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I Malavoglia - Giovanni Verga. Analisi e commento

I Malavoglia è un romanzo che rappresenta al meglio la poetica del Verismo, reso dall’autore grazie ai dettagli nella narrazione e rappresentazione di luogo e tempo: è realistico il ritmo di vita invariabile del paesino di Aci Trezza, scandito dalle tradizioni, dai riti religiosi, dal ciclo delle stagioni e del lavoro dei campi; allo stesso tempo anche lo spazio è decisamente realistico. I luoghi del romanzo sono quelli tipici del paese: la farmacia, il sagrato, l’osteria e il lavatoio. Grazie a tutto questo Verga riesce a costruire una pluralità di storie che s’intrecciano.
Il tema principale del romanzo è il passaggio dal vecchio al nuovo, in particolare il contrasto economico tra un paese povero ma sereno, fedele alle tradizioni, e l’arrivo delle novità, il progresso della società che minaccia le abitudini del paesino. Padron ‘Ntoni, da una parte, incarna il patriarca, colui che resta fedele al proprio lavoro di pescatore; dall’altra lo zio Crocifisso, usuraio, che imposta la sua vita sui valori dell’utile e del guadagno.

Il passaggio inevitabile dal vecchio al nuovo colpisce però anche Padron ‘Ntoni, che da pescatore vorrebbe diventare un imprenditore della pesca: si impegna nell’affare dei lupini chiedendo un prestito allo zio Crocifisso, ma il naufragio della Provvidenza porta sul lastrico la famiglia. Il nipote ‘Ntoni, inoltre, rappresenta la voglia di ribellione oppposta alle caratteristiche del nonno. ‘Ntoni parte, in cerca di fortuna, ma torna scoraggiato e impoverito. Verga non lo condanna totalmente, infatti lo slancio verso il nuovo è una parte fondamentale dell’animo umano.
Questo conflitto costante tra vecchio e nuovo non si limita solo all’ambito economico, ma vengono raccontate tutte le novità che si affacciavano nelle vite della gente in quel periodo storico: l’Italia unita, la leva e l’obbligo scolastico, le tasse e il capitalismo, le novità tecnologiche.

Ciò che mi ha colpito e appassionato del romanzo è stata soprattutto la tecnica narrativa convincente: il narratore elimina la distanza dai personaggi usando il discorso indiretto libero, e inserisce all’interno del discorso del narratore, ciò che viene detto dai personaggi. Tutto il romanzo è raccontato dal popolo, da punti di vista diversi e soggettivi, ma è questa comunità, la gente, a dare oggettività al narrato. Il narratore è nascosto, ma sempre presente: indossa ogni volta la maschero di un personaggio diverso, assumendo i suoi pensieri e linguaggio.

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