Concetti Chiave
- Il dilemma dell'esistenza si concentra sulla scelta tra sopportare le sofferenze o combatterle, evidenziando la complessità della vita umana.
- La morte è vista come una possibile liberazione dalle miserie della vita, ma la paura dell'ignoto rende difficile accettarla.
- Il timore di ciò che può accadere dopo la morte frena l'azione e induce le persone a tollerare le ingiustizie e le sofferenze quotidiane.
- La coscienza gioca un ruolo fondamentale nel rendere gli individui più cauti e meno propensi a prendere decisioni drastiche.
- Le grandi imprese e le azioni significative spesso vengono ostacolate da questo timore e dalla riluttanza a rischiare l'ignoto.
Il dilemma dell'esistenza
Essere o non essere; questo é il problema: se sia più nobile d' animo sopportare gli oltraggi,i sassi e i dardi dell' iniqua fortuna,o prender l' armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli. Morire:dormire;nulla di più;e con un sonno dirsi che poniamo fine al cordoglio e alle infinite miserie naturale retaggio della carne,é soluzione da accogliere a mani giunte. Morire,dormire,sognare forse:ma qui é l' ostacolo,quali sogni possano assalirci in quel sonno di morte quando siamo già sdipanati dal groviglio mortale,ci trattiene:é la remora questa che di tanto prolunga la vita ai nostri tormenti.
La paura dell'ignoto
Chi vorrebbe,se no,sopportar le frustate e gli insulti del tempo,le angherie del tiranno,il disprezzo dell' uomo borioso,le angosce del respinto amore,gli indugi della legge,l'oltracotanza dei grandi,i calci in faccia che il merito paziente riceve dai mediocri,quando di mano propria potrebbe saldare il suo conto con due dita di pugnale?Chi vorrebbe caricarsi di grossi fardelli imprecando e sudando sotto il peso di tutta una vita stracca,se non fosse il timore di qualche cosa,dopo la morte,la terra inesplorata donde mai non tornò alcun viaggiatore,a sgomentare la nostra volontà e a persuaderci di sopportare i nostri mali piuttosto che correre in cerca d' altri che non conosciamo?Così ci fa vigliacchi la coscienza;così l' incarnato naturale della determinazione si scolora al cospetto del pallido pensiero.E così imprese di grande importanza e rilievo sono distratte dal loro naturale corso:e dell' azione perdono anche il nome.
Domande da interrogazione
- Qual è il dilemma principale affrontato nel testo?
- Qual è il ruolo della paura dell'ignoto secondo l'autore?
- Come influisce la coscienza sulle nostre decisioni, secondo il testo?
Il testo esplora il dilemma dell'esistenza, ponendo la questione se sia più nobile sopportare le sofferenze della vita o combattere contro di esse, evidenziando la paura della morte e dell'ignoto come fattori che influenzano le nostre scelte.
La paura dell'ignoto è descritta come un deterrente che ci spinge a sopportare le sofferenze quotidiane, poiché temiamo ciò che potrebbe attenderci dopo la morte, rendendoci vigliacchi e frenando le nostre azioni.
La coscienza, secondo l'autore, ci rende vigliacchi e indecisi, facendoci rinunciare a imprese significative e distogliendoci dal nostro naturale impulso all'azione, a causa del timore di ciò che non conosciamo.