Come diventare chef: parla Cannavacciuolo

Lorena Loiacono
Di Lorena Loiacono

come diventare chef intervista a cannavacciuolo

Antonino Cannavacciuolo, stellatissimo chef di Cucine da incubo ci racconta i segreti della carriera da chef. Non è tutto rose e fiori ma, per gli appassionati, le soddisfazioni nel lavorare in cucina ci sono.Eccome.


Quale percorso di studi consiglierebbe ad un giovane desideroso di entrare nel mondo della ristorazione?

Consiglierei prima di tutto di essere sicuri del percorso professionale che stanno intraprendendo. Il nostro lavoro è un lavoro di tanti sacrifici e, prima delle soddisfazioni, ce ne sono parecchi da fare.

Lei come è arrivato ad essere tra i numeri 1 in Italia? Nei suoi esordi, ha coltivato più la pratica o più la teoria?

Essendomi diplomato alla scuola alberghiera ho avuto anche io una parte di esperienza teorica, ma è la pratica che ti insegna. Consiglio di fare il più possibile esperienza e di “assorbire” anche i più piccoli gesti che ti circondano quando vivi una nuova avventura in cucina.

Quanto è cambiato il mondo della ristorazione (e quindi la formazione in questo ambito) dai suoi esordi ad oggi?

E’ cambiato parecchio…ed è in continuo movimento. Nel nostro settore, non si è mai arrivati. C’è sempre da imparare e da scoprire. Il segreto è avere tanti stimoli e non fermarsi mai.

Quante impegno c'è dietro ad uno chef di successo? C'è tempo per la vita privata o la dedizione al lavoro è totale?

Bella domanda! (Lo chef sorride…) Tempo per la mia famiglia…lo cerco, a fatica ma lo trovo. Diciamo che, nel tempo che dedico ai miei figli e a mia moglie, cerco di dare il meglio, di essere totalmente “presente” per loro.

Quali aspetti del suo lavoro le piacciono di più?

Il mio lavoro mi piace perché è stimolante e perché è creazione costante. Io faccio il cuoco perché lo sento e non ne potrei fare a meno: questo l’aspetto più divertente.

L'Italia è ancora il Paese in cui si mangia meglio al mondo? Ha senso investire qui per questa professione?

L’Italia è non solo il paese in cui si mangia meglio, ma anche quello in cui ci sono delle materie prime uniche e che tutto il mondo ci invidia.

Tutto il fascino e la creatività, che vediamo in tv sul ruolo dello chef, sono veri o non è tutt'oro quel che luccica?

La televisione mostra una cerchia ristretti di cuochi. Ma prima della televisione c’è l’impegno, la costanza e la dedizione. Per me la televisione è arrivata dopo, molto dopo, nemmeno ci pensavo. Prima ci sono il proprio lavoro, i propri clienti, il proprio amore per la cucina. Se poi arriva dell’altro, tanto meglio, ma deve essere considerato solo un valore aggiunto.

Che cosa si sentirebbe di consigliare ad un aspirante chef?

Di lottare e cercare di fare del proprio meglio per diffondere in quello che crea emozioni e sentimento.

Lorena Loiacono

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