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Il vecchio avaro


(Aulularia, atto I, scene 1-2, vv. 40-119)


Dopo il prologo informativo recitato dal Lar familiaris (il «Genio della casa»), la commedia inizia con una scena in cui l’avaro Eucione è tutto intento a cercare di nascondere la sua pentola contenente l’oro da eventuali malintenzionati. Il vecchio è preoccupato in particolare dagli sguardi indiscreti (almeno nella sua immaginazione: si noti in particolare l’ossessione per gli “occhi”, versi 41, 53, 64) della serva Stàfila (la vecchia serva ubriacona: infatti in greco staphylé vuoi dire «uva matura», «vite») che viene cacciata fuori di casa in malo modo. Il vecchio avaro rivela tutti i tratti ossessivi della sua personalità, caratterizzata dall’ansia di controllare se il tesoro è ancora al sicuro, dalla diffidenza verso chiunque gli rivolga qualche attenzione — che lui sospetta sempre “interessata” — e dalla mania di tenere tutto chiuso a chiave: non a caso il nome Euciione è un “nome parlante”, che significa qualcosa come «Chiudibene» (dal greco eu, «bene», e kléio, «chiudo»).
Metro: senari giambici.


Scena prima

Euclio, Staphyla


Eu: Vattene, ti dico! Orsù esci! Per Ercole , devi andare fuori di qui,
spia con gli occhi che guardano dappertutto.
Sta: Ma perché mi picchi, disgraziata che sono?
Eu: Perché tu sia disgraziata e perché passi, sciagurata, una vecchiaia degna di te
Sta:Ma per quale motivo ora mi hai cacciata fuori di casa?
Eu: Devo render ragione a te, messe di pungoli?
Allontanati dalla porta verso di là ! Guarda un pò questo , come procede .
Ma sai come vanno le cose per te?
Se oggi,per Ercole,prenderò in mano un bastone o una verga
ti allungherò questo passo da tartaruga.
Sta: Magari gli dei mi appendano sulla forca
Piuttosto di farmi servire presso di te a questo modo.
Eu: Senti come mormora sola tra sé!
Ma io per Ercole ti caverò gli occhi,canaglia,
perché tu non possa più spiare quello che faccio.
Allontanati ancora…ancora..ancora..oh,basta!
Fermati lì. Se per Ercole tu da questo luogo
ti allontanerai quanto un dito di traverso o la larghezza di un'unghia
o se ti volterai a guardare prima che io te lo comandi,
subito ti consegnerò come alunna alla croce.

I versi sono pronunciati da Euclione tra sé.
So per certo che io non ho mai visto una vecchia più sciagurata
di questa e temo proprio che questa,
mi raggiri quando sono distratto con l'inganno,a tradimento
e che intuisca dove è nascosto l'oro,
ha gli occhi persino nella nuca la perfida.
Ora andrò a vedere se si trova l'oro così come l'ho nascosto,
che mi fa preoccupare,me sventurato,in più modi.

La schiava Stafila,rimasta sola fuori di casa recita ora ala pubblico un monologo disperato in cui si lamenta delle stranezze del suo padrone , al quale- fra l'altro- ancora non è riuscita a raccontare la disavventura subita dalla figlia.

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