Promessi sposi-Analisi del X capitolo

Nel X capitolo dei Promessi sposi si racconta dei primi anni nel convento di Monza di Gertrude e della sua completa riluttanza verso il contesto in cui si ritrovava a vivere.
Il testo è incentrato sui sentimenti di Gertrude e, in particolare, sul suo disagio interiore derivante da una vita costretta e dal suo profondo odio verso le monache che vivevano insieme a lei; ciò ci viene ben annunciato dal titolo:"Inquietudini e insofferenze nei primi anni di convento" che ci esplicita subito il contenuto del brano.
Il testo è formato tanto da sequenze descrittive quanto da sequenze narrative e vi si riscontra la totale assenza di parti dialogate permettendo di cogliere l'importanza che Manzoni ripone nel presentare al meglio ogni situazione o momento.
La protagonista del brano è Gertrude che è un personaggio dinamico, poiché viene presentata in atteggiamenti diversi a seconda delle situazioni e del suo eventuale interlocutore palesandoci la sua confusione interiore nel vivere una vita che non è la sua.
Le vicende si svolgono all'interno del convento di Monza in uno spazio chiuso e non ben definito. Le azioni avvengono nell'arco di pochi anni, i fatti sono narrati in ordine cronologico e vengono presentati attraverso varie scene quasi come se si assistesse allo spettacolo teatrale dell'agonia di Gertrude.
Il narratore è esterno e onnisciente e presenta i fatti in terza persona in linea con lo stile di Manzoni. E' presente il campo semantico del rimpianto (rammarico, aborrimento, nostalgia) e quello della sofferenza (malinconia, scostanza, insofferenza, inquietudine), il registro è medio e la sintassi è complessa e tortuosa e ciò sta a rappresentare la situazione difficile e complicata di Gertrude.
Sono presenti diverse metafore: "strada", "laberinto"," precipizio" (r. 460), "si rodeva" (r.471), "ne faceva una scena di commedia" (r.519); 3 similitudini: "come pinzochere" (r.490), "come ipocrite" (r.491), "come il naufrago" (r.500); 2 climax:"rammarico,aborrimento, vagar faticoso"(r.465-466), "idolatrava, deplorava, invidiava"(r.471-472) e un'iperbole "disfaceva mille volte"(r.469).
Manzoni denuncia il costume della "monacazione forzata" e di ciò che esso comporta poichè questo fenomeno era tipico dell' Ottocento, età durante la quale Manzoni visse.
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