Concetti Chiave
- L'Innominato viene accolto con affetto dal cardinale Federigo, che esprime gratitudine per la sua visita e riconosce il ritardo nel cercarlo.
- Le parole piene di amore del cardinale sciolgono il gelo nel cuore dell'Innominato, portandolo a un pianto liberatore e a un forte abbraccio.
- In un momento di riflessione, l'Innominato si rende conto di una scelleratezza passata che può subito riparare, motivandolo all'azione.
- Federigo organizza immediatamente il salvataggio di Lucia, facendo chiamare don Abbondio e una donna per accompagnare l'Innominato al castello.
- All'arrivo al castello, l'Innominato rassicura don Abbondio, il quale, pur non entusiasta, si sente sollevato dal suo atteggiamento dolce e rassicurante.
L'incontro tra l'Innominato e il cardinale
L'Innominato, tra la meraviglia e i mormorii della gente che sostava in anticamera, viene introdotto alla presenza del cardinale. Federigo, lieto per «la speranza concepita al primo annunzio d'una tal visita», lo riceve «con un volto premuroso e sereno, e con le braccia aperte», come persona desiderata, ed è il primo a rompere il silenzio dicendosi grato di «una sì buona risoluzione», quantunque per lui «abbia un po' del rimprovero»; infatti egli si è fatto prevenire, mentre da tanto tempo avrebbe dovuto andare lui dall'Innominato. Questi «commosso e sbalordito» stava in silenzio, mentre il cardinale parlava ancora più affettuosamente, alludendo a ciò che l'Innominato «non aveva ancor detto, né era ben determinato di dire».
Il pianto liberatore dell'Innominato
Le parole di Federigo, piene d'amore e di speranza, sciolsero il gelo della disposizione dal cuore dell'Innominato che scoppiò in un pianto liberatore: i due caddero l'uno nelle braccia dell'altro. Nelle parole del cardinale vi era già definito il compito avvenire dell'Innominato: riparare i torti, spargere beneficenze, sollevare gli afflitti.
La missione di riparazione dell'Innominato
Nell'impeto dei nuovi sentimenti, il signore, pensando con rimorso a tante scelleratezze irrimediabilmente commesse, si ricorda improvvisamente di una non ancora compiuta e che poteva subito riparare.
Il viaggio al castello per salvare Lucia
In breve racconta al cardinale la prepotenza fatta a Lucia e Federigo fa chiamare subito don Abbondio e una donna «di cuore e di testa» moglie di un sarto, perché accompagnino l'Innominato al suo castello e ne traggano Lucia. Contemporaneamente fa avvertire Agnese per dare a Lucia la consolazione di rivedere subito sua madre. Don Abbondio fu tutt'altro che entusiasta dell'idea del suo superiore. Un comico soliloquio rivela gli intimi pensieri di don Abbondio, completando il rifatto di lui, di quell'uomo non cattivo, ma pavido ed egoista che conoscevamo fin dalle prime pagine del romanzo.
Il dialogo tra l'Innominato e don Abbondio
Arrivati al castello, l'Innominato con volto sereno dice a don Abbondio: «Signor curato, non le chiedo scusa dell'incomodo che ha per cagion mia: lei lo fa per Uno che paga bene, e per questa sua poverina». A quella espressione dolce, a quelle parole, don Abbondio si sente allargare il cuore e risponde con un «le pare?» che esprime più liberazione che edificazione. L'Innominato allora, aperta la porta e fatti entrare il curato e la donna, «s'avviò davanti a loro alla scaletta; e tutti e tre salirono in silenzio».
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del primo incontro tra l'Innominato e il cardinale?
- Come reagisce l'Innominato alle parole del cardinale?
- Qual è la missione che l'Innominato si prefigge dopo l'incontro con il cardinale?
- Come si comporta don Abbondio durante il viaggio al castello per salvare Lucia?
L'incontro rappresenta un momento di speranza e riconciliazione, con il cardinale che accoglie l'Innominato con affetto, rompendo il silenzio e mostrando gratitudine per la sua visita, come evidenziato nel testo.
Le parole piene d'amore e speranza del cardinale sciolgono il gelo nel cuore dell'Innominato, portandolo a un pianto liberatore e a un abbraccio reciproco, come descritto nel racconto.
L'Innominato si sente spinto a riparare i torti commessi, a spargere beneficenze e a sollevare gli afflitti, come indicato dalle parole del cardinale che definiscono il suo compito futuro.
Don Abbondio mostra inizialmente riluttanza e paura riguardo all'idea del cardinale, ma si sente sollevato e liberato dalle parole gentili dell'Innominato, come rivelato nel suo dialogo con lui.