Video appunto: Legalità e mafia, tema

Legalità e mafia



Cosa nostra, ‘ndrangheta, sacra corona unita, sono solo alcune delle associazioni malavitose presenti in Italia, più comunemente dette mafie.
Questo è il primo pensiero in assoluto che mi balena nella mente se sento nominare il termine legalità.
Ebbene si, ad un termine positivo associo ciò che di più negativo ci possa essere, mi chiedo se mi accade perché sono italiano, invece chissà cosa argomenterebbe a freddo un neozelandese per esempio alla domanda : che cos’è la legalità?
La legalità per definizione è il rispetto delle regole, è il rimanere al di qua della linea tracciata dalla società civile per non commettere reati e non danneggiare il prossimo, questa probabilmente sarebbe la risposta del nostro amico neozelandese.

Invece sono convinto che nel nostro paese qualsiasi italiano laureato, operaio, uomo, donna, ragazzo, anziano, del nord, del sud, partirebbe a razzo con un monologo di due ore degno del miglior standup comedian su tutte le sfaccettature dell’illegalità.
Per la serie : cinquanta sfumature di mafia (ma anche cinquecento…).
Oddio, forse a ripensarci bene uno del nord Italia, amichevolmente detto polentone, ne saprebbe qualcosa in meno di un terrone.
Effettivamente l’argomento è molto serio e c’è poco da scherzare, ma ho fatto questo tipo di esempio per far capire subito come percepiamo la legalità in Italia.
Nel Bel Paese, il quale vanta una storia culturale, artistica, letteraria invidiata dal resto del Mondo, l’illegalità è radicata da sempre.
In molti substrati sociali che riguardano alcune realtà nostrane come ad esempio quartieri difficili di città come Palermo, Roma, Napoli, Milano (arrivando poi a penetrare come lunghe radici di un albero secolare nel terreno, intere regioni e l’intera Italia), in ambienti sociali economicamente poveri, disagiati, con un elevato tasso di disoccupazione ed analfabetismo scolastico, l’unica luce per molte persone è l’affiliazione.
Quante volte nei TG abbiamo sentito la frase “abbandonati da stato e istituzioni”?
Le mafie invece non ti abbandonano, anzi ti danno lavoro e stipendio.
Chiunque è adatto a lavorare nel mondo dell’illegalità, si trova un ‘lavoretto’ da fare per tutti.
Diploma? laurea? Competenze specifiche? Curriculum vitae? Non servono.
In più se si entra a far parte di un’associazione mafiosa, per molte persone vuol dire che per la prima volta nella loro vita ci si sente accettati, ci si sente parte di qualcosa, ci si sente forti, insomma diventi qualcuno a differenza dello Stato che non ti ha mai considerato, insomma in un certo senso si vive un riscatto sociale.
Ditemi se non è un paradosso questo!
Ecco allora che il lato oscuro ovvero le associazioni mafiose che si muovono al di fuori della legalità fanno anche un lavoro psicologico sul cittadino il quale di fatto si sente abbandonato dal proprio paese.
Ma la vera sfida da affrontare per molte persone sta proprio nell’affrontare i problemi quotidiani, il gap sociale e rimanere al di qua della linea, rimanere nel lato buono.
Con questo ricatto psicologico le mafie, negli anni, hanno potuto così assoldare migliaia e migliaia di persone radicandosi totalmente nel sistema e nella cultura italiana, partendo dalla lotta di classe dell’ottocento (ebbene si, erano viste e sono viste tutt’ora come un paladine della giustizia, come un Robin Hood nostrano che rubava ai ricchi per dare ai poveri) fino ad arrivare, ai nostri giorni, a sedersi al tavolo coi poteri forti e non per dialogare, ma per comandare!
Le associazioni criminali in tutto il mondo sono arrivate a muovere tra il tre e il cinque per cento del PIL mondiale grazie al mercato di stupefacenti, armi, tratta di esseri umani e tanta altra attività orribili.
Inoltre l’Italia è il paese europeo con maggiore corruzione.
Un altro spunto di riflessione che riguarda più che altro il punto di vista dei giovani di oggi in merito alla loro visione dell’argomento è il parallelismo legalità-illegalità nel cinema, ovvero che è indubbiamente oggettivo che i personaggi cattivi hanno sugli spettatori molto più appeal di quelli positivi e mi chiedo, quanto successo hanno avuto serie tv come ‘Gomorra’, ‘Romanzo criminale’ e ‘Suburra’ rispetto ad altre sui giudici Falcone e Borsellino piuttosto che film come ‘I cento passi’ ?
Le prime hanno avuto un successo planetario e sono state doppiate e trasmesse in tutto il mondo, perché le storie criminali affascinano, i cattivi diventano i nuovi eroi, i ragazzi simpatizzano per loro e spesse volte ne imitano i comportamenti, come nel caso del sempre più crescenti fenomeno delle baby gang in Italia.
Ma ciò che non ho detto fin ora perché palesemente ovvio è che fare azioni criminali di qualsiasi tipo implica matematicamente trarre vantaggio a discapito di altre persone, a volte in maniera meno gravosa come può essere uno scippo, ma spesso in maniera irreparabile per le vite degli altri come lo spaccio di droga , sfruttamento della prostituzione fino all’omicidio.
Le mafie uccidono, ogni azione illegale comporta qualcosa di negativo e spesso drammatico.
Allora in conclusione voglio andare a sottolineare il ruolo dei buoni e dei veri eroi nella lotta alla criminalità, bandiere ed esempi da seguire sempre e comunque senza ma e senza se!
I giudici Falcone e Borsellino, Peppino Impastato e molte molte altre persone, spesso invisibili all’opinione pubblica, che hanno combattuto nel loro quotidiano questa battaglia non sono eroi ma sono super eroi che spesso ahimè hanno dato la vita per la legalità.
Il ventitre maggio (data della strage di Capaci) si celebra la giornata nazionale della legalità, in memoria di tutte le vittime (forze dell’ordine, sindaci, magistrati, persone comuini) e di tutti coloro che hanno combattuto contro tutte le mafie.
E’ indubbio che in Italia nello specifico non si tratta semplicemente per la legalità ma si tratta di combattere per estirpare dalla testa di tutti noi una mentalità insita nel nostro popolo, occorre una rivoluzione culturale!
Ma allora cosa può fare in concreto ognuno di noi nel nostro piccolo?
Innanzi tutto bisogna cambiare mentalità, il senso di legalità è un valore che deve essere radicato in noi;
bisogna poi prendere coscienza, ovvero bisogna acquisire la consapevolezza del fatto che il fallimento delle singole esperienze, la sensazione di inadeguatezza e la precarietà non devono indurre a andare verso la strada apparentemente in discesa dell’illegalità;
inoltre anche il rapporto con la politica va cambiato e non pensare di aspettare cosa lo stato può fare per noi, ma cosa noi possiamo fare per il nostro paese.
In sostanza il futuro è nelle mani dei giovani e come disse il giudice Borsellino :
“Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente mafia svanirà come un incubo”.