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Dal BASIC al C++

BASIC (Beginners All-purpose Symbolic Instruction Code): venne sviluppato a meta degli anni '60. Semplice sia a livello di apprendimento che di uso, è adatto per risolvere problemi scientifici e commerciali. Esiste una versione nuova denominata VISUAL BASIC che rientra nella categoria del linguaggi visuali. Si tratta di una nuova generazione di linguaggi che consentono al programmatore di lavorare non solo scrivendo righe di istruzioni in codice, bensì in modo intuitivo, posizionando e disegnando elementi grafici con il mouse. Presentano il vantaggio, rispetto al linguaggi tradizionali, di ottenere risultati anche esteticamente migliori in molto meno tempo. Sono adatti per lo sviluppo di programmi che funzionano in ambienti a finestre

Gli ambienti a finestre, indicano ambienti di lavoro caratterizzati da particolari interfacce grafiche. L'elaborazione si svolge in appositi spazi, detti per l'appunto «finestre», che si possono aprire, ingrandire, ridurre o chiudere.

C: fu creato nei primi anni '70 e ha fra le sue peculiarità quella di poter controllare il calcolatore anche nelle componenti più interne. Attualmente è il più utilizzato per lo sviluppo software tecnici e scientifici;

C++: è un'estensione del linguaggio C maturata negli anni '80. Viene definito "orientato agli oggetti" in quanto rende possibile un tipo di programmazione concettualmente differente da precedenti. Anche di questo esiste la versione visuale, VISUAL C++.

Ognuno di questi linguaggi necessita di un programma di traduzione specifico. Per esempio, nel caso del BASIC il traduttore è di tipo interprete.:ogni singola istruzione viene tradotta in linguaggio macchina e poi subito eseguita.

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