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“…… fiori ogni specie di forme e odori e colori
che spuntano anche dai fossi
primule e violette è questa la natura …”
James Joyce

Vita di James Joyce

James Joyce nacque a Dublino nel 1882 in una famiglia profondamente cattolica e agiata.
Fu educato dai gesuiti ricevendo un’eccellente educazione umanistica, mostrando particolare interesse per la filosofia, letteratura e lingue moderne.
In questi anni inizia a manifestare un carattere anticonformista e ribelle e si allontana dalla religione cattolica.
Dopo la laurea in lettere moderne la mentalità troppo ristretta dell’Irlanda lo spinge a trasferirsi a Parigi per frequentare la Sorbona.
Ritornerà in Irlanda per la morte della madre ma rimarrà solo per alcuni mesi.

Il 1904 è un anno molto importante per Joyce, il 16 giugno incontra Nora Barnacle, che sarà la compagna della sua vita, e lo stesso anno con essa partirà per un auto-esilio.
Si receranno prima a Zurigo e infine a Trieste, dove rimarranno fino al 1915 stringendo rapporti di amicizia con Italo Svevo.
Nel 192 torna a Parigi, dove frequenta intellettuali e scrittori.
Abbandona la Francia a causa dello scoppio della II Guerra Mondiale si trasferisce definitivamente a Zurigo, dove risiede fino alla fine nel 1941.

Ulysses

Il ‘900 rappresenta un’epoca di sperimentazione letterale, la narrativa ricerca nuove forme espressive allo scopo di analizzare l’interiorità dei personaggi concentrandosi sui processi mentali che si sviluppano nella mente umana.
Joyce per rappresentare questa sperimentazione usa il “flusso di coscienza” che rappresenta il disordine naturale del pensiero e dei sentimenti senza censura come libera associazione d’idee.
Crea un nuovo tipo di linguaggio, un misto di parole esistenti e non, con sintassi disordinate, senza punteggiatura, giochi di parole o di qualsiasi ordine logico, senza limiti di tempi e spazio.
L’Ulysses è la perfezione che combina tutti questi elementi, rappresentando l’ansia e la solitudine della società.
Lo stile è innovativo e dipende dallo stato d’animo dei personaggi e dall’ambiente. Per raccontare il dramma del moderno Ulisse, Joyce, adotta una prospettiva realistica compiuta attraverso il filtro della memoria e della coscienza tramite la personalità sensibile di ogni personaggio, incapace di capire se stesso e il mondo.
Il romanzo si svolge in una sola giornata 16 giugno 1904 (il giorno del primo appuntamento con l’amata Nora). I personaggi principali sono tre: Leopold Bloom (Ulisse) Molly (Penelope) e Stephen Dedalus (Telemaco), sullo sfondo ci sono i mille personaggi della caotica Dublino, di cui racconta la giornata.

Se l’Ulisse di Omero era un eroe … l’Ulisse di Joyce è l’uomo “inetto” debole e senza carattere.
Ulysses ha una struttura complessa da analizzare per il “collage” di tecniche usate, Joyce, raggiunge la perfezione del “ flusso di coscienza” nel capitolo 18 “Penelope”.
Il monologo di Molly è un discorso illogico e si basa sull’associazione di pensieri diversi o impressioni.
Sono presentati cosi come affiorano dalla sua mente, l’autore non interviene mai nel spiegarli, commentarli o ordinarli.
Si passa dall’immagine dei fiori alla sua giovinezza a Gibilterra, alla proposta di Leopold all’esistenza di Dio il tutto mentre si sta addormentando.
Il tema del romanzo è morale: la vita umana significa sofferenza, cadendo ma anche lottando per salire e cercare il bene.
Joyce pensava che l’artista dovrebbe essere invisibile nel suo lavoro e dovrebbe cercare di esprimere i pensieri e le esperienze di altri uomini per renderlo il più possibile oggettivo.

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