flappy bird

Ogni generazione ha i suoi tormentoni. Solo che, da quando esistono i social, i tormentoni durano meno di un fuoco di paia: a volte bastano poche settimane per farli esplodere, farli copiare da mezzo mondo e poi lasciarli sparire nel dimenticatoio.

Va detto però che alcuni trend hanno lasciato il segno. Magari oggi sembrano lontanissimi, quasi preistoria digitale, ma per un periodo hanno occupato feed, chat di classe e gruppi WhatsApp. 

Indice

  1. Quando bastava una cosa stupidissima per diventare virali
  2. I trend che erano ovunque a scuola
  3. I social prima di TikTok: Musical.ly, Snapchat e lip sync
  4. Le challenge: alcune innocue, altre molto meno
  5. Quando internet usciva dallo schermo
  6. I momenti in cui tutto internet discuteva della stessa cosa
  7. I trend che oggi sembrano già archeologia digitale

Quando bastava una cosa stupidissima per diventare virali

Uno degli esempi perfetti è il bottle flipping. Nel 2016 bastava una bottiglietta mezza piena, un banco e tanta pazienza. Il gioco era semplice: lanciarla in aria e farla atterrare in piedi.

Proprio quella semplicità lo rese contagioso: il fenomeno fu così riconoscibile da finire anche in studi di fisica, interessati a spiegare perché l’acqua dentro la bottiglia aiutasse la rotazione a rallentare e l’atterraggio a riuscire.

Qualche anno prima, nel 2011, c’era stato il planking: sdraiarsi rigidi a faccia in giù nei posti più improbabili e pubblicare la foto online. Faceva ridere proprio perché era assurdo, ma come spesso succede con i trend fisici, qualcuno iniziò a farlo in situazioni pericolose.

The Guardian raccontava già nel 2011 come la mania fosse diventata globale e avesse anche portato a incidenti gravi.

I trend che erano ovunque a scuola

Alcune mode sembravano nate apposta per invadere le classi. Le Silly Bandz, per esempio, erano elastici colorati a forma di animali, oggetti o simboli, da indossare e scambiare.

Nel 2010 diventarono una piccola ossessione tra bambini e adolescenti negli Stati Uniti: costavano poco, si collezionavano facilmente e funzionavano benissimo come oggetto da mostrare agli altri.

Stesso discorso, qualche anno dopo, per i fidget spinner. Nel 2017 erano praticamente ovunque: nei corridoi, negli astucci, sotto i banchi. Venivano presentati anche come oggetti utili per la concentrazione, ma in molte scuole finirono presto nella categoria “distrazioni ingestibili”. 

I social prima di TikTok: Musical.ly, Snapchat e lip sync

Prima che TikTok diventasse TikTok, c’era Musical.ly. Per molti ragazzi è stato il primo vero contatto con i video brevi fatti di audio, balletti, playback e pose studiate al millimetro.

L’app era costruita soprattutto sui lip sync musicali e nel 2018 fu fusa con TikTok dopo l’acquisizione da parte di ByteDance. In pratica, un pezzo enorme della cultura TikTok di oggi passa anche da lì.

E poi c’era Snapchat, con il suo dog filter. Orecchie da cane, naso finto, lingua che usciva aprendo la bocca: per un certo periodo è stato il filtro per eccellenza. 

Le challenge: alcune innocue, altre molto meno

Non tutte le challenge meritano nostalgia. Alcune erano semplicemente buffe, come la Mannequin Challenge del 2016: gruppi di persone immobili, congelate in una scena, mentre la videocamera si muoveva tra loro.

Il trend è nato grazie agli studenti di una scuola superiore di Jacksonville, in Florida, ed è poi esploso tra scuole, squadre sportive, celebrità e uffici.

Altre, invece, erano decisamente più problematiche. La Cinnamon Challenge, diventata molto popolare nei primi anni 2010, consisteva nel provare a ingoiare un cucchiaio di cannella senza bere. 

Senza dimenticare l'Ice Bucket Challenge che ha impazzato per un periodo sui social. Anche qui, il gioco era semplice e consisteva nel farsi gettare addosso un secchio di acqua ghiacciata.

Quando internet usciva dallo schermo

Alcuni trend sono diventati memorabili perché hanno portato le persone fuori casa. Il caso più gigantesco è Pokémon Go. Lanciato nel luglio 2016, il gioco trasformò strade, piazze e parchi in mappe da esplorare, usando realtà aumentata e geolocalizzazione.

In quei mesi sembrava normale vedere gruppi di persone ferme nello stesso punto con il telefono in mano, tutti in cerca dello stesso Pokémon raro.

I momenti in cui tutto internet discuteva della stessa cosa

Nel 2015 il mondo si è diviso su una domanda che oggi sembra quasi ridicola: il vestito era blu e nero o bianco e oro? Il caso di “The Dress” diventò uno dei dibattiti virali più famosi di sempre, perché mostrava come persone diverse potessero percepire la stessa immagine in modi completamente opposti.

Wired spiegò il fenomeno collegandolo al modo in cui il cervello interpreta luce e colore dentro una fotografia ambigua.

Un altro caso enorme fu Gangnam Style. Nel 2012 la canzone di PSY non fu solo un tormentone musicale: diventò una coreografia globale, un meme e un punto di svolta per YouTube.

Secondo Guinness World Records, il video fu il primo a superare un miliardo di visualizzazioni sulla piattaforma, raggiungendo quel traguardo il 21 dicembre 2012.

I trend che oggi sembrano già archeologia digitale

E poi c’è Flappy Bird, forse uno dei casi più strani: un gioco semplicissimo, difficilissimo e ipnotico, diventato virale nel 2014 e poi rimosso dagli store dal suo stesso creatore.

Le Monde ha ricordato come il gioco, lanciato nel 2013 dal vietnamita Dong Nguyen, sia stato tolto nel febbraio 2014 nonostante il successo enorme, anche per il peso della sua natura considerata troppo addictive.

1 MILIONE di posti a concorso nel Pubblico: il Ministro per la PA spiega come cogliere l’opportunità

Un milione di posti nella Pubblica Amministrazione in arrivo: nei prossimi sei anni circa un milione di dipendenti andranno in pensione e lo Stato vuole sostituirli con nuove assunzioni

Guarda il video