La lingua segreta dei miei genitori di Elias Canetti


La memoria, i ricordi, le radici sono fondamentali per un essere umano. la vita si costruisce solo sulla consapevolezza del passato, che ci permette di capire chi siamo. E anche la lingua contribuisce a rafforzare il senso di appartenenza: a una famiglia, a un’etnia, a una civiltà. La lingua è la grande scoperta del piccolo Elias Canetti, strumento di comunicazione con i familiari (lo spagnolo), con le balie (il bulgaro), con la comunità ebraica (l’ebraico) e, grazie a questi idiomi, egli pone ordine nel mondo complesso e variegato che lo circonda, stabilendo una gerarchia di affetti e di valori. Ma non capire una lingua può provocare un tragico sentimento di esclusione, come ben sanno tanti emigrati all’estero. Per Elias il tedesco è la lingua nemica, che lo taglia fuori dall’esclusivo amore tra i suoi genitori, è il loro codice segreto, linguaggio misterioso che schiude le porte alla Cultura, ai Libri, al Teatro. Egli lo imparerà per rabbia e per gelosia, e il tedesco diventerà per lui la lingua madre in cui scriverà i suoi libri. Al contrario l’ebraico è la lingua dell’”inclusione”, che segna il suo ingresso nella comunità religiosa e che gli conferisce un ruolo gratificante all’interno del gruppo familiare.
“Adesso gli tagliamo la lingua”: uno dei primi ricordi di Canetti è la minaccia scherzosa di un familiare, e sulla lingua che il bambino riesce ogni volta a salvare si basa questo romanzo autobiografico. Ne La lingua salvata tutti i ricordi sono collegati alle lingue parlate dai Canetti: lo spagnolo, l’ebraico, il bulgaro, il tedesco, l’inglese. E ci sono le lingue parlate nel crogiolo di etnie che convivevano pacificamente nell’impero austro-ungarico all’inizio del secolo: nella Bulgaria della sua infanzia Canetti sentiva parlare turco, bulgaro, romeno, armeno, greco. In questo ambiente egli viene educato alla tolleranza, al rifiuto degli orgogli di razza e di casta, soprattutto all’interesse per la cultura, per il teatro, per la letteratura. La lingua è per lui lo strumento essenziale della comunicazione e dell’amore. La sua padronanza del tedesco, imparato all’età di otto anni, nasce appunto dalla gelosia nei confronti dell’amore esclusivo che legava i suoi genitori, che amavano esprimersi in quella lingua per non essere compresi dagli altri.
Elias Canetti nacque a Rustschuk, oggi Ruse, in Bulgaria, da una ricca famiglia di ebrei safarditi, ma nel corso della sua ricca famiglia di ebrei sefarditi, ma nel corso della sua gioventù viaggiò moltissimo e studiò all’estero. Nel gioventù viaggiò moltissimo e studiò all’estero. Nonostante la laurea in chimica, egli preferì dedicarsi alla drammaturgia e alla saggistica: in particolare era interessato alla psicologia delle masse, e a questo argomento dedicò drammi e un opera sociologica intitolata Massa e potere. Nel 1981 gli fu conferito il premio Nobel per la letteratura. Morì a Zurigo nel 1994.
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