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Tacito: stile

Tacito nelle sue descrizioni non rinuncia mai a definire psicologicamente il personaggio che sta trattando, i suoi pregi e difetti morali; quando descrive i personaggi lo fa anche da un punto di vista etico. Tacito, erede di Tucidide, riporta i discorsi fedelmente descritti o perché ascoltati o perché riferiti; a volte sono riferimenti indiretti, introduce nel discorso delle considerazioni personali, non sono discorsi asettici, ma riproposti e adottati ad un opportuno commento. Introduce talvolta elementi patetici, soprattutto quando descrive la morte di taluni personaggi; rientra in un filone molto diffuso all’epoca. Tutto ciò sollecita il lettore che troverà un’occasione per rivivere certi passi. Uno stile originario, costruzioni ardite, tace i verbi; lo fa in maniera ardita procedendo attraverso complicazioni sorte dall’esigenza di dire tante cose che non sono disposte in un ordine logico, e l’irregolarità che segue ad un periodo molto ricco. A questa complessità dà dei nomi specifici: Brevitas e Variatio.

- Brevitas: concisione, pregnanza delle cose da dire, si rintraccia sia sul fronte delle scelte sintattiche che su quelle retoriche;

- Variatio: potremmo definirla il contrario della concinnitas in quanto alla simmetria ciceroniana Tacito preferisce il contrario: il disordine; mette insieme elementi che diversamente andrebbero per conto loro.

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