Prepararsi al test di Professioni Sanitarie 2026 richiede di conoscere esattamente il funzionamento della selezione. A differenza di altre facoltà ad accesso programmato, la prova prevede una data unica a livello nazionale, ma la stesura delle domande, la pubblicazione dei bandi di concorso e la gestione delle graduatorie sono affidate in totale autonomia alle singole università.
In questa guida pratica e aggiornata analizziamo nel dettaglio tutte le regole della selezione per l'anno accademico 2026-27: vedremo le date ufficiali in cui si terrà il test, le materie da studiare, la struttura della prova, come viene calcolato il punteggio e il numero esatto dei posti disponibili a livello nazionale.
Indice
- Le date del test di Professioni Sanitarie 2026-27
- Un test nazionale, ma non centralizzato
- Struttura e argomenti test Professioni Sanitarie
- I corsi delle Professioni Sanitarie
- Professioni Sanitarie, posti disponibili: i numeri dell’anno scorso
- Come funziona il punteggio della prova
- Come funziona la graduatoria per Professioni Sanitarie
- Misure compensative e tempi aggiuntivi per candidati con disabilità e DSA
- Simulazioni test Professioni Sanitarie 2026/27
- Le migliori università per Professioni Sanitarie
Le date del test di Professioni Sanitarie 2026-27
Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha da tempo stabilito le date ufficiali delle selezioni. Il test per i corsi di laurea triennale in lingua italiana si svolgerà mercoledì 16 settembre 2026, mentre quello per i corsi in lingua inglese è fissato per giovedì 17 settembre 2026.
Per quanto riguarda le lauree magistrali, le prove seguiranno a ruota: il test per l’accesso ai corsi di laurea magistrale in lingua italiana si terrà lunedì 5 ottobre 2026, mentre per quelli in lingua inglese la data designata è mercoledì 7 ottobre 2026.
La prova si svolgeranno in contemporanea su tutto il territorio nazionale, ma non è un test uguale per tutti. Ogni ateneo elabora le proprie domande secondo le linee guida ministeriali, stabilite nel bando annuale. Alcune università, però, potrebbero affidarsi al CINECA per la redazione del test, risultando quindi accomunate dalla stessa prova.
Un test nazionale, ma non centralizzato
Anche se le date sono identiche in tutta Italia, il contenuto del test varia da ateneo ad ateneo, come già accaduto lo scorso anno. A differenza di quanto avviene per altri corsi di laurea, in questo caso il MUR non fornisce un questionario unico, ma solo indicazioni su argomenti, materie e struttura.
A partire da queste linee guida, le singole università creano la propria prova e la relativa graduatoria, che sarà gestita in autonomia e pubblicata separatamente.
Questo vale anche per le procedure di iscrizione, le scadenze per il versamento del contributo di partecipazione e tutte le modalità operative, trattate nel dettaglio nei bandi interni dei singoli atenei.
Struttura e argomenti test Professioni Sanitarie
Come visto, anche se le domande non saranno le stesse in tutta Italia, gli argomenti del test di Professioni Sanitarie sono gestiti centralmente dal Ministero dell'Università e della Ricerca.
Facendo riferimento al Decreto ministeriale, vediamo qui di seguito la struttura della prova:
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4 quesiti di competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi;
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5 quesiti di ragionamento logico e problemi;
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23 quesiti di biologia;
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15 quesiti di chimica;
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13 quesiti di fisica e matematica.
Gli studenti hanno a disposizione 100 minuti per portare a termine la prova.
I corsi delle Professioni Sanitarie
I corsi di laurea triennale in Professioni Sanitarie che rientrano nell’accesso programmato nazionale sono numerosi e coprono ambiti diversi, dall’assistenza diretta alla diagnosi e prevenzione.
Ecco l’elenco completo, tenendo presente che non tutte le università potrebbero attivare tutti quanti i corsi:
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Infermieristica
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Ostetricia
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Infermieristica pediatrica
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Podologia
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Fisioterapia
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Logopedia
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Ortottica e assistenza oftalmologica
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Terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva
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Tecnica della riabilitazione psichiatrica
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Terapia occupazionale
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Educazione professionale
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Tecniche audiometriche
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Tecniche di laboratorio biomedico
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Tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia
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Tecniche di neurofisiopatologia
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Tecniche ortopediche
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Tecniche audioprotesiche
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Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare
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Igiene dentale
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Dietistica
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Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro
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Assistenza sanitaria
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Osteopatia
Professioni Sanitarie, posti disponibili: i numeri dell’anno scorso
Come stabilisce il decreto n. 1014 del 07-08-2026, per l'anno accademico 2026-27, il totale complessivo è di 39.624 posti. Nello specifico sono divisi in:
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38.184 posti destinati ai candidati UE e non UE residenti in Italia.
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1.440 posti riservati ai candidati non UE residenti all'estero.
Leggi il nostro articolo completo su tutti i posti di Professioni Sanitarie 2026-27, suddivisi per corsi e atenei.
Come funziona il punteggio della prova
La valutazione del test per l’accesso alle Professioni Sanitarie segue criteri precisi. Così vengono assegnati i punti:
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1,5 punto per ogni risposta corretta
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0 punti per ogni risposta non data o in caso di risposte multiple
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-0,4 punti per ogni risposta errata
Ricordiamo inoltre che nel decreto c'è una regola precisa su cosa succede se due candidati ottengono lo stesso punteggio. Ecco come funzionano i criteri di preferenza (Art. 4, comma 4):
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Prevale chi ha ottenuto un punteggio più alto, in ordine, nelle domande di: Biologia, Chimica, Fisica e Matematica, Ragionamento logico, Competenze di lettura.
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In caso di ulteriore parità, ha la precedenza il candidato con invalidità pari o superiore al 66% o con disabilità (Legge 104).
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Se la parità persiste, ha la precedenza il candidato anagraficamente più giovane.
Come funziona la graduatoria per Professioni Sanitarie
A differenza di quanto accade per Medicina e Veterinaria, il test di Professioni Sanitarie non prevede una graduatoria unica a livello nazionale. Ogni ateneo gestisce infatti la selezione in completa autonomia, stabilendo criteri e modalità specifiche all'interno del proprio bando.
Questo significa che le graduatorie sono locali e variano sensibilmente da università a università. In genere, si può essere inseriti in una graduatoria per punteggio – che tiene conto esclusivamente del risultato ottenuto nel test – oppure in una graduatoria per preferenze, che considera anche l’ordine con cui sono stati indicati i corsi desiderati.
Infine, è importante specificare che se un Ateneo esaurisce la propria graduatoria ma ha ancora dei posti vacanti, questi posti non vanno persi. L'Ateneo pubblicherà un avviso e tali posti saranno messi a disposizione di candidati che hanno fatto il test in altre sedi universitarie e che non sono riusciti a entrare. Verranno assegnati in ordine di punteggio.
Misure compensative e tempi aggiuntivi per candidati con disabilità e DSA
Il decreto ministeriale garantisce lo svolgimento della prova tenendo conto delle specifiche esigenze dei candidati con invalidità, disabilità o con diagnosi di Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA). Per beneficiare di appositi ausili, misure compensative o tempi extra, è indispensabile farne esplicita richiesta all'Ateneo. La procedura esatta per inviare la documentazione è sempre indicata all'interno del bando locale della singola università.
Nello specifico, le regole sulle misure compensative per il test di Professioni Sanitarie prevedono che:
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Candidati con certificato di invalidità (uguale o superiore al 66%) o con certificazione legge 104/1992: hanno diritto a un tempo aggiuntivo fino al 50% in più rispetto ai classici 100 minuti previsti per lo svolgimento del test.
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Candidati con diagnosi di DSA (legge 170/2010): possono usufruire di un tempo aggiuntivo pari a un massimo del 30% in più. In casi di comprovata e particolare gravità, gli atenei possono concedere ulteriori strumenti compensativi per garantire la totale equità della prova.
Attenzione alla validità dei certificati: per essere accettata, la diagnosi di DSA deve essere stata rilasciata da strutture sanitarie pubbliche o da professionisti accreditati. Inoltre, il certificato non deve essere più vecchio di 3 anni se rilasciato quando il candidato era minorenne, mentre non ha scadenze se la diagnosi è stata effettuata dopo il compimento del diciottesimo anno di età.
Simulazioni test Professioni Sanitarie 2026/27
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Le migliori università per Professioni Sanitarie
Per orientarsi nella scelta dell’ateneo in cui sostenere il test di Professioni Sanitarie, può essere utile guardare alle classifiche ufficiali. Tra queste va sicuramente tenuta d'occhio la classifica Censis, che ogni anno stila la lista degli atenei che si distinguono in ogni ambito. Per i corsi triennali delle Professioni Sanitarie, sul podio dell'anno scorso troviamo, in ordine:
- Università di Udine;
- Università di Modena e Reggio Emilia;
- Università di Bologna.
Per le magistrali:
- Roma Foro Italico;
- Sassari;
- Foggia.