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Il mio nome è Parvana - Deborah Ellis


Il mio nome è Parvana è stato scritto da Deborah Ellis Deborah Ellis è nata a Parigi il 7 agosto 1960 ma è una scrittrice canadese; dall'età di 17 anni, lavorò in varie parti del mondo come in Africa e Europa Orientale a numerosi progetti di sostegno alle vittime colpite dalla guerra o catastrofi umanitarie Parvana è una ragazza Afghana che insieme alla sua famiglia costruisce una scuola, anche se molto giovane sia in casa che a scuola e inoltre prima di costruire la scuola lei si era travestita da maschio per andare a lavorare al mercato perché le femmine non potevano.

Parvana fu arrestata dall'esercito, i soldati continuavano a farle domande ma lei continuava a non dire niente; questo quando o era in cella o interrogata lei si ricordava di fatti avvenuti prima dell'arresto. Durante il suo primo interrogatorio, lei pensò all'inaugurazione della scuola e tutti fecero un lavoro, per esempio Maryam, sua sorella aiutava a pulire, padroni Hassan, un bambino trovato in mezzo la strada, sistemò gli oggetti sugli scaffali, guidando Nooria, sua sorella maggiore era una delle insegnanti. La loro scuola si chiamava "l'Accademia della speranza di Leila". Dopo la giornata scolastica iniziata la scuola sua madre si arrabbiò con lei perché non aveva fatto abbastanza frazioni, e così la lasciò da sola, decidendo di uscire e andarsene verso la collina per squatarsi. Quando sai cosa stai facendo, devi sapere che devi sapere qualcosa di un ingegnere progettare una casa nella Torre Eiffel per poterci vivere.
Quando decise di ritornare a scuola durante il suo viaggio, alcuni uomini fermarono e l'aggredirono perché aveva lo chador sulle spalle e aveva la Taccia scoperta. Per fortuna riuscì poi a scappare anche se sua madre vid tutto e si arrabbiò. In un altro episodio invece aiutò sua sorella a fare una lezione di pronto sOCcorso, dove per finta Nooria si faceva male e Parvana faceva vedere alle ragazze come curare le ferite. Un giorno arrivò la prima lettera, ciò voleva dire che le poste erano riaperte e Che forse la guerra era quasi finita. Quella lettera arrivava dall'America ed era per Nooria, era l'università americana, nella quale dicevano che era stata ammessa e aveva una borsa di studio che le avrebbe pagato tutte le spese. Parvana allora le domandò come avesse fatto ad avere quella borsa di studio e lei le disse che aveva scritto che qualche anno prima si era tagliata i capelli per diventare un maschio e andare a lavorare. Quando Parvana senti quella frase andò su tutte le furie perché era lei che si era tagliata i capelli ed era andata a lavorare mentre sua sorella rimaneva a casa a pettinarsi e lavarsi i capelli. Dopo una settimana Nooria parti e la sera dopo arrivò un'altra lettera, che diceva: "chiudete la scuola o la pagherete cara. Chiudete la scuola o vi uccideremo". Fini poi il primo anno di scuola, e un giorno la mamma, Parvana e Asif, un altro ragazzo trovato, andarono al mercato per comprare una macchina da cucire.
Dopo averla comprata andarono a prendere dei tessuti e nel frattempo Parvana trovò dei manifesti appesi su tutta la città che parlavano della scuola ma dicevano cose false; per questo andarono velocemente a scuola. Gli avvisi minacciosi funzionarono infatti le iscrizioni diminuirono. Dopo che la mamma fece il discorso per spiegare cosa avrebbero fatto quell'anno, Parvana per la prima volta insegnò ad una classe delle regole sul comportamento e fecero degli esercizi di aritmetica perché le professoresse quel giorno non erano andate. Un giorno quando Parvana stava andando a prendere il giornale, senti piangere, notò che c'era una bambina e un biglietto attaccato ai suoi vestiti. Su quel foglietto c'era scritto che si chiamava Ava e che entrambi i genitori erano morti, la bambina era molto sporca per questo Parvana la lavò mentre la madre cercò delle persone a cui affidare la bambina. Mentre Parvana lavava Ava notò che sul suo corpo c'erano delle cicatrici perché le avevano fatto del male. Per dimostrare ai genitori che in quella scuola non facevano niente di male, Parvana e la mamma decisero di organizzare una festa, dove ogni classe esponeva quello che sapeva meglio, poi prepararono il cibo da dare alle persone che sarebbero andate, e poi delle ragazze avrebbero parlato delle caratteristiche del Pakistan, mentre la sorella Maryam avrebbe cantato l'inno del Pakistan. Tutto andò bene quella sera solo che Maryam cantò una canzone che aveva sentito alla televisione, che molti genitori non approvavano.
A fine giornata una sola ragazza era rimasta, Badria, che purtroppo era cieca, e i suoi genitori erano morti e suo zio l'aveva abbandonata in quella scuola. Il giorno dopo della festa, il signor Fahir, il guardiano, se ne andò senza dare alcun preavviso. Parvana pensò che due giorni prima delle persone avevano trasportato delle granate chiuse nel capannone e avevano detto al signor Fahir che se avesse parlato la sua famiglia sarebbe morta. In quello stesso giorno la madre andò ad una riunione; doveva essere una riunione veloce ma qualche giorno dopo arrivò una macchina e buttò una persona per terra, era la madre morta. Il giorno dopo arrivò la polizia, perché una ragazza e un bambino erano scappati e probabilmente erano i. Alla fine i poliziotti se ne andarono e quel bambino e la ragazza uscirono, e la ragazza ricattò Parvana dicendole che se non li facevano stare li, si sarebbe ammazzata insieme al bambino perché il suo vecchio padrone li picchiava. Decisero allora di lasciarli stare nella loro scuola. Siccome la madre era morte decisero di chiamare la signora Weera, una vecchia amica della mamma. Purtroppo però non rispose perché era in riunione. Una sera un signore con un carretto e un cavallo, si fermarono davanti alla scuola, e chiesero di entrare. All'inizio erano un po' confusi perché pensavano fossero i Talebani ma poi rifletterono meglio e pensarono che i Talebani non usano dei trucchi per questo fecero entrare quel signore. Quel signore era in realtà Shauzia la sua migliore amica, che era stata mandata dalla signora Weera. Quella notte stessa scapparono e andarono a casa di altre amiche della signora Weera.
Quando arrivarono in questa casa Parvana si ricordò che aveva dimenticato l'unica cosa che le importava di più, la borsa di suo padre perché era il suo unico ricordo. Ritornò poi alla scuola che era stata distrutta e trovò la borsa di suo padre; è fi che i soldati la trovano e la portano via Per quasi due mesi non parlò per non mettere in pericolo anche i suoi amici che ormai erano diventati una famiglia. Quando stavano per trasportare Parvana in un'altra prigione, arrivò la signora Weera e Shauzia che la liberarono. Durante la strada del ritorno Shauzia e Parvana parlarono dei fatti accaduti negli ultimi anni.
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