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Bit e codice ASCII

Per parlare con il computer bisogna convertire le informazioni utilizzando bit. Il bit, come sappiamo, è una variabile che può assumere solamente i valori 0 oppure 1. Perciò ogni carattere digitato alla tastiera deve essere trasformato in un'opportuna sequenza di 8 bit (un byte). Per esempio il carattere C (maiuscolo) è rappresentabile mediante la sequenza: 01000011

Cerchiamo di capire qual è il percorso logico che permette di collegare la lettera C a questa successione di 0 e 1. Esiste un codice molto diffuso, l'ASCII (American Standard Code Interchange for information), che fissa una corrispondenza fra caratteri e numeri. Al carattere C fa corrispondere il numero 67. Quest'ultimo è un numero in base 10 come tutti quelli che utilizziamo abitualmente: viene cioè rappresentato tramite le dieci cifre da O a 9 e le potenze del 10.
Per rappresentare i numeri è possibile ricorrere a una base diversa da 10.
Se consideriamo come base il numero 2, sono consentite solo le due cifre 0 e 1, mentre le potenze sono quelle del 2.Se convertiamo il numero 67 in base 10 nel numero che gli corrisponde in base due otteniamo:

(67)10=(01000011)2
dove (01000011)2 è la sequenza del carattere c maiuscolo.

I caratteri rappresentabili in questo modo sono 255. Fra questi vi sono 52 lettere, cioè 26 maiuscole e 26 minuscole (C nel codice ASCII è diverso da c) e le 10 cifre. I rimanenti caratteri sono elementi di punteggiatura, spazi o altri simboli particolari come per esempio la parentesi quadra che corrisponde nel codice ASCII al numero 91, mentre in codice binario diventa 01011011. Dal punto di vista fisico, alla base di questo complesso processo di trasformazione delle informazioni in sequenze di 0 e 1 vi sono degli impulsi elettrici: 0 per l'elaboratore corrisponde a una bassa tensione elettrica e 1 a una tensione più alta.

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