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Teatro tragico di Seneca


Tutte le tragedie di Seneca sono costituite da un nucleo tematico fatto di passioni violente, che trasportano i personaggi lungo il sentiero del male, prodotte dalla follia incontrollata, dal furor dilagante. Nelle tragedie senecane dominano, infatti, il furor, la follia, l'abbandonarsi agli istinti; in tal modo l'autore vuole mostrare gli effetti catastrofici ai quali l'umanità andrebbe incontro qualora si dismettesse di praticare l'autocontrollo di sé, dando quindi degli exempla negativa. Per questo motivo il mondo tragico di Seneca è un mondo fatto di delitti, di gelosie, di suicidi, di drammi ed è un mondo in cui si uccide senza pietà, anche all'interno della famiglia. In questo mondo a primo impatto sembrerebbe assente quella ratio che caratterizzava le opere filosofiche; in realtà essa si staglia sempre sullo sfondo della vicende narrate, quasi a ricordare ciò che non si dovrebbe fare.

Destinazione tragedie: gli studiosi sono per lo più concordi nell'affermare che le tragedie di Seneca fossero destinate alla pubblica lettura; ai tempi dell'autore, infatti, il teatro era stato soppiantato quasi del tutto dai ludi gladiatorii e difficilmente le sue tragedie potevano essere messe in scena, per via dei lunghi monologhi, del livello di cultura del pubblico e dell'infrazione delle unità aristoteliche (tempo, luogo, azione).

Finalità del teatro: La finalità del teatro di Seneca era quella di fare del teatro di esortazione, ovvero rappresentare il gran male che dilagava a Roma per far capire al principe la necessità della clementia e della moderatio in modo da evitare atrocità. Seneca, infatti, non faceva un teatro di opposizione , poichè una vera e propria opposizione non la esercitò mai, ma voleva dare ai suoi personaggi il valore di esemplarità negativa.

Struttura delle tragedie: Le tragedie di Seneca presentano una struttura che in genere non si discosta da quella tradizionale. Esse, infatti, sono costituite da un prologo e da cinque atti (di cui il primo è costituito proprio dal prologo), separati da quattro cori. I cori hanno, però, una funzione ridotta rispetto alla tragedia greca, poiché il coro non ha più l'aspetto di un vero e proprio personaggio. Inoltre non vengono rispettate le unità aristoteliche, a differenza di quanto avveniva nella tragedia greca.

Scrittura delle tragedie: Le tragedie di Seneca si sostanziano fondamentalmente di lunghi monologhi e digressioni moralistiche che ne rendono difficile la rappresentazione, rallentando l'azione. Inoltre Seneca nella stesura delle sue tragedie, aderisce completamente al nuovo stile del neoasianesimo caratterizzato da un tono declamatorio, da ridondanza lessicale e da timbri forti, intriso di "barocchismo". É questo uno stile adatto alla rappresentazione del violento mondo tragico di Seneca.

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