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Internet è ormai presente nelle nostre vite, e sempre più accessibile. Si stanno moltiplicando sempre più i dispositivi che possono effettuare connessioni sul web. Come mai sempre più persone si connettono a internet giornalmente?
Semplicemente per i suoi servizi.
Contrariamente a quanto si possa pensare, internet è parte della nostra vita.
In quanti al mattino si svegliano e guardano whatsapp, oppure chiedono a Siri (software basato sul riconoscimento vocale) che tempo farà? Tutte queste azioni sono sempre collegate a internet.
Per rendere l’idea della diffusione si pensi che in un trimestre sono stati venduti in tutto il mondo 74.5 milioni di iPhone. Ognuno di questi ha il software di riconoscimento vocale che si collega ad internet. E ad effettuare le connessioni ci sono almeno altre cinque app preinstallate. Inoltre quasi chiunque abbia uno smartphone ha whatsapp e altri giochi connessi a internet. In più in tutte le app che a prima vista sembrerebbero non connettersi, quando appare la pubblicità, una connessione è avvenuta.

Internet ormai è parte integrante della nostra vita e della nostra civiltà.
Oltre che per essere in un attimo collegati con l’altra parte del mondo, usando la rete si possono reperire facilmente informazioni senza consultare un dizionario o enciclopedia o qualsiasi libro simile.
Ma i difetti? Sono moltissimi.
In quanti hanno ritrovato l’amica delle elementari ad anni di distanza grazie a Facebook? Molto bello ma, ben più nascosti dagli occhi degli utenti, c’è un giro di “vendite” di persone. Ad esempio la “effe” blu, pilastro di internet, a volte ci propone cantanti, film o personaggi famosi a cui mettere “mi piace”. Senza pensarci mettiamo il pollice in su, ma questi dati, vanno solo al gestore della pagina o del profilo selezionato? Certo che no!
Le pubblicità sul famoso social sono poche, ma molto mirate. Infatti, grazie a una funzione, si può sapere a quante persone piace un cantante o attore o film e cosi via, riuscendo a creare annunci che coinvolgano più persone possibili.
Questa è chiaramente una violazione della privacy, però nulla vieta loro di farlo. Infatti gli utenti al momento della registrazione accettano il trattamento dei dati.
Un’altra cosa simile succede non solo nei social network.
Ad esempio se su un sito di acquisti online cerchi un prodotto, le pubblicità con tutte le offerte ti perseguiranno per giorni.
Si chiamano “cookie” e c’è un modo per evitarli. Infatti i browser hanno la funzione di non accettare cookie, ma molti siti bloccano l’accesso se non sono abilitati. Anche qui nulla di illegale, infatti in molti siti che usano questa tecnologia appare la scritta in alto “navigando su questo sito accetti l’utilizzo dei cookie”.
Queste sono solo le “minacce” che avvengono senza nulla di particolarmente maligno.
I maggiori rischi si corrono quando anzichè macchine, sono gli uomini che prelevano i dati. Stando su un profilo di qualsiasi social network si possono trovare senza molte difficoltà le maggiori informazioni di una persona: il nome, i post (da cui si può capire addirittura l’orientamento politico), gli amici, l’indirizzo di casa, gli hobby, l’immagine del profilo e il numero di cellulare insieme ad altri dati.
Quindi, internet può essere una grande utilità, ma solo se usata nel modo giusto, stando attenti a tutte le insidie che nasconde.

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