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L'altra madre


<< Lo vedi l’orizzonte? >> ha detto una volta un amico mio.
E mentre lo diceva ha indicato con la mano l’azzurro del mare che si stagliava lontano mischiandosi col cielo.
<< Lo vedo, e allora? >>
<< E allora, a guardarlo da qua, pare che là in fondo ci sta la fine di ogni cosa. Però poi, quando ci arrivi, ti accorgi che non era la fine, ma solo l’inizio di un altro orizzonte >>.
<< E vabbuò, >> ho detto io << ma questo è un fatto che lo sanno tutti >>.
<< Sissignore, o’ ssanno tutti, ma poi nisciuno s’o ricorda >>.
Così Andrej Longo, autore italiano nato ad Ischia nel 1959, noto soprattutto per il suo libro “Dieci”, grazie al quale ha ottenuto il premio Bagutta, il Premio Nazionale di Narrativa Bergamo ed il premio Piero Chiara, inizia il romanzo “ L’altra madre ”, pubblicato da Adelphi nel 2016. In questo suo libro, l'autore racconta una storia interessante, coinvolgente, caratterizzata da un lessico semplice, facilmente comprensibile, colma di parole tipiche del dialetto partenopeo, che arricchiscono il testo, ma rendono difficile la lettura. La vicenda si svolge a Napoli, una città solare, viva, ma allo stesso tempo ricca di contraddizioni, di problemi, dove le ombre della malavita e della criminalità organizzata sono sempre in agguato. L’incipit si rifà alla storia di Genny, il protagonista, un barista sedicenne vivace, arguto, volenteroso, con la passione del calcio, che farebbe di tutto per realizzare i propri sogni e per aiutare la sua famiglia, ovvero sua madre colpita da un tumore, che passa le giornate a fare gli orli ai pantaloni; e proprio la sua estrema determinazione e le cattive amicizie lo porteranno sulla cattiva strada. Sarà l’amico Salvatore, l’antagonista, infatti, a persuaderlo ad utilizzare la moto, di cui si dimostra un ottimo pilota, per compiere un furto e racimolare del denaro. Lo scippo, però, si trasformerà in tragedia. La vittima sarà Tania, una ragazza quindicenne che frequenta ancora la scuola, a cui piace uscire, divertirsi; figlia di Irene, una poliziotta tenace che, colma di rabbia e di dolore, decide di fare personalmente luce sul caso per punire i responsabili. Anche se a trionfare, alla fine, sarà il sentimento materno.
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