Concetti Chiave
- Le immagini in movimento sono create tramite sequenze di frame visualizzati a una frequenza alta, consentendo la percezione del movimento da parte dell'occhio umano.
- La digitalizzazione dei filmati richiede la conversione di ogni fotogramma in formato digitale, per poi riprodurlo attraverso apposite tecnologie.
- Il framerate, ovvero il numero di frame al secondo, è fondamentale per la qualità del movimento in un'animazione; un framerate più alto garantisce una visione più fluida.
- Il cinetoscopio di Thomas Edison operava a 48 frame al secondo, mentre il cinematografo dei Lumière utilizzava un framerate ridotto a 16 frame al secondo.
- Oggi il framerate varia notevolmente, da un minimo di 4 frame al secondo per le moviole fino a 40 frame al secondo per filmati di alta qualità.
Le immagini in movimento vengono rappresentate attraverso sequenze di immagini fisse (frame), visualizzate a una frequenza sufficientemente alta da consentire all’occhio umani di ricostruire il movimento.
Che cos'è la digitalizzazione e conversione dei filmati?
Come per le immagini, anche per i filmati è necessario convertire in digitale ogni singolo fotogramma per poterlo memorizzare in digitale e quindi riconvertirlo in analogico per poi riprodurlo su uno schermo.
È possibile digitalizzare filmati provenienti da telecamere o da un sintonizzatore Tv, utilizzando apposite schede e software video, e successivamente ricostruire le animazioni di sintesi utilizzando sempre particolari programmi.
Tecniche di animazione e framerate
Lo spazio occupato da un’animazione dipende da molti fattori, tra i quali il più importante è il framerate.
L’animazione è l’effetto che si ottiene sfruttando la tecnica cinematografica che si basa sul fatto fisiologico della persistenza di un’immagine sulla retina per un tempo relativamente lungo. Scomponendo un movimento in un insieme di fasi successiva (frame), in modo che ciascuna fase succeda alla precedente in un periodo di tempo inferiore a quello di tale permanenza, ciascuna immagine si sovrappone alla precedente prima che questa scompaia dalla retina: ne consegue una visione continua del movimento che si traduce in un’unica espressione di moto, come avviene nella visione diretta.
Storia del cinetoscopio e cinematografo
Thomas Edison progettò il cinetoscopio, dove le immagini si riproducevano alla frequenza di 48 frame al secondo, mentre i fratelli Lumière, nel loro cinematografo, ridussero tale numero a 16 frame al secondo.
Più elevato è il numero di frame al secondo, migliore è la qualità di movimento del filmato: oggi il numero di frame varia da 4 al secondo per le moviole a 40 al secondo.
Domande da interrogazione
- Qual è il processo di digitalizzazione dei filmati?
- Come influisce il framerate sulla qualità dell'animazione?
- Quali sono le differenze tra il cinetoscopio di Edison e il cinematografo dei Lumière?
La digitalizzazione dei filmati richiede la conversione di ogni singolo fotogramma in formato digitale, per poi poterlo memorizzare e successivamente riprodurre in analogico su uno schermo.
Il framerate è cruciale per la qualità dell'animazione; un numero maggiore di frame al secondo consente una visione più fluida del movimento, con valori che oggi variano da 4 a 40 frame al secondo.
Il cinetoscopio di Edison riproduceva immagini a 48 frame al secondo, mentre il cinematografo dei Lumière utilizzava una frequenza ridotta a 16 frame al secondo, influenzando così la qualità del movimento rappresentato.