Concetti Chiave
- Il capitolo esplora gli effetti positivi della conversione dell'Innominato e il ritorno di Lucia a un ambiente familiare grazie alla mediazione di una popolana.
- Il sarto emerge come figura significativa, capace di tradurre la dottrina del cardinale nel linguaggio popolare, incarnando le aspirazioni letterarie e morali dei romantici lombardi.
- La solidarietà si diffonde tra i personaggi grazie al cardinale Federigo Borromeo, che affronta responsabilità pastorali e promuove un cambiamento sociale e morale.
- L'Innominato, attraverso il suo discorso ai bravi, trasmette un messaggio di responsabilità attiva, anche se le reazioni dei bravi sono spesso dettate da interessi personali.
- Il discorso dell'Innominato ai suoi bravi è caratterizzato da fermezza e offre scelte chiare, stimolando reazioni diverse, che vanno dalla paura del male alla considerazione utilitaria.
Sequenze narrative
1) La liberazione di Lucia2) Il ritorno al paese
3) La partenza di Don Abbondio
4) Lucia accolta in casa del sarto
5) La famigliola del sarto
6) La famigliola del sarto a tavola
7) L’arrivo di Agnese
8) La visita del cardinale Federigo Borromeo
9) L’Innominato parla ai suoi bravi
Introduzione
Il capitolo mostra gli effetti positivi della conversione dell’Innominato e il rovesciamento della congiura che era stata mossa verso Lucia. La mediazione, che è stata inutile, della vecchia, incaricata di sorvegliare Lucia scompare e subentra quella della popolana che con la sua ospitalità e col suo linguaggio restituisce a Lucia il mondo famigliare di tutti i giorni, a cui la ragazza è abituata.
Ruolo del sarto e riflessione sul suo discorso
Il sarto non è un semplice intermediario, ma un suo valore autonomo; è un appassionato lettore di narrativa popolare, fiero e timido insieme nei confronti delle risorse della parola. Per questo, egli sembra proprio rappresentare quel “popolo” che è vittima della miseria, ma è anche lontano dalle raffinatezze, in cui i romantici lombardi vedevano il loro pubblico. Il suo discorso, con il contrappunto ironico delle voci dei bambini, è pieno di ammirazione per le parole del cardinale e per la loro portata culturale: la dottrina del Cardinale si è saputa tradurre nel linguaggio del popolo. In sintesi, si può affermare che il sarto ha saputo afferrare un aspetto importante della personalità del cardinale e, insieme, un problema fondamentale della cultura del tempo costituito dalla ricerca di un linguaggio letterario comunicativo, simile il più possibile a quello parlato e al servizio della circolazione delle idea. Il problema appassionava molto i romantici dell’epoca e lo stesso Manzoni. Ad un certo punto, il sarto si interrompe perché per entrare in una nuova fase ha bisogna di una pausa. Da questo punto in poi, egli non riflette più sul valore intellettuale delle parole del cardinale, ma anche sul messaggio morale che esse trasmettono (“la disgrazia non è il patire, e l’esser poveri: la disgrazia è il fare del male). E questo messaggio non è soltanto compreso, ma è subito tradotto in pratica; infatti, il sarto sa passare dall’ammirazione alla pratica, dalle parole all’azione. A questo, dobbiamo aggiungere un’altra considerazione: in qualità di lettore di romanzi di contenuto cavalleresco e sacro, sa essere in concreto un paladino, pronto a sostenere le creature più deboli, come la ragazza rapita e la vedova, tutto in spirito di fede.
La mediazione positiva si diffonde
La solidarietà, nata nel capitolo XXIII, si rivela contagiosa e si diffonde quasi in modo concentrico e sempre più alto intorno ai personaggi, a cui fa da raccordo la figura del Cardinale. Lucia è la prima, ma non l’unica destinataria del soccorso: il capitolo, che si apre con la sua liberazione, si conclude col messaggio liberatorio portato dall’Innominato ai bravi. Prosegue e si approfondisce, infatti, l’intesa tra il Cardinale e l’Innominato, che si assumono delle responsabilità molto ampie. Federigo fa visita alla famiglia del sarto e spinge la sua indagine fino in fondo, cioè fino a scoprire le colpe di don Abbondio e la necessità del sarto e dei suoi debitori, affrontando nel modo più diretto i suoi compiti pastorali e di ricognizione e di intervento. Anche l’Innominato, investendo i suoi bravi della dignità di una scelta, mette in pratica lo stesso principio di responsabilità attiva che cerca di trasformare l’ambiente. La conversione non è comunque contagiosa e non scongiura le perplessità e le reazioni interessate di molti bravi alle proposte del loro signore; come epilogo della giornata memorabile, torna a rivelarsi la continuità dell’esistenza quotidiana che però ha ricevuto una nuova spinta morale.