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Social media: progresso o regressione



Nei soli ultimi 200 anni dell’intera storia evolutiva dell’uomo (circa 250mila anni), grazie a 3 rivoluzioni industriali, allo sviluppo esponenziale di scienze,
tecnologie, medicina e dopo l’arrivo delle TV nelle case di tutto il Mondo, abbiamo fatto un salto degno del miglior campione olimpico:
dai viaggi in carrozza ai viaggi nello spazio, tutto in 200 anni!
Ma andiamo per gradi…
Si parla di Tv e social media, cioè i mezzi di comunicazione più recenti.

La televisione che nasce negli anni 50 ha permesso in primis di portare nelle case di tutti i telegiornali, dunque notizie di politica, costume e società dall’Italia e dal mondo e anche programmi di intrattenimento.
Una vera e propria rivoluzione.
Per rendere l’idea, molte persone, soprattutto anziane (nonni e bisnonni che vivevano di agricoltura e coltivavano la terra nei campi), non potevano nemmeno lontanamente concepire una novità tecnologica del genere, pensavano che il presentatore il quale appariva in quella ‘scatola’ fosse presente nella stanza li con loro e addirittura la gente gli parlava come se lui potesse sentire e rispondere.

E’ stato amore a prima vita tra uomo e tv.
Nel giro di un decennio quella scatola arrivò nelle case di tutti.
E come è tipico della natura umana autodistruttiva questo mezzo passa più o meno presto dall’esercitare un nobile ruolo di informazione, istruzione, divulgazione culturale, e anche di placido intrattenimento alla diffusione di trasmissioni più variegate, strane, diseducative e idiote mai viste fino a quel momento con un’inondazione totale di programmi trash (spazzatura) di ogni specie e genere.
L’uomo crea, l’uomo distrugge.
In sostanza il primo grande punto a favore della Tv è che ha permesso alle masse, per la prima volta nella storia, di poter accedere a contenuti di qualsiasi natura in modo da poter informare le persone dalla politica allo sport, dai
documentari alla religione, ecc…, impresa in cui giornali e radio erano riusciti solo in parte.
Punto a sfavore è che in TV con le cose positive, in seconda battuta sono arrivate letteralmente una valanga di programmi spazzatura che hanno fondamentalmente appiattito e alienato le menti delle persone attaccandole per ore e ore al tubo catodico.
Altro punto a sfavore, cosa oramai di dominio pubblico è che fin dalla nascita dei mezzi di stampa e comunicazione, giornali prima e radio poi (tralasciando la letteratura), spesso le notizie a noi giunte non seguivano esattamente le reali cronache degli eventi. Pochi addetti ai lavori, spesso semplici burattini comandati dai potenti e dai governi hanno avuto e hanno tutt’ora il compito di informare dei ‘fatti’ milioni di persone nel mondo in modo da influenzare l’opinione pubblica.
La storia recente è piena zeppa di casi della cosiddetta manipolazione mediatica.
Sostanzialmente se da un lato la televisione è stata la vera e propria porta d’ingresso alla globalizzazione permettendo a tutte le persone di poter aprire una finestra sul mondo, di poter informarsi su svariati argomenti e di poter usufruire di canali e programmi tematici di varia natura portando a conoscere cose che prima di allora non sarebbero mai andati a ricercare e leggere su libri e giornali, d’altra parte ha anche plagiato negativamente intere generazioni propinandoci programmi TV con zero contenuti e alienando milioni di persone.
Ritornando al discorso iniziale riguardo un salto evolutivo enorme compiuto dall’uomo,ci verrebbe da pensare che siamo stati bravi, che siamo intelligenti, che siamo noi quelli in cima alla scala evolutiva; il coccodrillo è rimasto coccodrillo, la foca è rimasta foca, persino la scimmia è rimasta scimmia! noi invece abbiamo avuto il merito di iniziare a camminare, poi imparare a parlare e infine di inventare cose.
Allora ci verrebbe da pensare anche di darci una pacca sulla spalla, si esatto una pacca sulla nostra stessa spalla, al nostro ego che evidentemente è cresciuto a dismisura come le nostre capacità tecnologiche, complimentandoci con noi
stessi, soddisfatti, tronfi e pieni di noi come solo noi esseri umani sappiamo fare.
Ecco appunto, mancava proprio qualcosa per poterci vantare, lo specchio nel quale rifletterci, compiaciuti e narcisi, mancava quel qualcosa per rendere omaggio a noi, agli uomini.
Ed ecco che dopo aver inventato fior fiori di cose che ci hanno permesso di migliorare la nostra vita pratica, andando così a migliorare condizioni di vita, lavoro, trasporti, commercio e quant’altro, con tutti i pro e i contro del caso, uno su tutti l’inquinamento e la progressiva autodistruzione di questo nostro mondo (qui bisognerebbe aprire un’altra lunghissima parentesi, ma non riguarda il tema di oggi), dopo la carta stampata, dopo la radio, dopo la Tv, arriva il Computer più comodamente detto PC con Internet e con ultimi ma non ultimi i famigerati social!
I social media (letteralmente mezzo sociale) sono mezzi di comunicazione che sul web permettono l’interazione di più individui intorno a un determinato argomento e la costruzione di rapporti fra di loro;
Questi hanno permesso di sdoganare forse una delle ultime frontiere intellettuali rimaste, dare voce a tutti, dare voce al popolo!
I social network sono ormai parte integrante della nostra vita quotidiana, questo è un dato di fatto indiscutibile.
Facebook, Twitter, Instagram… sono solo alcuni dei social più famosi ed utilizzati che registrano giornalmente condivisioni, aggiornamenti ed apprezzamenti da tutte le parti del mondo.
Se ci facciamo caso, così come detto per la TV precedentemente rispetto a stampa e radio, questa volta nemmeno la televisione si è a sua volta imposta come mezzo di comunicazione così rapidamente nelle nostre vite.
Negli anni ’60 per esempio, erano ancora pochi a possedere una TV, nonostante l’Italia fosse in pieno boom economico. Per i social network è stato diverso.
Con la diffusione di internet e ancor di più con la commercializzazione di smartphone sempre più potenti, in poco tempo tutti hanno iniziato ad utilizzare i social e le applicazioni a loro annesse. Non sempre però si fa uso consapevole di questi strumenti e spesso si sottovalutano alcuni aspetti che vanno conosciuti se si vogliono evitare spiacevoli conseguenze sia a livello personale che generale.
Partendo ad elencare i vantaggi dei social, possiamo dire che quando si parla di social network è impossibile non pensare ad un tipo di comunicazione globale e a flussi di informazioni che si muovono in tempo reale. Le distanze si sono accorciate e basta davvero poco per mettersi in contatto con persone che possono trovarsi anche dall’altra parte del mondo.
I social sono mezzi “comodi”, accessibili da chiunque ed in pochi click. Basta un indirizzo email ed una password e sei subito connesso con la realtà virtuale. Che tu sia in ufficio, a casa o per strada, non ha alcuna importanza, puoi usarli anche da lì.
Grazie ai social network puoi curare i tuoi rapporti interpersonali, non solo restando in contatto con chi già conosci ma anche facendo nuove amicizie e conoscenze. Questo può essere vero anche in ambito lavorativo. Sono molti al giorno d’oggi che trovano una nuova professione tramite LinkedIn o Facebook.
Puoi condividere pubblicamente tutto ciò che riguarda le tue passioni e i tuoi pensieri in modo da cercare un confronto con i tuoi contatti. Tutti abbiamo il desiderio di essere ascoltati e di relazionarci attivamente con chi ha qualcosa in comune con noi.
Possiamo utilizzare i social per esternare liberamente i nostri stati d’animo con la speranza di essere compresi o come semplice valvola di sfogo. Attenzione però a non esagerare se si è gelosi della propria privacy.
I contro
Se usati sconsideratamente, stesso discorso della TV, i social network possono diventare alienanti e si può perdere quasi del tutto il contatto con la realtà. Avere tanti amici e contatti sui social non è la stessa cosa di averli nella vita reale.
Si può diventare dipendenti dai social a tal punto da compromettere la propria produttività lavorativa. Occhio a usarli come passatempo solo quando non si ha altro di più importante da fare.
Può accadere che i nostri dati personali siano usati da altri. Il furto d’identità è uno dei rischi più frequenti con cui deve fare i conti chi usa i social. Particolare attenzione deve esserci se si usano questi servizi anche per lavoro. Poi ci sono le cosiddette Fake News ovvero informazioni e le notizie che circolano su Facebook e sugli altri social non sempre sono veritiere. Sta a chi legge ponderare ogni cosa e verificare le fonti.
Sui social alcune persone hanno l’abitudine di nascondersi dietro una maschera. C’è chi finge di essere un intellettuale quando non lo è affatto, chi spera di apparire bello/a ritoccando le proprie foto, chi scrive di aver un lavoro appagante quando questo non corrisponde assolutamente al vero…
In conclusione è facile intuire che su questo tema sono molto polemico, come ogni cosa occorre il giusto equilibrio, occorre sempre accendere il cervello e pensare 10 volte prima di scrivere qualunque cosa.
Altro tema fondamentale che tocca soprattutto i ‘Millennial’ ovvero le ultime generazioni nate dopo gli anni 2000 è il discorso più filosofico di essere solo se si appare, ovvero ho come la sensazione che oggi esisti solo se sei sui social.
In conclusione lascio aperto il dibattito con ben due dichiarazioni pungenti,
la prima di Umberto Eco il quale disse nel 2015 :
“I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano
solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività.
Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel.
È l’invasione degli imbecilli”.
E come ha dichiarato ultimamente l’ex CEO di Google Eric Schmidt :
“i social network sono amplificatori di idioti e pazzi”.