
Per ogni studente universitario, l’esame orale non è solo una prova di profitto, ma un vero e proprio rito di passaggio dove, tra corridoi angusti e aule affollate, si consumano drammi degni di una tragedia greca (o di una commedia dell’assurdo). Recentemente, sulla community di r/Universitaly, è apparso un thread diventato rapidamente un raccoglitore di traumi collettivi: "Esame orale peggiore che avete mai fatto".
Le storie emerse dipingono un quadro fatto di professori spietati, blackout mnemonici e situazioni così surreali da sembrare inventate. Ecco una carrellata dei momenti più bassi (e memorabili) della storia degli appelli.
Lo "Speedrun" della bocciatura
Ci sono esami che durano ore e altri che finiscono prima ancora di aver appoggiato lo zaino sulla sedia. È il caso del record di brevità riportato da un utente:
"Esame orale di storia moderna, il professore era un ba***rdo e in una sessione bocciò tutti, me compreso. Ero al secondo tentativo e il mio esame durò una quindicina di secondi ad essere larghi. Pensavo di aver fatto il record di esame più breve in assoluto dell'università e probabilmente fu così, finché dopo di me una ragazza venne bocciata in 10 secondi, soffiandomi all'istante il primato".
In questi casi, non c'è nemmeno il tempo di capire il colore degli occhi del docente: un saluto, una domanda secca, un silenzio di troppo e il libretto (virtuale) torna nel cassetto.
Quando le cose non vanno
A volte l'esame è la goccia che fa traboccare un vaso già colmo. Nel caso di questo studente, la bocciatura è arrivata in un periodo difficile per motivi psicologici.
"C'è stato un periodo, in triennale, in cui stavo proprio male psicologicamente. Provavo gli esami, ma durante lo studio non mi concentravo abbastanza e le informazioni non mi restavano, anche se passavo ore a studiare.
In quel periodo ho fatto tanti esami male, ma penso che il peggiore fosse un esame di letteratura latina, in cui dovevo analizzare dei testi e tradurli davanti al docente. Quando mi faceva domande sulla grammatica, spesso mi diceva "è lo stesso tempo verbale in italiano" e io comunque, non riuscivo a dare la risposta giusta.
Inutile dire che ha chiuso il mio esame arrabbiato, scocciato e ricordandomi che "è meglio che ripassi non solo la grammatica latina, ma anche quella italiana".
Ovviamente la mia performance era influenzata molto dal mio stato mentale, ma di storie simili in quel periodo purtroppo ne ho avute molte, anche se questa è la peggiore.
PS: dopo un po' di tentativi falliti, quando mi sono tolta di dosso il vero problema, lo studio è tornato ad essere facile".
Il muro del pianto e il blackout
Il panico è il nemico numero uno. Quando il cervello si scollega, anche le nozioni più elementari evaporano, lasciando spazio a reazioni emotive incontrollabili. Una testimonianza racconta perfettamente questo cortocircuito.
"Intorno alle 19:45 la professoressa mi chiede se voglio sostenere l'orale quel giorno o il giorno dopo, scelgo di andare il giorno dopo. Alle 9 del giorno successivo, ancora con il fiatone per la corsa fatta per arrivare in orario, inizia il mio orale, la professoressa mi dice che quello che stavo ripetendo come lo avevo studiato era sbagliato.
Vado nel panico, non ricordo le cose più basilari, inizio a piangere mentre parlo con tanto di "non mi sembra di essere così cattiva" detto da lei. Mi fa un'altra domanda, che sapevo, poi mi chiede qualcosa di cui ha a mala pena parlato, mai visto nella vita vera (era un esame di laboratorio), a cui è stata dedicata forse mezza slide nei powerpoint. Mi ritiro e singhiozzo per un po'in bagno" .
C’è poi chi vive l’esame in uno stato di totale alienazione comunicativa:
"Pensavo di aver studiato discretamente e invece arrivata lì non ricordavo nulla, soprattutto perché erano argomenti da spiegare in termini giuridici precisi. Praticamente non ho detto un ca**o, le domande dell'assistente manco le capivo. 18 passato a 20 con una domanda da parte della prof".
Assistenti poco "assistenziali"
Se il professore può essere il "boss finale", gli assistenti spesso non sono da meno. Invece di mediare, talvolta scelgono la via del bullismo accademico. Un utente riporta un’esperienza emblematica:
"Io avevo studiato ma magari le cose non le riuscivo a dire in modo proprio preciso, l'assistente mi guardava storto, scambiava occhiate divertite all'altra assistente a mo' di presa per il culo (infatti prima che venisse il mio turno avevo anche sentito che facevano commenti sulla nostra poca intelligenza) e a un certo punto ha pure sbuffato e ha detto una cosa tipo: "Ma chi me l'ha fatto fare di venire qui oggi?".
L'altra assistente non era da meno, avevano avuto questi atteggiamenti con varie persone. Che trauma, menomale che la volta dopo ho fatto l'esame con il professore che è una persona più normale".
L’ingiustizia del programma (fantasma)
A volte il fallimento non dipende dallo studio, ma dal caos organizzativo. È il caso delle "domande fuori programma" che mietono vittime a tappeto, anche quando sono semplici sviste.
"Il prof chiede un argomento fuori dal programma, segando praticamente 15 persone me compreso (al tempo sì c’era internet sul telefono da consultare mentre quelli prima di me venivano segati, ma di certo non era abbastanza per rispondere a domande più specifiche).
Abbiamo poi scoperto che nella classe dei logopedisti (stesso prof, stesso semestre) l’argomento era stato trattato, quindi probabilmente l’idiota ha fatto casino. Lo odio ancora oggi".
L’onestà che premia (quasi)
In questo mare di disperazione, spunta però un finale inaspettato. È la storia di chi, davanti all'abisso dell'ignoranza, decide di non bluffare. Prendendo un 18 che vale quanto un 30 e lode.
"Mi fa una domanda e non so neanche di cosa stia chiedendomi, forse qualcosa che mi sono perso del programma. Dico con onestà che non conosco l'argomento. Mi offre 18. Probabilmente per non aver fatto teatrino. Lo prendo".
In fondo, gli esami orali sono anche questo: una lotteria dove l'intelligenza emotiva, la fortuna e la resilienza contano quanto (e a volte più) dei libri studiati. Se avete avuto un esame terribile, consolatevi: su Reddit c'è sicuramente qualcuno che è stato bocciato in meno di dieci secondi.