Scheda libro Johnny il seminatore


il libro Johnny il seminatore, di Francesco d’Adamo, si apre con quella che poteva essere una delle solite giornate per Belinda, almeno finché suo fratello non fosse sceso da quel treno, e non si fosse diretto verso casa, chiudendosi dentro la stanza. È da quel momento, in cui l’Eroe è tornato, che tutto è cambiato. Certo nessuno se lo aspettava cosi quel ritorno, tutti speravano di rivedere Johnny nei panni del glorioso soldato, del vincitore della patria. Ma no, Johnny era tornato perché aveva capito, aveva compreso quello che stava facendo , quello che tutti credevano fosse giusto, quello per cui tutti lo ritenevano un eroe. Come era andata veramente Laggiù Belinda e Magda lo scoprirono ben presto. Vennero a sapere di come da quel aereo Johnny aveva bombardato quel paese, senza nemmeno poter vedere quello che distruggeva. E vennero anche a sapere di come si era passati alla seconda fase, in cui si doveva volare basso, sganciando mine colorate vicino ai pozzi, alle case, ai campi. Qui allora intesero bene perché l’0eroe era tornato, perché si era ribellato agli ordini. Lo aveva fatto perché aveva visto quella gente zoppa per colpa sua, quella gente che non aveva ne’ motivi per essere attaccati ne’ modi per difendersi. Non si puo’ ben intuire dal testo in quanto si svolge la storia, si puo’ però capire che non supera il mese, contando il periodo in cui Johnny arriva, la sera al bar dove racconta l’accaduto e il periodo dove resta accampato in piazza. Sono appunto questi i luoghi dove si svolge la storia e non sono mai descritti accuratamente, possiamo solo dedurre che nella piazza sono presenti dei portici sui lati e un vecchio albero nel centro, dove appunto c’è la tenda di Johnny. Un altro luogo descritto è il Vallone, un enorme buco nella zona industriale; nel paesaggio troviamo alcuni alberi, un sottobosco di erbe selvagge e una pozzanghera chiamata stagno. Soprattutto in questo ultimo luogo, dove Johnny racconta l’accaduto a magda e belinda si puo notatre che viene presentato molto attraverso i ricordi, invece il bar grande piu attraverso le persone che lo frequentano. I personaggi principali sono:
Johnny: l’intrepido eroe partito per portare a casa la gloria, deve combattere al suo ritorno con tutti coloro che non vogliono deviare l’idea che la guerra sia una cosa legittima, corretta, onesta; ma niente puo’ cconsizionare la sua idea contarria o la sua decisone dopo aver visto le conseguenze ciò che stava facendo Laggiù
Belinda: sorella dell’eroe si ritrova a dover combattere contro tutti coloro che pensano che lei e la sua famiglia disonorino il loro paese coprendolo di vergogna. M a per lei Johnny h afatto la cosa giusta e non ha intenzione di babbandonarlo nella sua guerra .
Magda: fedele amica di Belinda, sempre pronta a darle consiglie convinta che questa cosidetta “aria nera” si stia diffondendo rendendo tutti piu maligni.
Max: sempre pronto a fare la sua bella figura e il primo a rivoltarsi contro Johnny, insime alla sua squadra di amici.
Tutti i personaggi ci vengono descritti attraverso la loro fama o il loro modo di fare o di essere, ma le descrizioni fisiche non sono presenti. Su questo punto mi soffermo un attimo, in quanto penso che una piu accurata descrizione deri personaggi avrebbe aiutato a immedesimarsi nel testo. Non ho trovato un personaggio “ preferito “ proprio per questo motivo. CTrovo però incredibilmente coraggiosa la forza di volonta di Johnny e il suo coraggio nel raccontare tutto l’accaduto, nonstante fosse a conoscenza delle conseguenze delle sue azioni. LA voce narrante nel romanzo è quella di belinda, che ci fa vedere tutto attraverso il punto di vista di un’adolescente in crescita, convinta di voler creare un mondo migliore. Se divo dir la verità il romanzo mi è piaciuto piu per la tematica che per il modo in uci è scritto. Certo le cparole che saltan fuori dalle righe ci fanno parecchio riflettere, ma il libro non mi ha appassionato come altri che ho letto. Parlando però appunto della tematica Johnny il seminatore mi ha davvero colpito. Il titolo già dice tutto, il seminatore, perche’ quetso aggettivo? Proprio per rendere l’idea di quello che Johnny era stato obbligato a fare, seminare il panico, il terrore, la morte. Sotto il titolo troviamo scritto : “yu romanzo contro tutte le guerre” perche Francesco d’Adamo c invita a riflettere sui circa 27 milionui di vittime provocate dalle guerre, e nonostante non sappiamo se Laggiù, corrisponda?Al Congo o in Liberia? In Costa d’Avorio o nella Repubblica Centrafricana? In Colombia, Algeria, Nepal, Birmania? In Cecenia? In Sudan? in realtà è un Paese qualunque, uno dei tanti martoriati dalla guerra. Di certo questo romanzo è contro contro l’ipocrisia, contro il falso, contro l’indifferenza, contro il menefreghismo… questo libro lo consiglio a chi vuole capire quanto ogni guerra sia assurda e quanto poco si sa della vera guerra, che è molto diversa da quella che ci fa vedere la TV. Ci insegna che la libertas , è cercare le risposte. Forse non si troveranno, forse non esistono, forse ce ne sono diverse per una singola domanda. La L’autore in quetso libro non da risposte
non fornisce la soluzione, ma invita i suoi lettori a riflettere.

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