Due di due di Andrea De Carlo


Una coppia riesce a realizzare la sua utopia, il sogno di una vita: costituire una famiglia, che poi diventerà una piccola comunità, lontano dalla città e dalla civiltà, in un luogo isolato, sfruttando le risorse della natura e le proprie forze. Mario e Martina, i due giovani protagonisti di questa storia, riusciranno a dimostrare, vincendo lo scetticismo di parenti e amici, che è possibile vivere in modo autonomo e autarchico e costruiranno un’isola ospitale che diventerà rifugio per tutti i conoscenti in “crisi” e alla ricerca della propria identità.
Due i personaggi principali del romanzo, i fidanzati Mario e Martina, due le case presso le quali fondano la loro comunità, due i figli che mettono al mondo, e ancora tanti “due”, tante coppie, appassionate, divise, strane, che ruotano loro intorno. Inoltre, alla storia d’amore di Mario e Martina s’intreccia la lunga amicizia tra Mario e Guido, nata tra i banchi di scuola alla fine degli anni Sessanta, durante la contestazione studentesca. Come sostiene l’autore stesso, Mario e Guido rappresentano due parti di una stessa persona: il primo, timido e tradizionale, vive per anni all’ombra della personalità carismatica e ribelle dell’amico e si fa trascinare attraverso esperienze esaltanti ma vissute in modo poco costruttivo, come l’impegno politico, l’università, le donne, i viaggi. Negli anni, però, Mario, si costruirà concretamente una vita equilibrata, realizzando i suoi sogni con un ritorno alla natura, unica salvezza dopo una gioventù inquieta e insoddisfatta; l’affascinante e invidiato Guido, invece, non riuscirà a liberarsi del suo passato e vivrà un’esistenza vagabonda, sempre alla ricerca di nuovi ed effimeri stimoli, fino al suicidio finale. Le vicende vengono narrate direttamente dal protagonista, apparentemente senza intervento dell’autore: lo stile rapido e pungente, la prosa volutamente sciatta ma molto incisiva, le frasi brevi, la sintassi disordinata, riflettono il flusso dei pensieri e dei ricordi di Mario senza passare attraverso il filtro di un narratore esterno, coinvolgendo il lettore nel vivo della storia.
Andrea De Carlo nato a Milano, si è occupato di pubblicità, lavorando a fianco del noto fotografo Oliviero Toscani, e, in seguito, di cinema: nel 1983 è stato assistente di Federico Fellini durante la lavorazione del film E la nave va, e nel 1988 ha diretto egli stesso Treno di panna, tratto dal suo primo e omonimo successo editoriale. Ha pubblicato dal 1981 ad oggi una decina di romanzi, tra i quali, oltre a Treno di panna, Yucatan, ispirato ad un incontro con l’antropologo Carlos Castaneda, l’autobiografico Due di due, Arcodamore, Uto, Di noi tre, nei quali analizza con occhio impietoso le disillusioni e i fallimenti della sua generazione. Il suo ultimo lavoro è il romanzo Pura vita.
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