Concetti Chiave

  • L'arte si trasforma in prodotto commerciale, perdendo la sua aura nobile, un processo già in atto in Francia nel XIX secolo con l'emergere del mercato del libro.
  • Baudelaire denuncia la mercificazione dell'arte, esprimendo il disadattamento del poeta e la sua degradazione, simboleggiata nella poesia "L'albatro".
  • Zola, invece di criticare la trasformazione, celebra il denaro come forza liberatoria per gli scrittori, pur impegnandosi socialmente attraverso i suoi romanzi.
  • I poeti "maledetti", come Rimbaud e Verlaine, rispondono alla commercializzazione dell'arte con una poesia raffinata che esclude i lettori comuni e contesta la società borghese.
  • Mallarmé critica l'accessibilità dell'arte commerciale, auspicando formule poetiche che allontanino gli "intrusi" e preservino la sacralità della poesia.

Indice

  1. L'arte come prodotto commerciale
  2. Qual è il ruolo di Baudelaire nella mercificazione dell'arte?
  3. Zola e l'elogio del denaro
  4. La sfida dei poeti maledetti

L'arte come prodotto commerciale

L’arte diventa un prodotto commerciale come tanti altri, perde la sua aura nobile.

In Francia questa trasformazione era già in atto da tempo ed era stata rappresentata ad esempio dal romanzo Illusioni perdute di Balzac ; ma il processo si intensifica nel secondo Ottocento quando si forma un vero e proprio mercato del libro e diventa per la prima volta concreta la possibilità di arricchirsi grazie a un libro di successo. Le posizioni assunte dagli scrittori di fronte a questa situazione sono diversificate.

Qual è il ruolo di Baudelaire nella mercificazione dell'arte?

Assai precocemente (I fiori del male sono del 1857) e con grande acutezza Charles Baudelaire esprime il disadattamento dello scrittore, la sua perdita di identità di fronte alla crescente “mercificazione” dell’arte, anche perché è un poeta (e la poesia ha una collocazione nel mercato delle lettere più difficile rispetto alla prosa). In rapporto alla società del profitto in cui si vuole sempre più iscrivere anche l’arte, Baudelaire rivendica orgogliosamente la costituzionale “diversità” del poeta, simboleggiata nella celebre poesia L’albatro dalla figurazione del nobile uccello marino fatto prigioniero e schernito dai marinai. È un atteggiamento che sarà fatto proprio ed esasperato dalle avanguardie del primo Novecento. In un celebre “poemetto in prosa” intitolato significativamente L’aureola perduta lo scrittore francese ritrae, in una sorta di apologo, la nuova condizione del poeta, ormai incapace di esercitare una funzione-guida, degradato (è rappresentato mentre esce da un bordello) ed emarginato: la sua aureola d’intellettuale, caduta nel fango, simboleggia la fine della sacralità della poesia e significativamente sarà raccolta da un miserabile poetastro.

D’altra parte al poeta rimane la possibilità di sfidare, come Baudelaire stesso fa nei Fiori del male il conformismo della società borghese, demistificandone l’ipocrisia e i falsi valori.

Zola e l'elogio del denaro

Emile Zola, caposcuola del naturalismo e autore di molti romanzi di successo, invece, non stigmatizza la trasformazione in corso e scrive addirittura una sorta di “elogio del denaro” e della sua funzione liberatoria per gli scrittori all’interno del suo saggio Il romanzo sperimentale del 1880. Questa pragmatica visione non gli impedisce però di condurre attraverso i suoi romanzi una battaglia democratica e civile per l’emancipazione delle classi popolari e di mettere a nudo le piaghe della società: Zola è autore pienamente impegnato nella società, come dimostra anche il suo celebre intervento pubblico (J’accuse) in occasione del caso Dreyfus.

La sfida dei poeti maledetti

La sfida dei poeti “maledetti” e degli esteti J Erediteranno la lezione di Baudelaire i poeti “maledetti” (soprattutto Rimbaud e Verlaine) che con i loro comportamenti trasgressivi e provocatori contestano la mediocre società borghese e rispondono alla crescente commercializzazione dell’arte proponendo una poesia raffinata, i cui oscuri simbolismi escludono programmaticamente i lettori comuni. In uno scritto polemico che accusa l’“arte per tutti”, Mallarmé lamenta che un libro sublime come I fiori del male di Baudelaire sia stampato in edizioni commerciali così che «i primi venuti» possano entrare in un capolavoro come quello «senza ostacoli» e auspica che si possano trovare in poesia «formule ieratiche» che allontanino da essa gli «importuni», gli «intrusi». La frattura con il gusto dominante, giudicato volgare, è alla base anche della tendenza estetizzante (rappresentata da Huysmans in Francia e da Wilde in Inghilterra) in cui lo scarto rispetto ai lettori comuni e alla nascente letteratura di consumo si gioca sul piano della raffinatezza di giudizio e nel culto di una bellezza sofisticata, ostentata o ricercata in modo maniacale.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'impatto della mercificazione sull'arte secondo Baudelaire?
  2. Baudelaire evidenzia il disadattamento del poeta di fronte alla mercificazione dell'arte, rivendicando la sua diversità e simboleggiando la perdita della sacralità della poesia, come descritto nella sua poesia "L'albatro".

  3. Come si differenziano le posizioni di Baudelaire e Zola riguardo al denaro nell'arte?
  4. Mentre Baudelaire critica la mercificazione dell'arte, Zola celebra il denaro come liberatorio per gli scrittori, pur impegnandosi a denunciare le ingiustizie sociali attraverso i suoi romanzi.

  5. In che modo i poeti maledetti rispondono alla commercializzazione dell'arte?
  6. I poeti maledetti, come Rimbaud e Verlaine, contestano la società borghese e propongono una poesia raffinata e simbolica, escludendo deliberatamente i lettori comuni dalla loro arte.

  7. Qual è la critica di Mallarmé all'“arte per tutti”?
  8. Mallarmé critica l'“arte per tutti” lamentando che opere come "I fiori del male" siano accessibili a chiunque, auspicando invece formule poetiche che escludano gli "intrusi" e preservino la sacralità dell'arte.

  9. Qual è il ruolo del mercato del libro nel secondo Ottocento?
  10. Nel secondo Ottocento, il mercato del libro si intensifica, offrendo agli scrittori la possibilità di arricchirsi attraverso il successo commerciale, come evidenziato nel romanzo "Illusioni perdute" di Balzac.

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