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Mario De Filippis – Operazione Alarico - Recensione
Mario De Filippis, l’autore del libro in questione, è un professore che insegna nelle scuole superiori. Egli è nato a Cosenza nel 1961 e si è laureato in Storia presso l’Università della Calabria. Oltre alla sua attività da insegnante, collabora con alcuni quotidiani e periodici.
Il suo libro, Operazione Alarico, è ambientato a Cosenza, ed il protagonista è il quarantenne Francesco Filice, meglio noto come Ciccio, un geometra che lavora alla Soprintendenza ai Beni Culturali. All'annoiato ed apparentemente privo di idee geometra viene assegnato l’incarico di allestire una mostra su Alarico: il sindaco ci tiene moltissimo, e non vorrebbe che questa mostra sia un fallimento, così Francesco, smosso dalla sua poltrona in ufficio, è costretto a mobilitarsi per trovare materiale per la mostra. Ma non sarà solo nel suo arduo compito: la nobile ed irraggiungibile Ginevra, che lo attrae sentimentalmente, collaborerà con lui. Ciccio si informa su Alarico andando in biblioteca e raccogliendo delle idee, tuttavia Ginevra le giudica altamente superficiali e gli fornisce dei suoi libri. Ciccio apprende molto di più riguardo ad Alarico ed il suo tesoro, grazie alle poesie di Von Platen e a dei documenti che testimoniano la venuta di Himmler in persona a Cosenza per la ricerca del tesoro nascosto. Qui spicca anche la presenza di una francesina, la quale, contendendo al tedesco il tesoro, lo induce a ritirarsi. Ciccio decide di approfondire ulteriormente e grazie alla zia riesce a mettere le mani su un fascicolo riservato su Alarico. In questo fascicolo è presente la descrizione di un ritrovamento di un laboratorio di un tipografo ebreo a Cosenza, e le polemiche scoppiate attorno a questo avvenimento perché si era in epoca fascista con le leggi razziali già approvate. Tutte queste notizie ampliano sia l’interesse, sia la cultura, ma anche il lavoro di Ciccio, che ormai non ha più il tempo di uscire per documentarsi di più e per rincorrere il vacuo cuore di Ginevra. Poi, in un momento di sconforto, gli rivolge la parola la statua di Bernardino Telesio, grande filosofo cosentino, che lo illumina e lo incoraggia con le sue parole. Dopo mesi di tante ricerche, arriva il giorno della mostra che riscuote un grande successo. Ciccio abbandona l’utopia di Ginevra e parte in Francia con una sua cara collega, da lui precedentemente trascurata per la nobile.

Il libro mi è piaciuto molto, e ritengo che debba essere presente nelle librerie dei calabresi. Riesce a catturare il lettore per lo stile scorrevole e semplice; eccellente la verosimiglianza del racconto, che però vacilla nella parte relativa al discorso con la statua di Telesio. Complici della apparente veridicità del racconto sono l’autenticità dei luoghi, la descrizione dei personaggi, la normalità degli avvenimenti, ma soprattutto il fatto che sia stato scritto in prima persona. Il romanzo, inoltre, pullula di riflessioni, opinioni, sia del protagonista, sia degli individui con cui interagisce. Ciò rende il romanzo anche un punto di riflessione per il lettore.

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