Il compianto su Ignacio di Federico Garcìa Lorca


Il testo del compianto su Enkidu rimanda a quello su Orfeo soprattutto per l’aspetto formale e tematico: invocazione agli elementi della natura perché piangano umanamente un uomo morto, di cui si sottolinea l’eccezionalità. Se invece privilegiamo l’intensità emotiva, emerge una profonda somiglianza con i versi che Garcìa Lorca scrisse nel 1935 per il suo amico Ignacio, ucciso da un toro nell’arena.
Ignacio Sánchez Mejìas era un intellettuale e un poeta, ma, appassionato del folclore andaluso, aveva fatto il mestiere di torero. Come tutti i toreri, che sanno bene come il rischio di quel mestiere esiga il massimo di forza e agilità, si era ritirato non appena passata la giovinezza. Tuttavia Ignacio, quando era ormai già oltre gli anni della maturità, volle tentare un rientro: era una scelta di morte.
Il lamento è insieme la constatazione del carattere irreversibile della morte, un elogio funebre e un addio pieno di dolore.
Il lamento per la morte di Ignacio Sánchez Mejìas, di Federico Garcìa Lorca, è un componimento poetico in quattro parti di diversa struttura metrica che narra la drammatica morte di Ignacio, un torero ucciso in combattimento. La scrittura però non è narrativa, ma evocativa (della natura e delle grandi qualità di Ignacio), ed espressiva (delle laceranti emozioni del poeta di fronte alla morte dell’amico).
Federico Garcìa Lorca nacque in Andalusia, regione a cui rimase visceralmente legato, ma visse prevalentemente a Madrid. Scrisse poesie e opere teatrali in cui mescolò influssi dell’avanguardia europea, sia contemporanea, sia dei decenni precedenti, con il gusto della poesia popolare e con una conoscenza profonda e appassionata dalla tradizione letteraria spagnola. Legato agli ambienti politici progressisti, durante la guerra civile spagnola fu arrestato dalle forze dell’estrema destra franchista e fucilato.
Hai bisogno di aiuto in Recensioni libri?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email