Illustrazione di vespe orientali vicino a un nido accanto a una serranda, indicate da mani guantate
Immagine realizzata con AI

Le vespe orientalis sono nella fase di massima attività: tra settembre e ottobre le colonie crescono in fretta. L'allarme arriva anche dagli agronomi, perché Le vespe orientali sono un problema non solo per gli esseri umani, ma anche per le api, di cui si nutrono.

Indice

  1. Il picco di ottobre e il boom dei nidi
  2. Come riconoscerla: corpo rossiccio e fascia gialla
  3. Dove nidifica e come scovare il nido
  4. Eliminare il nido: chi chiamare e quando
  5. Finestre, cibo e punture: cosa fare

Il picco di ottobre e il boom dei nidi

In questo periodo le vespe orientalis sono al picco del loro ciclo vitale. È la stagione dell'accoppiamento: le regine vengono fecondate per produrre nuovi individui.

Il risultato? Un nido da 400-500 esemplari può raddoppiare da un'estate all'altra... e i numeri, diciamocelo, fanno un certo effetto.

A spingere la crescita c'è soprattutto il cibo, un vero buffet a cielo aperto. Questi insetti nelle città lo trovano in abbondanza, tra i rifiuti domestici, scorie metropolitane e colonie di altri insetti.

Come riconoscerla: corpo rossiccio e fascia gialla

A prima vista la vespa orientalis, nota anche come calabrone orientale, sembra un calabrone europeo. La differenza sta nei colori: il corpo, lungo da 2 a 3,5 centimetri, è bruno rossiccio quasi uniforme, senza l'alternanza di giallo e nero del cugino europeo.

Guarda l'addome: è rossiccio alla base e in fondo, con un'ampia fascia gialla brillante al centro. L'altro dettaglio da cercare è sulla testa, dove spicca una macchia gialla sulla fronte, proprio tra gli occhi.

Dove nidifica e come scovare il nido

In città la specie sceglie spazi chiusi e bui vicino alle case: cassonetti delle tapparelle, sottotetti, intercapedini dei muri, edifici abbandonati. A Roma i nidi sono spuntati anche negli sportelli del gas e nelle aree archeologiche.

Di solito il nido non si vede, ma si tradisce. A segnalare con maggiore chiarezza la presenza del nido può essere un viavai di insetti dallo stesso punto, per esempio una crepa nel muro o la fessura della tapparella; quando si trova nel cassonetto, si può avvertire anche un ronzio sordo. In giardino, invece, un nido sotterraneo sembra un semplice foro nel terreno con un traffico continuo di vespe.

Eliminare il nido: chi chiamare e quando

Il fai-da-te è da evitare. Spray o acqua bollente sono rischiosi perché la colonia, appena si sente minacciata, difende il nido in massa. Chiudere il foro con del silicone o del nastro adesivo non risolve il problema: una volta bloccate, le vespe possono cercare un'uscita diversa e arrivare dentro casa.

La strada giusta è individuare il foro d'ingresso da lontano, senza avvicinarti, e segnalarlo a una ditta di disinfestazione. I Vigili del fuoco intervengono solo nelle situazioni di reale soccorso, valutate dalla sala operativa.

Il momento migliore per l'intervento è il tramonto, quando le operaie sono rientrate e il prodotto raggiunge tutta la colonia. Dopo il trattamento il foro resta aperto per uno o due giorni, così le vespe rimaste fuori rientrano; i resti si rimuovono e la fessura si sigilla solo a colonia spenta.

Finestre, cibo e punture: cosa fare

Se torni a casa dopo qualche giorno via, meglio alzare le serrande con le finestre chiuse, perché potrebbero essersi annidate nelle tapparelle e potrebbero attaccare sentendosi a loro volta in pericolo. Stessa cautela con uno sportello chiuso da tempo: va aperto lasciando entrare aria poco alla volta, perché lo spostamento d'aria improvviso può scatenare l'attacco.

Di norma la vespa attacca solo quando si sente minacciata. Se succede, allontanati; se gli insetti che ti attaccano sono più di uno, corri per metterti al riparo e proteggi occhi, naso, bocca e orecchie. Il pungiglione non resta nella pelle, quindi lo stesso insetto può pungere più volte.

Una singola puntura provoca dolore intenso, gonfiore e arrossamento, che il ghiaccio di solito attenua in poche ore. Se compaiono lingua gonfia, difficoltà a respirare o prurito in gola, chiama subito il 112: per chi è allergico anche una sola puntura può scatenare uno shock anafilattico, e molte punture sono rischiose anche senza allergie.

Per non attirarle, evita di lasciare cibo per animali e rifiuti su balconi e in giardino.

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