Esempio: il calcolo di una primitiva consiste nella risoluzione di una semplice equazione differenziale del primo ordine. Risolvere ∫ sin(x)dx equivale a trovare una funzione y(x) tale che y′(x) = sin(x).
La soluzione di questa equazione differenziale è y(x) = −cos(x) + c, c ∈ R arbitrario, quindi infinite funzioni sono soluzione dell’equazione differenziale.
Per selezionare una sola particolare soluzione è possibile inserire una condizione ulteriore sulla funzione, ad esempio:
y′(x) = sin(x)
y(π/2) = 4
La condizione è soddisfatta solo se −cos(π/2) + c = 4, ovvero se c = 4, e l’unica soluzione è y(x) = −cos(x) + 4.
Esempio: attraverso equazioni differenziali è possibile modellare il comportamento della corrente in un circuito RLC.
C
E L
R
Figura 1: Circuito RLC serie con tensione di alimentazione costante
Conoscendo le grandezze E, R, L, C è possibile determinare, per ogni istante t, quant’è la corrente i(t) che passa nel circuito, visto che soddisfa questa equazione differenziale:
L d2i(t)/dt2 + R di(t)/dt + i(t)/C = 0.
Esempio: anche la seconda legge della dinamica, F⃗ = m a⃗, è un’equazione differenziale. Se x⃗(t) è la posizione di un punto materiale di massa m all’istante t, allora velocità e accelerazione valgono:
v⃗(t) = x⃗′(t), a⃗(t) = x⃗″(t).
F⃗ può dipendere da t, da x⃗(t), da v⃗(t) (forza viscosa), ovvero F⃗ = F⃗(t, x, x′). Quindi l’equazione F⃗ = m a⃗ equivale a questa equazione differenziale:
x⃗″(t) = 1/m F⃗(t, x, x′).
Datazione con il C14
Esempio: datazione con il C14. Sia y(t) = quantità di C14 presente in un pezzo di legno fossile al tempo t.
Durante l’intervallo di tempo da t a t + Δt, con Δt arbitrariamente piccolo, la quantità di C14 diminuisce, quindi una quantità Δy di C14 si disintegra, ovvero:
y(t + Δt) = y(t) − Δy.
Δy è direttamente proporzionale al tempo passato e alla quantità di C14, quindi:
Δy = ky(t)Δt.
Da questo si deduce che y(t + Δt) = y(t) − ky(t)Δt, da cui:
y(t + Δt) − y(t) / Δt = −k(t).
Ma visto che Δt → 0, questo equivale a y′(t) = −ky(t).
Supponendo y(t) > 0, in quanto è una quantità di materiale, dividendo per y(t) ad ambo i membri si ottiene:
y′(t)/y(t) = −k.
Per determinare la soluzione dell’equazione differenziale conviene ora integrare ambo i membri fra 0 e T, T ∈ R:
∫0T y′(t)/y(t) dt = −k∫0Tdt ⇒ [ln(y(t))]0T = [−kt]0T.
Ovvero ln(y(T)) = −kT + ln(y(0)) ⇒ y(T) = e−kTy(0) ⇒ y(T) = y(0)e−kT.
Supponiamo che t = 0 sia l’istante in cui una pianta è morta, e t = T sia l’istante attuale.
Conoscendo y(T) (si può misurare, è la quantità attuale di C14) e conoscendo y(0) (è la quantità media di C14 nell’atmosfera), si può ricavare T:
T = −1/k ln(y(T)/y(0)).
Definizioni
In generale, un’equazione differenziale del tipo f(x, y(t), y′(t), . . . , y(n)(t)) = 0 viene chiamata di ordine n perché è la derivata n-esima quella di ordine più grande ad apparire.
Quando un’equazione differenziale ordinaria, nel seguito si userà spesso l’abbreviazione EDO, è scritta così:
y(n)(x) = F(x, y(x), y′(x), . . . , y(n−1)(x))
si dice che è in forma normale.
Definizione: sia y : I → R, dove I ⊂ R è un intervallo, una funzione derivabile almeno n volte. Se
y(n)(x) = F(x, y(x), y′(x), . . . , y(n−1)(x)) ∀x ∈ I
allora y è la soluzione dell’equazione differenziale. Risolvere un’equazione differenziale significa trovare tutte le funzioni che la soddisfano.
Equazioni di ordine superiore
Esempio: si risolva la seguente EDO del 2º ordine:
y″(x) = x.
Integrando ambo i membri una volta si ottiene:
y′(x) = 1/2 x2 + c, c ∈ R.
Integrando una seconda volta si arriva a:
y(x) = 1/6 x3 + cx + d, c, d ∈ R.
Per selezionare un’unica soluzione è necessario dare almeno altre due condizioni su y(x). Ad esempio y(0) = 1 ⇒ d = 1.
y′(0) = 2 ⇒ c = 2.
Tenendo conto anche di queste condizioni la soluzione cercata è y(x) = 1/6 x3 + 2x + 1.
Esempio: risolvere la seguente EDO del primo ordine:
y′(x) = 3√(y(x)2/3), y(0) = 0.
Di sicuro la funzione y(x) ≡ 0 ∀x soddisfa sia l’equazione differenziale che la condizione.
Dividendo per 3√(y(x)2) si ottiene:
y′(x)/(3√(y(x)2)) = 1.
Integrando ambo i membri si ottiene:
∫0x y′(t)/(3√(y(t)2))dt = ∫0xdt.
Da cui:
[√[3]{y(t)}]0x = x ⇒ √[3]{y(x)} = x ⇒ y(x) = x3.
Anche questa soluzione rispetta sia l’equazione che la condizione; in questo caso sono state trovate due soluzioni distinte.
Problema di Cauchy
Un’equazione differenziale a cui vengono associate una o più condizioni sulla soluzione viene detto problema di Cauchy. Si consideri un’equazione differenziale vettoriale del tipo:
y′ = F(t, y),
dove F : I × A → Rn, con A ⊂ Rn, I ⊂ R, e
F(t, y(t)) = (f1(t, y(t)), f2(t, y(t)), . . . , fn(t, y(t)))
y = y(t) = (y1(t), y2(t), . . . , yn(t)).
L’equazione differenziale vettoriale y′ = F(t, y) rappresenta un sistema di n equazioni differenziali del primo ordine:
- y′1 = f1(t, y(t));
- y′2 = f2(t, y(t));
- ..
- y′n = fn(t, y(t)).
Il problema di Cauchy associato al sistema consiste nel trovare una soluzione almeno del sistema soddisfacente alla condizione iniziale y(t0) = y0 ∈ Rn, dove t0 e y0 sono assegnati. In modo più sintetico si scrive:
y′ = F(t, y)
y(t0) = y0.
In particolare (t0, y0) ∈ I × A, ovvero t0 ∈ I e y0 ∈ A. Si noti che I × A è il dominio di F.
Trovare una soluzione del problema di Cauchy significa trovare una funzione y : J → A, con J ⊂ I e t0 ∈ J tale che:
y′(t) = F(t, y(t)) ∀t ∈ J
e y(t0) = y0.
Esempio: questo è un problema di Cauchy:
y′(t) = 3√(y(t)2/3), y(0) = 0.
Come già osservato nell’esempio precedente il problema ha almeno due soluzioni, in realtà ne ha infinite:
y ≡ 0 y(t) = t3.
In questo caso F(t, y) = 3√(y2/3). Osserviamo che:
∂F/∂y = 1/(3√[3]{y})
ovvero non è derivabile rispetto a y in y = 0. La condizione iniziale è y(0) = 0, e coinvolge proprio un punto in cui la funzione non è derivabile. È questo il motivo per cui il problema di Cauchy ha infinite soluzioni. Varrebbe la stessa cosa se la condizione iniziale fosse y(1) = 0.
Teorema di esistenza e unicità
Sia I ⊂ R un intervallo aperto, e sia A ⊂ Rn un insieme aperto. Consideriamo una funzione a valori vettoriali:
F : I × A → Rn : (t, y) ↦ F(t, y).
Sia (t0, y0) ∈ I × A un punto appartenente al dominio di F, e supponiamo che:
- F sia continua in I × A, cioè nel suo dominio;
- ∂F(t, y)/∂(y1, y2, ..., yn) esiste ed è continuo in I × A.
Teorema di esistenza e unicità: se queste ipotesi sono soddisfatte, allora il problema di Cauchy
y′ = F(t, y)
y(t0) = y0
ha una ed una sola soluzione y definita in un opportuno intorno J di t0.
Corollario: la conclusione del precedente teorema continua ad essere vera se F ∈ C1(I × A). La sola continuità basta a garantire che il problema ammetta almeno una soluzione.
Soluzioni che scoppiano, blow-up
Esempio: soluzioni che scoppiano, blow-up.
Si consideri il seguente problema di Cauchy:
y′ = yα, α ∈ R \ {1}
y(0) = 1.
In questo caso F(t, y) = yα, e il suo dominio è R × ]0, +∞[, infatti t può assumere qualsiasi valore mentre y può assumere solo valori positivi. Inoltre:
(t0, y0) = (0, 1) ∈ R × ]0, +∞[.
Dato che F ∈ C1(R × ]0, +∞[), il teorema di esistenza e unicità è applicabile, pertanto la soluzione a questo problema esiste ed è unica. Moltiplicando ambo i membri per y−α si ottiene:
y−αy′ = 1.
Quindi:
∫0t y−α(s)y′(s) ds = ∫0t ds ⇒ [y1−α/(1−α)]0t = t.
Ovvero:
y1−α(t)/(1−α) − y1−α(0)/(1−α) = t.
Ma se y(0) = 1, allora y1−α(0) = 1 per ogni α ∈ R \ {1}. Quindi:
y1−α(t) = (1 − α)t + 1 ⇒ y(t) = ((1 − α)t + 1)1/(1−α).
Supponendo α > 1, la soluzione si può scrivere come:
y(t) = [1 − (α − 1)t]−1/(α−1) = 1/[1 − (α − 1)t]1/(α−1).
Tutte queste soluzioni hanno un denominatore che si annulla in:
t = 1/(α − 1).
In questo punto c’è un asintoto verticale, ovvero la soluzione esplode in t = 1/(α − 1); di conseguenza non ha senso considerare le soluzioni dopo quel punto. Quindi y è definita, come soluzione, in ]−∞, 1/(α − 1)[.
Anche se la funzione y è definita per t > 1/(α − 1), in realtà in tale intervallo non è soluzione del problema di Cauchy.
Equazioni differenziali a variabili separabili
Le equazioni differenziali a variabili separabili sono equazioni scalari, del primo ordine, che si possono scrivere in questa forma:
y′ = g(x)h(y).
Per risolvere equazioni differenziali a variabili separabili è sufficiente seguire questo procedimento risolutivo.
Per prima cosa si osserva che tutti i valori y0 ∈ R tali che h(y0) = 0 danno luogo a soluzioni costanti y ≡ y0 ∀x. Infatti se y(x) = y0 allora y′(x) = 0, e se h(y0) = 0 allo stesso modo g(x)h(y0) = 0. Quindi il primo passo è quello di trovare tutte le soluzioni costanti risolvendo h(y) = 0.
Una volta trovate le soluzioni costanti si divide per h(y):
y′/h(y) = g(x)
e si integra ambo i membri:
∫g(x)dx = G(x) + c1, c1 ∈ R.
∫dy/h(y) = H(y) + c2, c2 ∈ R.
Posto c = c1 − c2:
H(y) = G(x) + c.
È un’equazione algebrica in cui non appaiono derivate. Se all’equazione differenziale è associato un problema di Cauchy, sostituendo la condizione iniziale è possibile ricavare c. Se H è iniettiva risulta:
y = H−1(G(x) + c).
Esempio
Esempio: risolvere la seguente equazione differenziale a variabili separabili:
y′ = xy2.
Per prima cosa si trovano le soluzioni costanti tali che:
y2 = 0 ⇒ y ≡ 0.
Dividendo per y2 si ottiene:
y′/y2 = x.
∫x dx = 1/2 x2 + c1, c1 ∈ R.
∫y−2dy = −1/y + c2, c2 ∈ R.
Quindi la soluzione si trova risolvendo:
−1/y = 1/2 x2 + c, c ∈ R.
Ovvero:
y = −1/(1/2 x2 + c).
Se ci fosse stata associata la condizione y(5) = 0 la soluzione sarebbe stata y ≡ 0, e difatti non esiste c ∈ R tale che:
0 = −1/(1/2 x2 + c).
Un problema di Cauchy a variabili separabili
Esempio: risolvere il seguente problema di Cauchy:
y′ = (2x + 1)√(y2 − 1)
y(−1) = −2.
f(x, y) = (2x + 1)√(y2 − 1), pertanto il suo dominio massimale è R × (]−∞, −1] ∪ [1, +∞[).
La funzione f è di classe C1 nell’aperto R × (]−∞, −1] ∪ [1, +∞[) e tale insieme contiene il
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.