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Amore e Psiche


Protagonista dell'Asino d'oro dello scrittore latino Apuleio è Lucio, una sorta di proiezione dell'autore, come lui interessato a conoscere il mondo misterioso della magia, che va incontro ad avventure di ogni genere fino a quando, in seguito all'uso erroneo di un unguento magico, si ritrova trasformato in asino. Egli è costretto a vivere per lungo tempo sotto tale forma, sebbene solo il suo aspetto esteriore sia animalesco, mentre le passioni, la mente, i gusti rimangono quelli propri degli esseri umani. Soltanto dopo complicate vicende e difficili prove, Lucio riesce a suscitare la pietà di Iside (dea adorata a Roma in un diffuso culto misterico), che gli restituisce le sembianze umane dietro la promessa che egli diverrà per la vita suo sacerdote. L'opera è arricchita da racconti più o meno lunghi, armoniosamente inseriti nella trama anche se non facenti parte della storia principale, fra i quali spicca quello di Amore e Psiche (psiche, in greco, significa «anima »), che occupa uno spazio considerevole all'interno del romanzo.

Analisi del brano

La vicenda presenta una struttura fiabesca assai evidente, incentrata com'è sul tipico schema, elaborato da Vladimir Propp , in base al quale il protagonista subisce un « danneggiamento ». In effetti, Psiche, l'eroina, perde il suo divino consorte e potrà riaverlo solo superando una serie di prove con l'intervento di vari aiutami o elementi magici. Ma, dietro l'apparenza di una fiaba deliziosa, nel racconto di Apuleio si celano prospettive ben più ampie. Il significato delle peripezie affrontate da Psiche riveste anche un carattere filosofico e religioso, alludendo ai diversi stadi che l'anima deve attraversare per giungere alla piena consapevolezza di sé.
Le prove dolorose affrontate dalla giovane Psiche rappresentano un percorso lungo e difficile che la rende degna di conoscere la vera essenza dell'amore. La fanciulla, il cui nome significativamente vuol dire Anima, conosce all'inizio solo gli aspetti accattivanti ed ingenui dell'amore, ma, fragile di fronte alle sollecitazioni esterne, è sul punto di perderlo a causa della sua stessa immaturità. Solo più tardi, a costo di sacrifici e di rinunce, si renderà veramente degna di questo sentimento.
Questa, dunque, l'interpretazione filosofica del mito, che si desume anche dal simbolismo dei personaggi, e non solo di quelli principali. Infatti, mentre Venere, le sorelle e i mostri mitologici rappresentano emblematicamente i pericoli e le tentazioni a cui l'anima è sottoposta nel corso della sua maturazione, la torre si configura come l'inaspettato sostegno morale che l'anima vacillante può incontrare, soprattutto nei momenti in cui la disperazione sembra non concedere spazi né appigli.
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